#Sanremo2015 – voti e pagella per la 2° serata – imbarazzante Carlo Conti che da’ del LUI a Conchita Wurst

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Partiamo dalla vera notizia della serata.
La Parietti c’era. Cor cagotto a spruzzo da due giorni, ma c’era. Indistruttibile. Come al suo solito in prima fila. E quanno la schiodi. Albona ti amiamo. Quel palco è tuo. E un giorno tornerà ad esserlo. Magari a luci spente, ad agosto, dopo aver forzato l’ingresso. Ma tornerà ad esser tuo.
Ma andiamo avanti.
Carlo Conti sempre più Baudo nell’uso che fa delle vallette. Pura e semplice carta da culo. Dopo 40 minuti non ne aveva presentata neanche una. Applausi.
X-Files all’italiana sul palco dell’Ariston con Biagio Antonacci, autentico miracolato della canzone italiana. Live imbarazzante, cera da straccio, repertorio a me sconosciuto. Ma qui è forse colpa del sottoscritto. O un merito, punti di vista – voto 4.
Meravigliosa, bellissima, immensa Charlize Theron, presentata con la musichetta di uno spot di 20 anni fa in cui le scoprivano il culo. Olga all’auriculare grazie all’ora d’aria concessa dalla schiavista Maria, che ne ha il totale controllo per contratto. Intervista inutile. Lei solare e pronta a tornare. E grazie ar cazzo. 10 minuti e te ce sei comprata na casa al mare – voto 7.
Voto 8 al diffusore d’occhiaie all’ingresso. Visto in HD è il Festival dei pipparoli. Roba da YOUPORN a manetta dietro le quinte. La rivincita di Meneguzzi e Max Pezzali. Loro in confronto erano chierichetti. Occhiaie per tutti, maschi e femmine.
Voto 4 all’unico neurone pensante di Rocio, che l’ha costretta a piangere per Mango, quando lei non conosce altro che il frutto. Era palesemente stordita.
Altro X-Files all’italiana Pintus. Roba che 10 giorni fa faceva il coglione a Colorado ed era già un miracolato, mentre ora riempie i teatri, fa film al cinema, presenterà Karaoke ed è sbarcato all’Ariston. Ho perso dei passaggi fondamentali – voto: 5 (sempre mejo, invece, Rocco Tanica dalla sala stampa. Sublime).
Capello corto alla signora Tsukikage, voce da sturbo, abito da paura con scollo vertiginoso per Conchita Wurst, comparsa allo scoccare della mezzanotte. Indifendibile Carlo Conti che si è presentando al suo cospetto con un TOM, quando LEI, sul palco, non è altro che CONCHITA. Eppure il padrone di casa non ha colto, continuando a darle del LUI, una, due, tre, quattro volte. Ingiustificabile, e da lui sinceramente inatteso. Fino a quel momento era stato PERFETTO, poi lo scivolone da me temuto e in qualche modo nel pomeriggio previsto. Quando un presentatore italiano MEDIO capirà che ad una drag queen si DEVE dare del LEI, perché in quel momento sta letteralmente ‘interpretando’ una figura femminile, dal culo dell’italiano medio uscirà oro. E sarà fine recessione. Anche se non soprattutto culturale. Imperdibile l’ingresso di EMMA vestita da UOMO con fiori in mano e omaggio in lingua inglese ad una sorpresa Wurst. Più che Sanremo BLADE RUNNER – voto: 7.

Ed ora, finalmente, che voti alle canzoni siano.

Nina Zilli, Sola – Per Sempre era un capolavoro, anni fa letteralmente incompreso. Questa Sola ha un testo piatto e banale, ma la voce di Nina fa sempre e comunque effetto. Nel complesso, comunque, deludente – voto: 6


Marco Masini, Che giorno e’ – l’inarrivabile gioia di vivere di Masini. Sentita e ‘interpretata’, ma che immensa pesantezza – voto: 5


Anna Tatangelo, Libera – tette da urlo, portamento impeccabile e testo ambiguo: ‘sono libera come una nuvola nel vento che si dondola’. Praticamente una scoreggia. Parole sfacciatamente alla Modà, perché in Costituzione è stato scritto che Sanremo NON si può fare senza ALMENO una canzone di Kekko in Concorso. Voce ‘ferma’, ottima presenza scenica ma anche qui, come da altre parti, è il trionfo del già sentito e di ovvietà – voto: 5.5


Raf, Come una favola – il momento rehab della 2° serata. Dopo 24 anni d’assenza Raf è tornato al Festival nei panni di Rocco Siffredi dopo 2 mesi d’astinenza sull’Isola. Una spremuta de seghe. Canzone sinceramente imbarazzante nell’ostentata collezione di luoghi comuni e live da mani nei capelli. Non ha praticamente preso una nota. Difficile anche da dover giudicare – voto: 2


Il Volo, Grande amore – standing ovation. Urla, applausi, gente che si buttava dalla balconata per baciarli. Vestiti come 3 stronzi ad una reunion di Grease, i tenorini de Il Volo hanno Sanremo in tasca. E’ bastato far schizzare in alto l’ugola per bagnare le vecchiarde in platea che ancora squirtano con Claudio Villa. Vinceranno il Festival e a quel punto, cara Antonella Clerici, dovrai pagare. Aaaaah se dovrai pagare, e con gli interessi – voto: 4


Irene Grandi, Un vento senza nome – boh. Boh. Boh. Boh. Non riesco a dire altro se non BOH dinanzi alla canzone della Grandi. Che non ho sinceramente ‘assorbito’. Cioè, è mai realmente partita? Fuori dal suo ‘stile’. Da riascoltare, probabilmente, ma per ora è BOH – voto: 6 sulla fiducia.


Biggio e Mandelli, Vita d’inferno – Cochi e Renato versione poracci. Perché portare le copie venute male al Festival, lasciando a casa gente come Patty Pravo, Anna Oxa e Loredana Bertè? Per non parlare di Immanuel Casto & Romina Falconi, che avevano presentato una BELLISSIMA canzone contro la violenza sulle donne (lo dico perché l’ho sentita, tanta roba). Perché, cribbio. Perché. Una gran caciara musicale e nient’altro – voto: 3


Lorenzo Fragola, Siamo uguali – 2 mesi ancora e la Tim potrà accoglierlo a braccia aperte. Perché in casa X-Factor piace perseverare. 2 anni fa bruciarono Chiara, lo scorso anno provarono a bruciare Bravi e quest’anno hanno deciso di bruciare il Fragola. Canzone insulsa, lui fuori luogo, quasi capitato per caso sul palco. Dove NON doveva finire – voto: 4


Bianca Atzei, Il solo al mondo – un misto tra Tale e Quale a Nina Zilli e la versione venuta male di Monica Hill. L’inconsistenza pura. E poi, di grazia e senza cattiveria alcuna, ma chi cazzo è Bianca Atzei – voto: 4


Moreno, Oggi ti parlo così – elegante. Forse l’unico tra gli uomini. E stop. Casalino (trionfo con Mengoni) ha in questo caso scelto il cavallo sbagliato – voto: 4

GIOVANI – due parole sui giovani: 3 su 4 hanno cantato canzoni NETTAMENTE superiori al 75% dei cantanti visti in gara tra ieri e oggi.

Chanty, Ritornerai – la grande ingiustamente esclusa della serata. Bella, elegantissima, con voce e una gran canzone tra le mani. Spero di poterla rivedere nel 2016 tra i BIG. Tipo GIORGIA dopo lo CHOC E Poi (settima tra i giovani poi l’anno dopo vinse). Ha avuto la sfiga di capitare in sfida con un osso duro come il Nigiotti. Un’eliminazione che brucia – voto: 7.5
Kutso, Elisa  – dei pazzi. Anche un pelo troppo eccessivi nel volerlo dimostrare. Ma la canzone funziona. E’ ‘diversa’ dal solito taglio sanremese, si fa ricordare, ballare e canticchiare. Un bel colpovoto: 7
Kaligola, Oltre il giardino – da salvare solo il mitico nonnino alla UP a condurre l’orchestra. Poi il nulla – voto: 2
Enrico Nigiotti, Qualcosa da decidere – da Amici di Maria all’Ariston. E’ tanto caruccio e fa tanto Alex Britti dei tempi d’oro. Chitarra e ritornello bomba. Questo presentato a Sanremo è uno dei migliori ascoltati in 2 serate. Bravo – voto: 7.5

Gli altri 4 big dopo i 4 di ieri a rischio eliminazione: BIANCA ATZEI, BIGIO&MANDELLI, MORENO e ANNA TATANGELO. ‘Nnamo a dormì.

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