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#LoveWins, storica occasione persa per i media italiani (che non impareranno mai)

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Ieri circa MEZZO MILIONE DI ITALIANI sono scesi in strada tra Milano, Torino, Bologna, Cagliari, Palermo e Perugia, eppure nei telegiornali nazionali la notizia ha avuto l’eco di una scureggia.
Il Tg1delle 20 ha preferito dedicare due servizi al nuovo film di Riccardo Scamarcio e ai vecchi ciclisti sulle Dolomiti.
Per la travolgente e colorata Onda Pride solo un commento rapido, con 3 immagini e il mezzobusto a liquidarla in 7 secondi.
Identica sorte è avvenuta per i telegiornali concorrenti.
Ieri mattina, per dire, la prima pagina de LaRepubblica non è riuscita a ritagliare un angolo, un francobollo, due parole, alla storica sentenza della Corte Suprema Usa sui matrimoni gay. Il servizio è stato piazzato a pagina 20. Vero è che i tre attentati IS l’hanno fatta da padrone, ma in prima pagina c’era anche altro. Incredibilmente altro.
E ancora.
Se in mezzo mondo profili Twitter e Facebook di importantissime testate internazionali sono diventate ‘rainbow’ per celebrare l’epocale evento andato in scena venerdì, in Italia nessuna testata giornalistica ha pensato di fare altrettanto.
Sky, Mediaset, Rai, Tg vari, quotidiani on line, niente di niente. Ci fosse un cazzo di arcobaleno di redazione.
Eppure chiunque, ma chiunque davvero, ha voluto festeggiare le nozze gay Usa con la propria foto colorata.
Il mio Facebook pare quello de Iridella, ma la stampa nazionale ha altro a cui pensare.
Sbagliando.
Perché viviamo nel 2015 e il mondo è già cambiato. Alla manifestazione di Forza Nuova contro il Pride milanese di ieri erano in 30. 30 sfigati.
Tra i carri che hanno attraversato la città per chiedere uguali diritti c’erano 150.000 persone.
Per trovare un ACCENNO a tutto ciò sul Corriere.it bisogna prima passare per la foto record su Instagram della sorella di Kim Kardashian, i consigli nel tenere il wifi spento di notte, il via libera ai formaggi con il latte in polvere, gli squali tartarughe e le foche, Google che ci porta nei fondali ed infine la perla “Aurora Ramazzotti e la straziante attesa di un Sms che non arriva”.
Poi arriva l’Onda.
Un’Onda che pian piano travolgerà anche questo indecente sistema di mala informazione fuori dal mondo e dal tempo in cui viviamo, oscurantista e quasi orgogliosamente censoreo.
Siete quasi teneri, per quanto penosi.

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