#Sanremo2015 – l’Aiart contro Conchita Wurst e Platinette: il Festival è per famiglie

Condividi

Anche quest’anno abbiamo ricevuto moltissime segnalazioni di protesta relative all’imminente Festival di Sanremo. La decisione d’invitare tra gli ospiti la drag queen Conchita Wurst che riceverà un lauto compenso, si parla di 120.000 euro, dimostra per l’ennesima volta come la RAI, anziché investire sulla qualità delle canzoni in gara e su una struttura della trasmissione più agile, si ostini a sperperare denaro pubblico, proprio nei tempi in cui gli utenti vengono invitati a rinnovare il pagamento del canone, con ospiti di dubbia qualità”. “Se a questo si aggiunge la presenza in gara di Mauro Coruzzi, conosciuto al pubblico come Platinette, che ha già dichiarato che una sera si presenterà vestito da uomo e una sera da donna, con ‘sorpresa finale’ nel caso del passaggio in finale, si ha l’impressione che l’azienda di Stato abbia dimenticato che il festival è nato come programma per tutta la famiglia: un tempo lontano, quando il festival faceva conoscere differenti generi musicali. Ora, purtroppo, soltanto l’ideologia gender e il solito, stucchevole, gossip!“.

E fu così che l’associazione di telespettatori cattolici (ma de che stamo a parlà) sparò a zero contro l’imminente Festival di Sanremo, sbandierando tra le altre cose cifre assurde pur di screditare Conchita Wurst.
Perché il ‘cachet’ della trionfatrice dell’Eurovision sarebbe di 12.000 euro, e non 120.000.
Ma a loro che cazzo je frega.
E’ proprio la figura della drag queen ad infastidirli, 21 anni dopo Elton John & Ru Paul in trionfo all’Ariston con Don’t go breaking my heart.
Siete vecchi, bigotti, inutili, fastidiosi e anche un pelo comici.
A poracci. Esiste il telecomando. Se non ve piace cambiate canale.

Autore

Articoli correlati

Impostazioni privacy