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Doppia aggressione omofoba a Roma: Imma Battaglia denuncia (e si candida al Comune con SEL)

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«Questa notte, in via Ostiense, all’uscita dal locale in cui lavorano, due ragazzi gay, Luigi Esposito e Nicolas Garcia, sono stati insultati con epiteti omofobi e selvaggiamente picchiati da un gruppo di quattro ragazzi e tre ragazze. A nulla é valso a Luigi il tentativo di entrare nella propria auto, perché ne è stato tirato fuori a forza, buttato per terra e preso a calci e pugni. Nicolas ha cercato invano di difendere l’amico, ricevendo un pugno in un occhio. Gli aggressori hanno utilizzato anche una bottiglia, rotta addosso alle vittime. Una pattuglia dei carabinieri, allertata da un amico che li accompagnava, è intervenuta e ha arrestato i colpevoli». «Ringrazio le forze dell’ordine per il tempestivo soccorso e per il quotidiano impegno nonostante lo stato di emergenza in cui ci troviamo, che però non allontana sentimenti di paura, dolore e rabbia. I ragazzi aggrediti (trauma cranico, fratture multiple, lesioni, prognosi di trenta giorni) oggi si definiscono fortunati perché ancora vivi e questo è inammissibile. Roma è ormai diventata terra di nessuno, abbandonata a se stessa, alla criminalità, alla violenza e al caos: si percepisce con chiarezza un senso di pericolo, precarietà e insicurezza, dovuto all’assenza della politica».

Dopo aver fortunatamente perso il treno per la Regione Lazio con Nicola Zingaretti, Imma Battaglia non demorde e prova ad intraprendere la strada del Comune di Roma con Sel. A due giorni dall’annuncio delle liste (con il Pd si candida anche Rossana Praitano, ex Presidente Mario Mieli), ecco oggi arrivare la clamorosa denuncia da parte della Presidentessa DiGayProject, con la dettagliata descrizione di un’incredibile aggressione omofoba avvenuta nella notte, in zona Ostiense. A stridere nella lunga dichiarazione della Battaglia, oltre all’ennesima vergognosa e violenta caccia all’omosessuale avvenuta nella sempre più pericolosa Capitale, quell’ultima parte da me sottolineata in rosso. Perché TOTALMENTE differente da quanto pronunciato più volte dalla stessa Imma nei primi anni di amministrazione PDL. Come ad esempio il 26 aprile del 2011, ovvero nel PIENO dell’omofobia capitolina dell’amministrazione Alemanno, quando la Battaglia arrivò a dire che …

“Roma é una cittá complessa che amplifica i gesti dei singoli attraverso una sovraesposizione mediatica. Non possiamo pensare che l’aggressivita di un balordo ricada sulla responsabilitá del primo cittadino -chiamato comunque a tutelare la sicurezza di tutti -né possiamo ritenere che una persona possa gestire Roma rimanendo isolata dalla dialettica politica nazionale e dal clima da stadio alimentato da grandi temi come l’omofobia. Ma commetteremmo un errore se dimenticassimo quanto questa amministrazione ha contribuito al clima di comprensione e accoglienza verso le associazioni in cui lottiamo per i diritti lgbt e quanta strada ha percorso facendo proprie queste tematiche. Sarebbe un altro errore tornare indietro, riaprire le porte della cittá alla diatriba ideologica ricreando un’atmosfera da caccia alle streghe. L’aggressione a Paola Concia é sconcertante, ma si tratta di un episodio che non puó far delegare ad altri una responsabilitá che é di ognuno di noi, perché tutti noi dobbiamo combattere per contribuire a creare quel clima di distensione e solidarietá per rendere Roma una cittá sempre piú inclusiva”.

E fu così che arrivammo all’omofobia ad orologeria. Da vedere solo e soltanto quando serve. Se non fosse che Roma, purtroppo, è CANDIDAMENTE, serenamente e schifosamente omofoba da anni. Triste e indimenticato triennio 2009-2010-2011 compreso, cara Battaglia.

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