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Sanremo 2014 – voti, considerazioni seconda serata e podio finale

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La quiete dopo la tempesta d’autori.
Seconda serata più godibile e scorrevole quella vista al Festival di Sanremo, grazie soprattutto ad una scaletta ‘leggermente’ più vendibile ed impreziosita da due veri talenti musicali.
Prima il ‘mostro’ Claudio Baglioni, tirato a lucido dagli stessi creatori di Cher, poi la delicatezza e la voce di Rufus, travolto nei giorni scorsi da polemiche riguardanti una presunta ‘blasfemia’, per poi presentarsi sul palco dell’Ariston per quello che è: un artista straordinario, docile e mansueto, nonché omosessuale dichiarato, sposato da quasi 10 anni e con un figlio avuto da una madre surrogata, sua amica. Ce ne fossero.
Nel mezzo, indimenticabile ed emozionante, una straordinaria Franca Valeri, pronta a debuttare a teatro all’età di 93 anni, l’elasticità delle intramontabili gemelle  Kessler, 156 anni in due,  l’agghiacciante tuta dell’olimpionico Armin Zoggeler ed altri 7 cantanti in gara, 3 dei quali, diciamocelo chiaramente, avremmo fatto serenamente a meno.

Francesco Renga
E’ bono ed è soprattutto il vincitore annunciato. E lo ha dimostrato per l’ennesima volta. Canzone trascinante e maledettamente radiofonica la sua Vivendo adesso, tanto da partire in pole position rispetto alla concorrenza. Sorprese permettendo dovrebbe avere la manifestazione tra le mani. Sarà dura battere Renga, tornato in splendida forma sul palco dell’Ariston. L’ho già detto che è bono? Voto: 7.5

Giuliano Palma
Nina Zilli senza parrucca vestita da Blues Brothers. Partecipazione al Festival da ‘miracolato’ per Giuliano Palma, volato via come un bicchier d’acqua dopo 6 ore di corsa. Quasi inutile la sua presenza. Voto: 4.5

Renzo Rubino
Scippato della vittoria Nuove Proposte 12 mesi fa, Renzo Rubino è tornato sul luogo del delitto per prendersi una meritata rivincita. Applausi scroscianti a fine esibizione con Ora che ammalia e convince, mentre l’eliminata Per sempre e poi basta esplode solo nel finale. Da tenere d’occhio. Voto: 7

Ron
Rubato il parrucchino a Sandro Mayer, Ron è tornato a Sanremo con due brani tutt’altro che esaltanti. Passa quello ‘folk’, Sing in the rain, più orecchiabile e facilmente vendibile. Ma il discorso è sempre lo stesso. Ci aveva promesso che l’avremmo rivisto solo tra 100 anni. Ne sono passati solo 18. Cazzaro. Voto: 5

Noemi
Un look da denuncia. Neanche vivessimo a Capital City e questo fosse Hunger Games. Apparizione choc sul palco per Noemi, uscita sconfitta da uno scontro con una stampella e inciampata nel peggior attacco iniziale di sempre. Roba che le Lollipop avranno stappato champagne. Ed è un peccato, perché a risentirne è stata la canzone eliminata, Un uomo è un albero, decisamente più riuscita della promossa Bagnati dal sole. Noemi ha voce e talento, ma ieri è stata tutt’altro che perfetta. E non solo nella scelta del look. Impossibile che vinca. Voto: 6+

Riccardo Sinigallia
Canta i ‘suoi’ Tiromancino che incontrano gli Zero Assoluto che incontrano Fabrizio Moro. E passa il turno con la canzone più brutta delle due Prima di andare via, riuscita incredibilmente a sconfiggere la piacevole ed interessante Una rigenerazione. Peccato che di Riccardo Sinigallia nessuno ne sentisse il bisogno. Voto: 5

Francesco Sarcina
Deludente. Assai. Doveva riprendersi lo scettro ‘regalato’ ai Modà dalle sue Vibrazioni e invece nisba. Mancano di orecchiabilità i pezzi di Sarcina, che non andrà da nessuna parte. E’ evidente. Passa il turno Nel tuo sorriso ma uno ‘e sticazzi’ risuona all’infinito. Voto: 5

NUOVE PROPOSTE
Passano il turno il già conosciuto e per questo platealmente ‘spinto’ Zibba, tutt’altro che strabordante con Senza di te, e l’ottimo Diodato che ha cantato Babilonia. Fuori l’interessante Filippo Graziani con Le cose belle e ovviamente Bianca, sosia di Monica Lewinsky e di un vecchio sconvolgente con il brano Saprai.

PODIO FINALE:
1) Francesco Renga
2) Giusy Ferreri
3) Cristiano De Andrè
4) Arisa

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