Pride, il regista Matthew Warchus ‘difende’ lo scivolone della ‘rimozione gay’ da parte del DVD americano

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Cambiare la cover è stata una mossa goffa e un po’ sciocca. Ma questo è un film che è stato amato da tanta gente di ogni orientamento politico e orientamento sessuale. Sono entusiasta che il maggior numero di persone possa ancora scoprirlo e vederlo. Credo che qualcuno nel reparto marketing americano abbia utilizzato il proprio giudizio di marketing per cercare di eliminare ogni ostacolo al più vasto pubblico possibile. E’ stato fatto maldestramente, ma capisco il perché, è un istinto valido. La natura del marketing è quella di semplificare e ridurre tutto all’eccesso“.

Così Matthew Warchus, regista dello straordinario Pride, ha commentato l’incredibile decisione della distribuzione Usa di ‘cancellare’ tutte le tracce di omosessualità dalla copertina del DVD.
Parole condivisibili quell di Warchus, se non fosse che la porcata faccia comunque orrore. Marketing o meno, non si capisce perché ‘trasformare’ un film in ‘altro’ solo per presentarsi ad un pubblico ‘differente e più eterogeneo’ da quello teoricamente di riferimento, vedi l’Universo Glbtq. Ribadisco la sensazione di porcata, perché l’Orgoglio del titolo dovrebbe stare anche nel rivendicare con forza la propria idendità in quanto ‘storia’.

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