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Alba Parietti superstar: sono trans da sempre

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Il ruolo a cui io mi sento più vicina, per una questione di identità è quello dei transessuali, che come mi ha insegnato Andrea sono capaci di grandi battaglie per mantenere la propria identità, senza doversi mascherare e senza dover essere considerati dei fenomeni da baraccone”. “Dato che la loro identità femminile è già molto evidente, mi piacerebbe che provassero, anche se sono io la prima a fare fatica, a non esagerare, a mostrare la bellezza pura delle transessuali senza troppi orpelli, per avvicinarsi un po’ di più ai benpensanti che spesso hanno paura della loro stessa ombra. In questo modo la comunità transgender potrebbe far capire che, se la società concedesse loro di accedere a tutti i livelli, molte trans sarebbero in grado di occupare posti di rilievo. Perché essere transessuale è una normalità, non è una scelta, è il destino. Se poi non riusciremo a piacere a tutti, poco male piaceremo a coloro che amavano Don Gallo”. “Come loro ho sempre rifiutato lo stereotipo secondo il quale per parlare di cose serie bisogna mettersi i pantaloni e rappresentare quello che la società vuole: questo mi fa sentire particolarmente trans”.

Parole di Alba Parietti, presente sabato 21 settembre alle ore 21,00 al Priscilla di Torre del Lago per la consegna di un riconoscimento da parte delle istituzioni e dell’organizzatrice del concorso “Miss Trans Italia” Regina Satariano, in memoria di Don Andrea Gallo, morto lo scorso 22 maggio e da sempre schierato in prima fila nelle battaglie per i diritti delle persone discriminate e della comunità GLBT.
Che dire.
AMO Albona Parietti.
Che nessuno me la tocchi.

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