Eurovision 2014 – trionfo Conchita Wurst – disastro Italia per Emma Marrone

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Ha vinto la più bella canzone.
Ha vinto la voce più potente e pulita.
Hanno vinto l’eleganza e la femminilità.
Ha vinto il personaggio che il sottoscritto vi aveva fatto conoscere addirittura nel maggio del 2012, l’unico che rimarrà nel tempo, il cui nome è già diventato marchio.
Ha vinto Conchita Wurst, Regina di un Eurovision che l’ha vista prima Principessa Social ed infine Reale trionfatrice.
Ha vinto un Paese che ha creduto ed osato, l’Austria, spedendo ad una manifestazione musicale con 160 milioni di telespettatori una drag queen con la barba.
Ha vinto l’Europa che guarda al cambiamento, l’Europa mentalmente aperta, che ha sommerso di fischi la Russia e portato in trionfo un uomo vestito da donna.
Una cantante che ha stracciato la concorrenza, raccogliendo 5 punti persino dai ‘sudditi’ di Putin, che l’avevano piazzata terza al televoto.
L’Italia stessa, Bel Paese che un certo tipo di classe politica vuol far passare per becera ed omofoba, non ha avuto dubbi, votando lei e solo lei.
Perché la musica va oltre gli steccati sessuali, fregandosene di polemiche e pseudo raccolte firme per cacciare fuori dai giochi chi si etichetta come ‘diverso’. La musica è musica, e Conchita Wurst ha vinto una manifestazione musicale, inviando anche un meraviglioso messaggio di eguaglianza.
Dietro di lei gli splendidi olandesi feat. Sting e la Svezia, mia favorita della vigilia.

Male, malissimo l’Italia con la miseria di 33 punti (12 da Malta, 10 dall’Albania, 6 dal Montenegro, 2 da Macedonia e Svizzera e 1 dalla Francia).
Emma Marrone ha ‘riempito’ il palco con grinta e personalità, l’ha aggredito passo passo provando persino a tramutarsi in gattona sexy, ma non ha saputo colpire e calamitare l’attenzione del pubblico internazionale. Perché in sella ad una canzone sbagliata. Lo vado dicendo da mesi. La mia Città non era da Eurovision, e il risultato è stato impietoso, nonché esageratamente negativo. 21esimi, solo 3 posizioni sopra San Marino. Una bocciatura eccessiva, ma pur sempre una bocciatura. Lontanissimi dai risultati degli ultimi 3 anni, con Gualazzi secondo, Zilli nona e Mengoni settimo. Mai l’Italia nella Storia dell’Eurovision era arrivata così in basso.

Sospiro di sollievo in casa Rai, che in caso di vittoria si sarebbe dovuta sorbire un investimento al momento impensabile, e grande delusione per l’Italia tutta, che sognava un’accoppiata Expo/ESC per maggio 2015.
E invece dovremo andare tutti nella vicina Austria, con barba incolta e tacco a spillo.
In onore di Conchita.
The Queen of Eurovision.

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