American Horror Story: Coven – subito tante carne al fuoco con Bitchcraft

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Attesa snervante, riuscita intrigante. Ma con tante differenze rispetto alla stagione 2.
American Horror Story: Coven ha preso il via negli Usa ieri sera, gettando subito quintali di carne al fuoco della trama con l’episodio Bitchcraft.
Meno paura e spavento, più stile e qualità recitativa.
Perché l’ingresso di Kathy Bates, malefica e sublime, ha dato in poche scene una ventata di crudele novità all’intera stagione.
Ancora una volta splendido il personaggio pennellato sui lineamenti di Jessica Lange, alla disperata ricerca di un’impossibile eterna giovinezza, così come quello delle ‘giovani’ streghe dai poteri più disparati.
Su tutte la trovata ‘voodoo’ di Gabourey Sidibe, la patata assassina di Taissa Farmiga e la chiaroveggente Jamie Brewer.
Odiosa, per ora, solo la viziata e dotata di telecinesi Emma Roberts, con Angela Bassett piacevolissima riscoperta e Sarah Paulson più che probabile agnellino pronto ad esplodere.
Sanguinolento e ‘perfido’ nella trama, con una fotografia curata nei minimi particolari e una spiazzante regia firmata Alfonso Gomez-Rejon, se paragonata agli ansiogeni episodi diretti con Asylum, American Horror Story 3 ha virato rispetto al passato. Ancora una volta.
Nuova stagione, attori più o meno simili, ma trama e messa in scena dannatamente differenti.
Se in positivo o in negativo lo scopriremo solo vivendo, ma certo è che la partenza è stata subito ricca di contenuti, ovviamente da far decollare nelle prossime puntate e con tanto di ‘Queen’ pronte ad incontrarsi e chissà, forse a scontrarsi.
Kathy Bates vs. Jessica Lange.
Era facile da prevedere, ma American Horror Story: Coven  poggerà quasi interamente sulla loro insana ed esplicitata cattiveria.
E a vincere, in ogni caso, sarò lo spettatore.

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