Papa Benedetto si dimette: riviviamo 8 anni di frasi omofobe

Condividi

La notizia choc che annienta Sanremo ed elezioni, perché da buona DAIVA doveva scippare l’occhio di bue a tutto e tutti. Papa Benedetto si dimette, abbandonando il pontificato a partire dal prossimo 28 febbraio. Sento il peso dell’incarico, è per il bene della Chiesa, ha confessato un provato Ratzinger, 8 anni dopo l’elezione che lo trasformò in Pastore Tedesco. Ed ora? Ed ora conclave, per la gioia dell’ufficio stampa vaticano con milioni di giornalisti in arrivo nella Capitale tra meno di un mese. Ciò che ci lascia Papa Benedetto, come detto, sono 8 anni farciti da chiusure bigotte ed omofobe nei confronti di una Società in perenne evoluzione. 8 anni di istigazione all’odio nei confronti degli omosessuali. 8 anni di gratuite cattiverie e bugie. 8 anni in cui ha persino BENEDETTO Rebecca Kadaga, presidente del Parlamento ugandese, che nello scorso mese di novembre ha annunciato l’approvazione di un’imminente legge contro l’omosessualità come “regalo di Natale”, ovvero la pena di morte. 8 anni di frasi choc, da me tutt’altro che dimenticate e per questo da ripercorrere tutte di un fiato, tanto dall’arrivare all’ultimo carattere con il fiatone, un sincero senso di disprezzo e un brivido di gioia. Perché SI’, tra due settimane Joseph Ratzinger non sarà più il tanto odiato Papa vestito Prada. Che suonino le campane a festa. Perché questa, fastidiosa e ridicola retorica del giorno a parte, è una straordinaria, immensa, imprevedibile, sbalorditiva e grandiosa notizia

Le suddette persone, gli omosessuali, si trovano infatti in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi fra uomini e donne“.

Occorre precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale“.

Perfino riguardo al problema dell’omosessualità sono in atto tentativi di giustificazione: è accaduto addirittura che dei vescovi per insufficiente informazione o per un senso di colpa dei cattolici verso una minoranza oppressa abbiano messo a disposizione dei gays delle chiese per le loro manifestazioni!“.

L’epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi”.

Nulla puo’ eguagliare o sostituire il valore formativo rappresentato dalla crescita in un ambiente famigliare sicuro. Sono importanti le famiglie fondate su uno stabile e fecondo matrimonio tra un uomo e una donna”. “Una societa’ che incoraggi modelli alternativi di vita domestica per il bene di una supposta diversita’ rischia di innescare conseguenze sociali che non portano allo sviluppo umano integrale”.

Sono contrarie alla dignità dell’uomo le leggi che consentono l’aborto, l’eutanasia, “le disinvolte sperimentazioni genetiche” e che non rispettano “il matrimonio tra uomo e donna”. “Se le leggi non si ispirano a una corretta laicità dello Stato che comporta la salvaguardia della libertà religiosa, finirebbe per instaurarsi quella dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo”.

ABORTO E MATRIMONI GAY SONO I PERICOLI PIU’ INSIDIOSI DI OGGI”.

La domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma i veri punti fermi per i giovani risiedono nella fede e nell’insieme dei valori che sono alla base della società e che provengono dal Vangelo”.

Approvare forme di unione che snaturano l’essenza e il fine della famiglia, finisce per penalizzare quanti, non senza fatica, si impegnano a vivere legami affettivi stabili, giuridicamente garantiti e pubblicamente riconosciuti“.

I tentativi di rendere il matrimonio fra un uomo e una donna giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione sono un’offesa contro la verità della persona umana e una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace. La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”. “Questi principi non sono verità di fede, nè sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità”. “Tale azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa”. “Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perchè ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace“.

La Chiesa ribadisce il suo grande sì alla dignità e bellezza del matrimonio come espressione di fedele e feconda alleanza tra uomo e donna, e il no a filosofie come quella del gender si motiva per il fatto che la reciprocità tra maschile e femminile è espressione della bellezza della natura voluta dal Creatore“.

“Donna non si nasce, lo si diventa. Questa rivoluzione antropologica  è fondata sull’ideologia del ‘gender’, attraverso la quale l’uomo nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Questa nuova concezione della sessualità è un vero e proprio attentato alla famiglia cristiana prestabilita dalla creazione, in cui anche la prole diventa necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si può procurare”.

“I matrimoni gay sono un attentato alla famiglia”.

Autore

Articoli correlati

Impostazioni privacy