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Anche Rosy Bindi dice sì ad una legge contro l’omofobia: oltre 100 firme raccolte da Ivan Scalfarotto

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Un mito da sfatare, e finalmente mi verrebbe da aggiungere.
Che in questi ultimi anni  Rosy Bindi abbia detto un mare di cazzate sull’argomento MATRIMONI GAY è innegabile, tanto da suscitare vibranti ‘ma vaffanculo’ anche da parte del sottoscritto, ma l’attuale Presidente del Partito Democratico ha sempre sostenuto con forza non solo l’importanza di una legge che tuteli le coppie di fatto, ma anche un’analoga misura che ‘punisca’ l’omofobia.
Oggi, a conferma di quanto scritto, il Vicepresidente e Deputato del PD Ivan Scalfarotto ha annunciato pubblicamente che la proposta sull’omofobia che ha presentato il primo giorno di legislatura ha superato la soglia delle cento firme. Tra queste, che si sappia, spicca  proprio quella di Rosy Bindi.
« Tra le 100 e passa firme dei presentatori di questa legge c’è anche quella della presidente del Partito democratico, Rosy Bindi. Ne sono orgoglioso, perché dimostra ciò che ho sempre pensato. Che questi temi, cioè, richiedono dialogo, costanza, tenacia e la pazienza che deriva dalla convinzione profonda della bontà dei propri argomenti Che la pacatezza premia, anche a rischio che qualcuno possa confonderla con la pavidità o altri sentimenti meno nobili. E anche che troppi giudizi nei confronti del PD – e lasciate che lo dica, anche della Bindi – sono stati sommari, affrettati e superficiali».
La proposta presentata da Scalfarotto, e sulla quale anche il deputato di SeL Alessandro Zan e la deputata Irene Tinagli di Scelta Civica stanno raccogliendo le firme, riguarda l’estensione della legge Mancino ai reati di omofobia che, come, spiega il deputato PD permetterà di punire «i discorsi d’odio (hate speech) nei confronti di omo, bi e transessuali così come la legge Mancino oggi punisce l’odio razziale, etnico, nazionalistico e religioso». Dal punto di vista concreto, un grande passo rispetto alla precedente legislatura, visto che in quel caso «nemmeno si riuscì a mettere in cantiere un provvedimento del genere, dovendosi ripiegare su un testo, che mai fu approvato, che si limitava a punire con un’aggravante i soli reati di sangue motivati da odio omo e transfobico».
Il Vicepresidente del PD ricorda inoltre che le stesse (identiche) leggi, elaborate da Rete Lenford, associazione di avvocati per i diritti GLBT, riguardanti il matrimonio egualitario e la modificazione dell’attribuzione di sesso, sono state presentate ieri dal Movimento 5 Stelle, suscitando clamore mediatico. Lo stesso clamore ‘mai visto ne’ sentito’ nei confronti di quanto precedentemente (già) fatto dal Partito Democratico. Al di là della primogenitura, Scalfarotto conclude il tutto augurandosi «che lo sforzo su questi temi debba essere uno sforzo dell’intero Parlamento. Si tratta di proposte di legge di civiltà, non ideologiche, e che possono essere patrimonio di tutti. Mi sarebbe molto piaciuto che i deputati di M5S avessero firmato insieme agli altri partiti queste tre leggi, ma hanno preferito presentare lo stesso testo da soli, tre settimane dopo. Avranno i loro buoni motivi». Dinanzi a cotante belle notizie di natura politica cala ovviamente lo sconforto a causa del MANCATO Governo di centrosinistra, che i 5 Stelle NON vogliono far partire, ponendo l’Italia tutta di fronte ad un bivio. O voto subito, o governissimo con Berlusconi. Che bisognerà evitare, come la peste, e fino alla morte. Checché ne dica Giorgio Napolitano.

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