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American Horror Story: Asylum – chiusura perfetta per una stagione da urlo

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Il miracolo, che fino a 7 giorni fa sembrava impensabile
Se la penultima puntata di American Horror Story: Asylum aveva lasciato un po’ tutti di sasso, per quanto inutile e quasi fastidiosa, con l’ultima Ryan Murphy ha dato vita alla perfetta quadratura del cerchio. Dietro la macchina da presa, ancora una volta, lo sbalorditivo Alfonso Gomez-Rejon. Sue le puntate più belle della seconda stagione. La 5°, ovvero la ‘chiusura’ su Anna Frank, la undicesima, registicamente magnifica, e quella conclusiva, sinceramente perfetta, nel chiudere degnamente tutto quello che c’era da chiudere, tra salti temporali e formati di ripresa di vario tipo. Passato e presente che si incontrano in meno di un’ora, andando ad incrociare con maestria quella primissima puntata che aveva da subito esaltato.

Dinanzi ad una Jessica Lange che ha semplicemente confermato la sua superiorità tecnica nei confronti del 90% delle attrici di Hollywood, a stupire in questa stagione sono stati la sublime Sarah Paulson, da oggi in poi Lana Banana a vita, e il sempre più murphiano Evan Peters, già confermato anche per la terza stagione.  Protagonista assoluto, ovviamente, il male, in tutte le sue forme, fisiche, spirituali e mentali, per una serie che continua ad essere inspiegabilmente evitata dai maggiori premi televisivi d’America. Golden ed Emmy, infatti, continuano a ‘fingere’ che American Horror Story non esista, insieme a serie come Game of Thrones e Walking Dead. Ovvero il triplete perfetto, tra fantasy ed horror, che la tv di oggi è in grado di concedersi. Detto ciò, grazie Ryan.

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