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Sanremo 2014 – giorno 4: diario giornaliero tra Nina Moric, Alba Parietti e Lorella Landi

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4° serata in arrivo per il Festival di Sanremo e 4° appuntamento (qui il primo, qui il secondo, qui il terzo) con il Diario quotidiano dall’Ariston firmato Angelo Rifino.
Ovvero il dietro del dietro del dietro del dietro del dietro le quinte del Festival, come non lo potrete mai leggere da nessuna altra parte. Vedere per credere

Ieri è arrivata la conferma di una sensazione che ho da anni: nascere e crescere al Sud, ti fa acquisire qualità che nella vita ti serviranno sempre. Da piccolo, di domenica, desideravo con tutto me stesso dormire fino a tardi e svegliarmi solo per guardare i commenti televisivi di Claudia Vinciguerra a “Mattina in Famiglia”. Ogni settimana, invece, alle 9 i miei vestiti “buoni” mi aspettavano stesi sul letto lindi e pinti, per il momento più atteso da mia madre: la Messa. Essere in prima fila alla Messa era uno status symbol non indifferente nel mio paese. Era necessario un grande controllo fisico (stai dritto, siediti, inginocchiati, non dormire, ancora in piedi) e un grande sforzo di concentrazione (stai attento, ripeti le preghiere facendo finta di crederci, interpreta le canzoni intonandoti alla stonatura delle signore). Ieri sera è successo di nuovo: ero in prima fila al Festival di Sanremo e mi sono sentito di nuovo a Messa, solo che al posto di Don Pierino c’era Fabio Fazio e, ai miei lati, al posto di Mamma e Zia Angela c’erano Alba Parietti e Lorella Landi (esiste più gente che conosce Zia Angela che Lorella Landi ne sono sicuro). Un turbine di emozioni mi ha travolto (l’ansia galoppante che il mio smooking di H&M non fosse adatto alla prima fila di Sanremo, più che altro) e poi l’illuminazione: Alb(on)a ha riconquistato la sua meritatissima poltrona in prima fila, come dire…è tornata all’ovile (aiutami a dì ovile). Non ha smesso un attimo (e davvero intendo un attimo) di specchiarsi, truccarsi, parlare al telefono o whatsappare. Che delusione! Se ci fosse stato Don Pierino le avrebbe fatto dire almeno dieci Ave Maria, ne sono sicuro.

Ma il momento in cui ho davvero capito che in fondo in prima fila “poi fa che cazzo te pare“, è quando Lorella Landi – l’unico essere umano sulla terra capace di sfidare pubblicamente Baraba D’Urso (il Signore la punirà) – alla vista della telecamera ha messo da parte il suo inseparabile iPhone e si è esibita in un meraviglioso siparietto: sulle note di Renzo Arbore ha ballato in stile un po’ gipsy (‘na zingara per intenderci) credendosi J.Lo in “Ain’t Funny”, ma con le sembianze di Cloris Brosca a “Luna Park”. Per lei pure la luna nera sè rifiutata di apparire. Come ogni Messa che si rispetti arriva il momento del Salmo, solo che ieri al posto di “Osanna” noi devoti di Sanremo presenti all’Ariston abbiamo intonato “Reginella”. Siano benedette le Domenica In di Maria Venier, che sono state la mia scuola di storia televisiva e che comunque duravano meno dell’intervento di Arbore ieri notte: alla sua quarta “non battuta” volevo fingere un’urgenza toilette, ma dopo lunedi sera se all’Ariston provi ad alzarti durante la diretta, rischi il massimo della pena. Dopo l’eliminazione della mia nuova proposta preferita Veronica De Simone ( avvenuta precisamente alle 3 di notte ) decido che la mia serata non puó finire cosi, e mi reco nell’unica discoteca presente a San Remo. Me lo dicevano tutti ” vedrai che belle le feste a San Remo, piene di cantanti “…. E quindi immagino già di ritrovarmi a ballare “Work Bitch” con Arisa o bere Negroni con Renga ( anche se con lui ammetto che bere è l’ultima cosa che penserei di fare ). All’entrata capisco già come purtroppo sarà l’andazzo: super ospite della setta? Nina Moric. Famosissima cantante. Futura cantante. Si, perché l’ex isolana ha scelto Sanremo per annunciare quello che è quasi importante quanto l’arrivo dei Maya: Nina Moric sta preparando il suo album di debutto. Ma mo ve credete tutte Stefania Orlando? Di ” A Troia” c’è nè una. Non ce provate. Anche oggi, non vi preoccupate, non vi parlerò delle canzoni e della classifica provvisoria, che non ci ha lasciati poi troppo sconvolti. Ma vi posso anticipare che questo pomeriggio, molto colpito dalla performance di ieri, vagherò per Sanremo improvvisando flashmob vocali, mi alzerò dal bar e canterò, uscirò dai bagni dei ristoranti e canterò, innaffierò e canterò, improvvisando qualche breve passo di danza (ovviamente il pezzo scelto inizia così: “Te sì fatt’ ‘na veste scullata, nu cappiello cu ‘e nastre e cu ‘e rrose…”). By Angelo Rifino.

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