Masters of Sex serie inedita dell’anno – nessuno di voi può perderla

Condividi

L’ho scoperta tardi, tardissimo, ovvero circa una decina di giorni fa, quando negli States era già andata in onda la dodicesima ed ultima puntata della prima incredibile stagione. Ed è stato amore a prima vista.
Nei confronti di Masters of Sex, mia personale serie inedita TRIONFATRICE di questo ricco 2013 televisivo. Almeno dal punto di vista seriale.
Voluta da Showtime, creata da Michelle Ashford sulla base della biografia di Thomas Maier Masters of Sex: The Life and Times of William Masters and Virginia Johnson, ed interpretata da un maestoso Michael Sheen, Masters of Sex mi ha fatto suo. Protagonisti il sessuologo William Masters e la psicologa Virginia Johnson, veri e propri pioneri della sessualità umana. Furono loro negli anni 50 a ‘studiare’ l’interazione sessuale tra uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna, abbattendo pregiudizi ed imbarazzi, per rivoluzionare la scienza.
Prodotto dallo stesso Sheen, finalmente tornato ai fasti recitativi di un tempo dopo i preoccupanti sbandamenti americani (Twilight), Masters of Sex è praticamente perfetto. Difficile se non impossibile trovargli difetti.
Perfetto dal punto di vista della ricostruzione storica, tanto scenografica quanto legata a trucco, parrucco,  costumi e verità politico/sociali; perfetto nella scrittura, con una trama che si allarga sempre più nell’abbracciare i personaggi più disparati, andando così a coinvolgere più vite e problematiche; perfetto nel suscitare interesse e curiosità, e non solo nei confronti di uno studio scientifico che ha cambiato per sempre la conoscenza della sessualità; perfetto nel non essere mai pesante ma sempre straordinariamente interessante, dosando colpi di scena e risate in salsa british, tanto da presentarsi allo stupito spettatore come qualcosa di oggettivamente sorprendente; perfetto dal punto di vista recitativo, con attori in stato di grazia e mai fuori ruolo, grazie anche a personaggi sfaccettati straordinariamente; perfetto nel toccare con mano temi ancora fastidiosamente attuali, anche se in questo caso fermi agli anni 50, legati all’omosessualità e alla visione ‘orrorifica’ che un tempo ne aveva la stessa comunità scientifica.
12 puntate da un’ora, mai troppo spinte ne’ volgari, anche se il ‘sesso’ contraddistingue ovviamente l’intera serie, e ad oggi ancora ‘senza casa Italia’. Perché nessuno tra Rai, Mediaset, La 7 e Sky ha ancora messo le mani sopra questo capolavoro seriale.
Fortunatamente confermato per una seconda stagione e qui, nel caso in cui non l’aveste ancora capito, ardentemente consigliato.

Autore

Articoli correlati