Grindr, orgogliosi che sia usato anche in quei Paesi in cui l’omosessualità è illegale

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Joel Simkhai, CEO Grindr, si è detto giustamente orgoglioso del boom della sua rivoluzionaria applicazione.
Perché Grindr è usato anche in quei Paesi in cui l’omosessualità è ancora oggi illegale, vedi Russia, Iran, Afghanistan.
E’ illegale di essere gay in oltre 70 paesi nel mondo. In molti posti Grindr è l’unico luogo dove poter incontrare altri gay. Perché non esistono bar gay, non esiste vita gay. Siamo molto orgogliosi di questo“.
Ma l’app non potrebbe paradossalmente essere ‘pericolosa’ in quei Paesi che considerano l’omosessualità illegale? Assolutamente sì, ed è questo il motivo che ha portato la società a disabilitare la ‘distanza esatta’ tra gli utenti. Per ‘aggirare’ il problema in Egitto, ad esempio, funzionari della polizia si sono ‘finti’ gay per ingannare altri utenti, arrestandoli una volta incontrati. In Russia, invece, si è passati direttamente ai pestaggi. Perché l’omofobia si espande anche grazie alle innovazioni tecnologiche.

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