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Un partito sull’orlo di una crisi di nervi – c’era una volta il PD

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La neuro.
Quel che abbiamo DOVUTO vedere in queste ultime 48 ore di Quirinarie andrebbe probabilmente definito semplicemente come ‘da neuro’. Il Partito Democratico è infatti letteralmente esploso, tra faide e correnti, bruciando prima l’impresentabile Marini, perché scelto da Berlusconi, e subito dopo Romano Prodi, fondatore dell’Ulivo letteralmente triturato in aula. Dopo aver GIUSTAMENTE detto no a qualsiasi tipo di accordo con il Pdl di Silvio Berlusconi, Pier Luigi Bersani è letteralmente impazzito, tanto da appecorarsi dinanzi al Cavaliere per mandare al Colle un nome a lui gradito. Tutto questo mentre Rodotà, sponsorizzato dai 5 Stelle ma anche da Sel, raccoglieva consensi in giro per l’Italia e soprattutto tra un elettorato di sinistra sgomento, incredulo, incazzato.
Perché questo Romanzo Criminale infinito ha ‘distrutto’ il centrosinistra. Probabilmente irrimediabilmente. I 101 traditori schifosi che ieri hanno impallinato Prodi, dopo averlo appoggiato e sostenuto platealmente in mattinata, rappresentano perfettamente l’immagine di un partito allo sbando, e di un leader che dopo 50 estenuanti giorni di ‘conversazioni’ e speranze per poter tirare su un Governo ha totalmente perso la bussola. Il Bersani di questa settimana, tra abbracci ad Alfano e scelte suicide, è un Bersani quasi narcotizzato, ipnotizzato, fuori di testa e per questo totalmente ingiustificabile e ormai impresentabile. Chi ha tradito, all’interno del Pd, è probabilmente cosa nota. Renziani e dalemiani sono i principali sospettati. I primi per trionfare tra le macerie di un partito deflagrato in 48 ore, tanto da perdere Presidente (ciao Bindi ciao) e Segretario (praticamente un CONGRESSO sulla pelle degli italiani); gli altri per tirare la volata al ‘baffetto’ tanto gradito a Silvio, che proprio oggi compie gli anni tanto da sognare un ‘clamoroso’ regalo di compleanno. Quel che ne rimane, ovviamente, è un’Italia sconvolta da cotanta ignoranza istituzionale. Schiaffi su schiaffi alla faccia del Paese che arranca, perché in crisi, eppure da 2 mesi costretto a dover digerire i vaffa e le giravolte di Grillo (senza parlare del tanto odiato inciucio proposto al Pd con Rodotà), che fino a 10 giorni fa diceva ‘sì’ a Prodi per poi negare quanto detto al momento del voto, le imposizioni di Silvio, il silenzio di Monti, i mal di testa di Bersani e le vergognose scenette di una Alessandra Mussolini sempre più showgirl e meno politica, tanto da far prudere le mani ad ogni sua apparizione televisiva. Chiunque verrà eletto Presidente della Repubblica, con D’Alema, Cancellieri e Amato in pole position, sarà chiamato a dover gestire 7 anni da incubo. Perché con una classe politica simile, fatta di litigi, ritorsioni, vendette, coltellate, cinguettate, urla, insulti, minacce e un’atroce ignoranza anche culturale di fondo (le tanto attese new entry si stanno dimostrando forse peggio dei vecchi e odiati trombati), non andremo mai da nessuna parte. TUTTI. Qualsiasi partito voi votiate. Siamo nella merda.

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