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I 15 coming out del 2014 da ricordare

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– Gianni Amelio, regista.

Alla mia età sarebbe un po’ tardivo, forse ridicolo. Altri dovrebbero essere i coming out davvero importanti, di chi froda il fisco per esempio, di chi usa la politica per arricchirsi. Comunque credo che chi abbia una vita molto visibile abbia il dovere della sincerità: e allora sì, lo dico per tutti gli omosessuali, felici o no, io sono omosessuale. L’omofobia è ancora imperante, capita anche che ragazzi si uccidano perché froci o ritenuti tali, e quindi scherniti, isolati, picchiati. Insomma la battaglia non è vinta, non c’è da noi un riconoscimento giuridico delle coppie. C’è poi ancora la difficoltà di farsi accettare dalla famiglia, soprattutto dai padri, ancora immersi in una cultura maschilista“.

– Michael Sam, sportivo.

Non dovrebbe essere così rilevante. Io sono un laureato, un giocatore di football, un afroamericano, e sono gay“.

– Kristian Nairn, Hodor in Game of Thrones.

Beh, in tutta onestà quando si parla di comunità gay si parla della mia comunità”. “Non ho mai nascosto la mia sessualità a nessuno, in tutta la mia vita, e infatti ho aspettato che qualcuno me lo chiedesse in un’intervista, provando ad imboccare le domande un paio di volte, ma senza alcun risultato! E’ una piccola parte di ciò che sono“.

– John Fennell, sportivo.

E’ soffocante vivere nell’armadio. Devi giocare continuamente a questo gioco del ‘chi lo sa?’. Devi essere super macho. E’ molto faticoso. Sono un atleta, ho indossato una tuta spandex per scivolare giù da una montagna“. “Sono gay“.

– Ellen Page, attrice.

Mi trovo qui oggi perché sono gay. Sono stanca di nascondermi e mentire attraverso l’omissione. E forse posso fare la differenza. Posso aiutare gli altri ad avere una vita un po’ più facile e serena. In ogni caso, per quanto mi riguarda, sento che dirlo è un obbligo morale e una mia responsabilità nei confronti della società”. “È strano perché nelle vesti di attrice sono qui a rappresentare in qualche modo un’industria che ci appioppa degli standard pre-confezionati. Non solo ai giovani, un po’ a tutti. Ideali di bellezza, di bella vita, di successo. Ideali che, devo essere sincera, mi hanno influenzata. Ci sono delle idee che vengono piantate nella tua testa, pensieri che non hai mai avuto, che ti dicono come devi comportarti, come ti devi vestire e chi devi essere. Io ho tentato di respingerli, di essere autentica, di seguire il mio cuore, ma può essere difficile“.

– Sam Smith, cantante.

«Fin da quando ero giovanissimo sono sempre stato onesto circa il mio orientamento sessuale. Ma allo stesso tempo temevo che le persone non avrebbero ascoltato la mia musica, ed è quella la cosa più importante per me». «Fare il musicista è sempre stato il mio sogno. Mi sono assunto un rischio facendo “coming out” davanti al mondo, ma alla fine per fortuna le mie paure si sono rivelate infondate». «Non voglio che i miei brani vengano ascoltati soltanto da una determinata comunità di persone. Vorrei parlare a tutti: gay, lesbiche, transessuali, eterosessuali, cattolici… proprio a tutti quanti».

– Derrick Gordon, giocatore di basket.

Io non volevo più nascondermi, in alcun modo. Non volevo più dover mentire o nascondermi. Ho aspettato in questi ultimi mesi, guardandomi attorno e chiedendomi quando un giocatore della Division I sarebbe venuto fuori, e alla fine mi sono detto, ‘Perché non io?‘”

– Daniel Franzese, attore di Mean Girls.

Damian mi aveva rovinato la vita, ero veramente incazzato con lui. Divenni celebre per un anno e mezzo. Non potevo andare in nessun bar gay, mentivo a chi mi chiedeva se lo fossi. Mi sono portato a casa anche una ragazza, il giorno della premiere, e la baciai sul tappeto rosso. Eliminavo i tweet che mi chiedevano se fossi omosessuale, pulivo le bacheche IMDB da qualsiasi rumor. Ma i miei amici e la mia famiglia sapevano la verità. Ora è arrivato il momento che lo sappiano tutti. Forse questo aiuterà qualcun’altro. Io non ho più paura. Grazie di tutto, Damian“.

– Ian Thorpe, nuotatore olimpionico australiano.

Ora mi sento a mio agio e non voglio che le persone si sentano come me in tutti questi anni: è più facile ammetterlo, si può crescere, si può star bene, si può essere gay. Ma non potevo più andare avanti così, nelle ultime settimane non pensavo ad altro”. “Ero depresso perché negavo al mondo la mia vera natura. Sì, ho avuto donne ma non sono eterosessuale: è una cosa che sto svelando da poco, da circa due settimane. Ho raccontato tutto questo alle persone che mi sono più vicine: avevo la sensazione che la bugia fosse diventata troppo grande. Non volevo che la gente mettesse in gioco la mia integrità, ed il mio ego non poteva più mentire”. “Io voglio che la mia famiglia sia orgogliosa di me. Voglio che la mia nazione sia orgogliosa di me. E parte di me non sa se l’Australia vuole che il suo campione sia gay, ma non parlo solo di Australia, parlo del mondo“.

– Patricia Yurena, Miss Spagna 2008 e 2013

Per quel che mi riguarda, non mi piace giocare con l’ambiguità, né avere una doppia vita. Sul mio profilo Instagram pubblico quello che faccio giorno per giorno: è il mio diario. E nella mia vita c’è la mia compagna, che è parte integrante della mia quotidianità. Ci sono persone che ora mi mettono l’etichetta di lesbica. Credo di avere un percorso nella mia vita professionale: ritengo che si debba valutare quel che Patricia Yurena ha ottenuto dal punto di vista professionale, non il fatto che io sia una miss lesbica, la qual cosa mi sembra veramente patetica!‘.

– Thomas Hitzlsperger, calciatore ex Lazio e nazionale tedesca.

E’ stato un processo lungo e difficile. Solo negli ultimi anni ho capito che preferico vivere con un uomo. In Inghilterra, Italia e Germania essere omosessuale non è un problema, almeno non negli spogliatoi. Non mi sono mai vergognato di essere quello che sono ma non è stato facile sedersi ad un tavolo con 20 giovani uomini ed ascoltare barzellette sui gay. Li si lascia andare avanti fino a quando le battute sono un minimo divertenti e non troppo offensive. Essere gay è un argomento totalmente ignorato nel calcio e non viene trattato seriamente negli spogliatoi. Grinta, passione e mentalità vincente sono intrinsecamente collegati all’eterosessualità, che va a scontrarsi con il cliché omosessuale, che vuole i gay ‘soft’“.

– Lee Ryan, cantante.

Sì, certo ho fatto sesso con un uomo, tutti sperimentano queste cazzo di cose. Non l’avevo mai ammesso perché nessuno me l’aveva mai chiesto.”

– Tyler Glenn, cantante della band Neon Trees.

Ho avuto le mie prime cotte per i ragazzi durante tutto il liceo, ma non sono mai state così travolgenti fino ai 20 anni. All’epoca frequentare ragazze ed amoreggiare con loro insieme al mio amico etero fu la peggiore sensazione del mondo“.

– Tim Cook, CEO Apple.

Durante tutta la mia vita professionale ho cercato di conservare un livello elementare di privacy. Vengo da radici umili e non mi interessa attirare l’attenzione su di me. Apple è già una delle società più esaminate del mondo e ci tengo a mantenere l’attenzione sui nostri prodotti e sulle cose incredibili che i nostri clienti riescono a farci. Al tempo stesso credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: «La domanda più persistente e impellente della vita è “Cosa stai facendo per gli altri?”». Mi pongo spesso questa domanda e sono arrivato alla conclusione che il mio desiderio di privacy personale mi ha impedito finora di fare qualcosa di più importante. E questo mi ha portato a oggi. Per anni sono stato aperto con molte persone sul mio orientamento sessuale. Tanti colleghi in Apple sanno che sono gay e non sembra fare nessuna differenza nel modo in cui mi trattano. Certo, ho avuto la fortuna di lavorare in un’azienda che ama la creatività e l’innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone. Non tutti sono così fortunati. Pur non avendo mai negato la mia sessualità, non l’ho mai neanche riconosciuta pubblicamente. Quindi fatemi essere chiaro: sono fiero di essere gay, e considero essere omosessuale tra i più grandi doni che il Signore mi ha dato. Essere gay mi ha dato una più profonda comprensione di cosa significhi appartenere a una minoranza e mi ha fornito una finestra da cui vedere le sfide con cui le persone in altre minoranze hanno a che fare ogni giorno. Mi ha reso più empatico, e questo mi ha dato una vita più ricca. A volte è stata dura e scomoda, ma questo mi ha dato la sicurezza di essere me stesso, di seguire il mio percorso, e staccarmi dalle avversità e dall’intolleranza. Mi ha anche dato la corazza di un rinoceronte, che torna buona quando sei il CEO di Apple. Il mondo è cambiato molto da quando ero ragazzo. L’America sta andando verso l’uguaglianza nei matrimoni, e le figure pubbliche che hanno coraggiosamente dichiarato se stesse hanno aiutato a cambiare la percezione e hanno reso la nostra cultura più tollerante. Lo stesso, ci sono leggi scritte in una maggioranza di stati che permettono ai datori di lavoro di licenziare i dipendenti sulla base del loro orientamento sessuale. Ci sono posti in cui i padroni di casa possono sfrattare gli inquilini se sono gay, o dove ci può essere impedito di visitare i compagni malati o condividerne l’eredità. Innumerevoli persone, in particolare ragazzi, affrontano paura e abusi ogni giorno a causa del loro orientamento sessuale. Non mi considero un attivista, ma capisco quanto ho ricevuto dal sacrificio di altri. Perciò se sentire che il CEO di Apple è gay può aiutare qualcuno o qualcuna che si batte per confrontarsi con quello che è, o confortare chiunque si senta solo, o ispirare persone a ottenere i loro diritti, allora vale la pena barattare la mia privacy. Ammetto che non è stata una scelta facile. La mia privacy rimane importante e vorrei conservarne una piccola parte. Ho fatto di Apple il lavoro della mia vita e continuerò a impiegare praticamente tutto il mio tempo concentrato a essere il miglior CEO che posso essere. È quello che meritano i nostri dipendenti, e i nostri clienti, sviluppatori, azionisti e fornitori. Parte del progresso sociale è capire che una persona non si definisce soltanto per la propria sessualità, razza o genere. Io sono un ingegnere, uno zio, un amante della natura, un fissato della forma fisica, un figlio del Sud, un fanatico di sport, e molte altre cose. Spero che la gente rispetti il mio desiderio di dedicarmi alle cose per cui sono portato e per il lavoro che mi rende felice’. L’azienda che sono così fortunato da guidare ha sempre predicato diritti umani e uguaglianza per tutti. Abbiamo preso una posizione forte a sostegno di una legge parlamentare sull’uguaglianza nei luoghi di lavoro, e ci siamo battuti per l’uguaglianza dei matrimoni nello stato della California dove Apple ha sede. E siamo intervenuti in Arizona quando il parlamento dello stato ha approvato una legge discriminatoria contro la comunità gay. Continueremo a batterci per i nostri valori, e credo che qualunque CEO di questa straordinaria azienda, a prescindere dalla sua razza, genere o orientamento sessuale, farebbe lo stesso. E io personalmente continuerò a battermi per l’uguaglianza per tutti fino a che avrò voce. Quando arrivo in ufficio, ogni mattina, mi accolgono le immagini in cornice di Martin Luther King e Robert Kennedy. Non fingerò che scrivere questa cosa mi metta nel loro campionato. Si limita a permettermi di guardare quelle foto e sapere che sto facendo la mia parte, per quanto piccola, per aiutare gli altri. Lastrichiamo il sentiero illuminato verso la giustizia insieme, pietra dopo pietra. Questa è la mia pietra‘.

 

– il 13enne che ha commosso il web.


«Ho bisogno di dirti una cosa. Sono davvero sconvolto».
«Che succede, fratello? Vuoi chiamarmi?».
«No, ci sono i miei genitori nella stanza in questo momento. È veramente personale».
«Cosa c’è?».
«Lo sto dicendo solo a te, quindi, per favore, non dirlo a nessuno. Mi fido di te fratello. Mi sento diverso. Non so come dirlo, ma realmente diverso. Non sento quello che i ragazzi sentono per le ragazze. Non è normale, giusto? 🙁 Non lo so. Fratello non voglio che tu non sia più mio amico…io sento quello che i ragazzi provano per le ragazze… ma per i ragazzi. Mi sento così strano e sbagliato. Mi piacciono i ragazzi. È così imbarazzante da dire, ma questo è il mio segreto e io avevo così paura di dirtelo perché sei il mio migliore amico e fratello, non voglio che pensi che io sia strano e mi lasci andare».
«Bro siamo amici da tre anni e sono contento che tu mi abbia detto questo. Chi se ne frega di quello che le persone diranno. Sei fantastico e il resto non importa fratello e io sono così felice che tu sia il mio migliore amico. Non avere vergogna, non c’è niente di cui essere imbarazzati. Non c’è niente di male a essere gay amico mio».

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