The Voice Italia: Silvia Capasso parla della compagna Lisa – vogliamo un figlio

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Ci siamo conosciute in un locale karaoke, era seduta al tavolo dietro il mio e io avevo quest’impulso di dovermi sempre girare. Ci siamo innamorate così, in due secondi netti. Io convivevo da sei anni e lei si stava separando dal marito. Iniziammo a vederci di nascosto fino al giorno in cui lasciai la mia compagna. Andai con Lisa dai miei e dissi: ‘Scusate, se è possibile la amo più di voi’. Mio padre fu chiaro Mi basta che tu sia felice, ti devo vedere sempre ridere. Con mia madre invece ci volle più tempo, una volta mi disse So’ periodi Silvia, poi passa. No? Le risposi No mamma, non so’ periodi. E non passa. Un figlio con Lisa? Ci stiamo pensando. Quest’estate o al massimo l’anno prossimo proveremo ad avere un bambino. Vorrei lo facesse lei. Potrei seguirla, dopo“.

Una forza della natura. Una voce potente. Difficilmente vendibile ma probabilmente meritevole di trionfo. A 24 ore dalla finale di The Voice Italia, Silvia Capasso racconta sulle pagine di Vanity Fair la propria storia d’amore con Lisa. Esatto. Perché Silvia è lesbica. Dichiaratamente, palesemente e quasi orgogliosamente lesbica. Sin dalla prima puntata del programma, la Capasso non si è nascosta dietro nessun dito, sdoganando l’omosessualità da talent in tv. Non una novità, visto che tutto ciò era già avvenuto con X-Factor (Kymera), ma una piacevole conferma. Perché le immagini di Lisa, che guarda con le lacrime agli occhi la propria compagna esibirsi, sono stato uno splendido spot per tutto il movimento glbtq. Perché cantare ed esporsi pubblicamente è possibile, anche nell’Italia di oggi, che pronostica chissà quali crolli di vendite da parte di Tiziano Ferro, per poi stupirsi dinanzi all’ennesimo boom di un suo album. Post coming out. Ecco perché Silvia Capasso ha già vinto il suo The Voice, comunque vada a finire. Perché la voce che ha portato in tv, davanti a milioni di italiani, è stata quella dell’amore. In questo caso lesbo, e lontano dalle false menzogne di tanti, troppi show ‘concorrenti’, che se ne inventano di cotte e di crude pur di non arrivare a mostrare determinati ‘partecipanti’ per quel che sono. Ovvero semplicemente omosessuali.

 


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