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#Sanremo2015 – i 5 Festival della mia vita: parte 3

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Ancora un Festival, ancora un Sanremo da ricordare, tra i 5 ‘impressi’ nella mia memoria di spettatore ossesionato dall’Ariston.
Dopo il 1991 e il 1996, infatti, si torna leggermente indietro all’anno precedente. Il 1995.

Quarantacinquesimo Festival della Canzone Italiana
Ho da poco compiuto 13 anni e vivo questo Festival condotto da Pippo Baudo, Anna Falchi e Claudia Koll tifando spudoratamente per Come Saprei di Giorgia e per Le ragazze dei Neri per Caso. Finirò la manifestazione felice come una Pasqua, perché entrambe le canzoni trionferanno, per un Festival che ricordo musicalmente pazzesco. In amore, Gente come Noi, Con te partirò, Finalmente Tu, Un altro amore no, Voglio andare a vivere in campagna, Destinazione Paradiso tra i giovani e La Vestaglia di Ranieri verranno dal sottoscritto consumate con la doppia musicassetta ufficiale, ma è un’altra esibizione a farmi suo.
Quella di una 37enne ascoltata da mia sorella e idolatrata da mio cugino, che aveva i suoi poster in camera e tutti i vinili conservati come reliquie.
Madonna.

Elegantissima e meravigliosa nello scendere le scale, per poi cantare in uno sfacciato playback un capolavoro.
Take a Bow, secondo singolo di Bedtime Stories, mio primo album madonnaro comprato con i ‘miei’ soldi. Il giorno dopo averla vista su quel palco, Reale, solare, ipnotica, tutta tempestata de piume. Quella sera divenni ufficialmente madonnaro.
Recuperai la sua intera discofrafia e i film girati, comprando musicassette e vhs, senza mai più abbandonarla.
Per sempre tuo, o Regina.

To be continued

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