Anche Hillary Clinton dice SI’ ai matrimoni gay

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Ancora pochi giorni e l’America potrà brindare ad una STORICA decisione.
Perché la Corte Suprema è chiamata ad intervenire sull’abrogazione della legge federale che definisce il matrimonio come l’unione tra un uomo e una donna.
Un’abrogazione chiesta a gran voce dallo stesso Barack Obama, ed oggi sostenuta da colei che a detta di tutti potrà essere il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America, ovvero Hillary Clinton.
Io sostengo il matrimonio per le coppie gay e lesbiche. Lo sostengo personalmente e come battaglia politica, inserita in un più ampio sforzo per promuovere l’uguaglianza e le pari opportunità per gli americani glbtq e tutti gli americani. Come accaduto a tanti altri, le mie opinioni personali si sono modellate nel tempo grazie a persone che ho conosciuto ed amato. Pochi anni fa io e Bill abbiamo festeggiato il matrimonio di nostra figlia con l’amore della sua vita: è una cosa che auguro a tutti i genitori. Negare questa possibilità a qualcuno dei nostre figli soltanto sulla base di chi sono e di chi amano vuole dire negare loro la possibilità di vivere secondo il potenziale che Dio ha dato loro. I gay e le lesbiche sono i nostri colleghi, insegnanti, soldati, amici, le nostre persone care, e sono cittadini a pieno titolo: meritano i diritti da cittadini, tra cui il matrimonio. Per questo sostengo il matrimonio per i gay e per le lesbiche, come posizione personale e politica.”
Un discorso fermo, forte ed importante, per una decisione storica che tra poche ore potrebbe far crollare l’ultimo muro costituzionale nei confronti del matrimonio gay negli Stati Uniti d’America. Un matrimonio gay che nelle ultime settimane ha visto la retromarcia di un repubblicano come Rob Portman, senatore dell’Ohio, storico conservatore da sempre in guerra con il mondo omosessuale, ma clamorosamente portato al ‘cambiamento’ grazie all’amore nei confronti del figlio. Che ha fatto coming out, ‘costringendo’ di fatto l’intransigente padre a ‘cambiare opinione’. A dimostrazione che sì, basterebbe aprirsi e farci conoscere per quello che siamo ai propri cari, sfondando automaticamente quella cortina di omofobia interiorizzata che dinanzi all’amore paterno e/o materno crollerebbe come un castello di carta.
Detto ciò, grande, grandissima Hilary Clinton. Peccato non aver potuto sentire queste splendide parole anche nel discorso alla Camera della straordinaria Laura Boldrini (W Sel), che di TUTTE le ‘minoranze’ si è ricordata. Tranne che di noi.

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