#Sanremo2015, Mario Adinolfi attacca: mi è piaciuta la famiglia Anania, boicottiamo la propaganda gender di Conchita

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Mi è piaciuta la famiglia Anania e la sua lode al Signore, alla vita e alla Provvidenza; mi è piaciuto Mauro Coruzzi senza trucco e parrucco. E’ un bellissimo uomo. Suona vero e addolorato. Non si rifugi nella paccottiglia dell’ideologia gender. Ideologia gender che finirà, purtroppo, per essere la cifra di questo festival di Sanremo anche per via della disgraziata decisione di far esibire sul palco come “superospite internazionale” un tizio che come cantante vale zero e non ha mai manco pubblicato un album, quel Conchita Wurst che esiste solo come icona dell’ideologia gender, capelli lunghi, vestito da donna e barba nera. L’indistinto, appunto: maschile e femminile che non sono nulla, solo un vestito da cambiare. Roba che non è, paccottiglia che una volta avremmo definito da avanspettacolo becero, oggi invece dobbiamo inginocchiarci e omaggiare altrimenti sei “omofobo”. La propaganda gender è antipopolare, l’opposto esatto dello show che Carlo Conti ha costruito. E vedrete gli ascolti: 2 milioni di persone in meno, scommettiamo?‘.

Perché a Mario Adinolfi piace giocare facile.
Scommettere sul calo di ascolti tra prima e seconda serata del Festival equivale a scommettere che la Juve vinca in casa con il  Pro-Vercelli. E’ così da sempre.
Però la colpa sarà di Conchita Wurst e della propaganda gender.
Certo Adinolfi.
Certo, l’importante è crederci.
  Come crediamo alla lode del Signore e alla Provvidenza che hanno ‘regalato’ 15 figli alla famiglia Anania.  Certo Adinolfi, certo. Ora se chiamano LODE e PROVVIDENZA. E io stronzo che credevo dipendesse molto banalmente da questo.

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