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DISASTRO #Announo, atroce puntata sull’omogenitorialità e sui diritti dei gay

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Lo ammetto.
Attendevo la puntata di Announo in onda questa sera su La7.
La attendevo perché era stata interamente pensata e realizzata su un tema, quello dell’omofobia, dei diritti dei gay e dell’omogenitorialità, che solitamente viene ‘bannato’ dalla tv nazionale. Almeno in prima serata. I promo andati in onda in settimana facevano ben sperare, poi Santoro ha passato la linea all’impresentabile Giulia Innocenzi (palesemente frociara ma proprio NON ce la fa, roba che in confronto la Borromeo è Hannah Arendt) e il sangue mi si è gelato.
Ho urlato.
Ho bestemmiato.
Ho twittato.
Mi sono incazzato.
Ho sudato.
Nel digerire la puntata di Announo in onda questa sera ho sbroccato.


Perché erano anni che non si vedevano argomenti tanto importanti trattati con così sfacciata pochezza di informazioni, rumoroso caos e madornale ignoranza. Da una parte i ragazzi, i 20enni di oggi che hanno vomitato orrori insensati (spiegate ad un paio di loro che io, in quanto ricchione, posso procreare), dall’altra un Monsignore che trasuda omofobia da ogni poro (cara bestia, nessuno mi ha mai violentato e sono gay da quando ne ho memoria), un frocio delirante come Aldo Busi (ne ha dette di tutti i colori, ho perso il conto), un ex magistrato nonché Ministro come Antonio Di Pietro che preferirebbe le adozioni alle mamme surrogate (se potessimo, caro ex IDV, ma NON possiamo adottare) e persino lei, Alba Parietti, impeccabile in quei 4 interventi sbandierati fino a quando non è scivolata fuori dal vasetto parlando di preti omosessuali che poi si ‘trasformano’ in pedofili. Immediato il dietrofront, ma il folle binomio era ormai andato in onda. Persino il Monsignore è intervenuto per deriderla e sottolineare la gaffe.
Roba da pazzi.
Poco da dire sulla Innocenzi, poi, completamente inadatta nel gestire qualsiasi tipo di discussione sensata tanto da millantare la presenza di Mario Adinolfi nel Pd (sono anni che ne è fuori, ‘Monsignore le mandano consigli dal Partito Democratico’, citando un tweet dell’ultracattolico), mentre in collegamento venivano a lungo dimenticati il filosofo Galimberti  (forse 3 minuti per lui su 3 ore di programma) e due padri gay con 3 figli (ovviamente cattolici praticanti), in quanto travolti da conclamate menzogne andate in onda come se tutto fosse normale.
L’ironico applauso va quindi agli autori di questo programma (da salvare solo i servizi già montati e registrati, soprattutto quelli girati negli States), riusciti a trattare il vero tema del giorno (e non solo in Italia) come pura e semplice carta da culo, neanche fosse uno spin-off ‘politico’ di Uomini e Donne, inondando lo spettatore (gay o etero che sia) di così tanta e plateale disinformazione (teorie riparative, matrimoni gay tra chiesa e comune, adozioni, madri surrogate che ‘vendono’ i propri corpi, omofobia, omogenitorialità umiliata e persino malattie veneree) da far quasi rimpiangere i beceri salotti pomeridiani della d’Urso. Ed è un tutto dire.

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