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2 parole 2 sul ‘caso’ Alessandro Sallusti

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Il carcere per i giornalisti è una pena detentiva sicuramente congrua per chi viola norme così importanti sulle intercettazioni”. Maurizio Paniz, Deputato PDL – 4 luglio 2011.
Sulle intercettazioni è probabile che metteremo la fiducia“. Massimo Corsaro, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia – 6 ottobre 2011.
Divieto di pubblicazione delle intercettazioni fino all’udienza filtro (fino a quando cioè i pm e gli avvocati difensori non abbiano selezionato i dialoghi utili per l’inchiesta e quelli da cestinare) e carcere da 6 mesi a 3 anni per i giornalisti che pubblicano intercettazioni irrilevanti“.
Questo prevedevano due emendamenti del Pdl, sui quali i 9 membri della Commissione giustizia diedero parere favorevole, nel lontano ottobre del 2011.
Ricordate?
Il Governo era impantanato negli scandali e Berlusconi sommerso di intercettazioni sui bunga bunga presidenziali, con il Paese allo sbando, l’opinione pubblica vista con ODIO dagli esponenti della maggioranza e una Giulia Bongiorno costretta a dimettersi da relatrice del ddl sulle intercettazioni.
Esattamente un anno dopo, il PDL si dice SCANDALIZZATO (con Berlusconi in testa) dinanzi al CARCERE nei confronti di Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale a breve fatto SANTO da tv e quotidiani nazionali, ovviamente COSTRETTI a difendere una casta, quella dei giornalisti, che dinanzi alla libertà di scrivere QUEL CHE SI VUOLE mette da parte astio e antipatie professionali nei confronti di colleghi più o meno celebri.
Compreso pubblicare menzogne e diffamare, come più e più volte fatto dallo stesso Sallusti nell’ultimo decennio.
Dal caso BOFFO al caso VENDOLA, smerdato in prima pagina ormai un giorno sì e l’altro pure, trincerandosi dietro la maschera della libertà di informazione, SACROSANTA e inattaccabile.

Se non fosse che il buon Sallusti NON faccia minimamente giornalismo. Bensì altro, a detta del sottoscritto, tra la merda e la VIOLENZA, con manganelli comunicativi di stampo quasi quotidiano.
Ma è pur sempre FOLLE mandare dietro le sbarre un giornalista per un reato d’opinione?
Vero, verissimo. Ma c’è giornalista e giornalismo (e l’Ordine dovrebbe CACCIARE chi FINGE di farlo), senza dimenticare che proprio chi sbraita quest’oggi CONTRO il carcere della comunicazione, solo UN ANNO fa lo PRETENDEVA, con tanto di emendamenti parlamentari.
W la coerenza.
E complimenti a Sallusti (che non si è MAI presentato alle udienze e non ha MAI nominato un avvocato, tanto che in secondo grado gli è stato attribuito un difensore d’ufficio), per aver creato ad arte un caso mediatico in realtà abilmente MANIPOLATO e dalle inesistenti conclusioni (non farà UN giorno di galera). Tanto da trasformarlo in MARTIRE. Da VAMPIRO a Santo, con la magistratura ROSSA trasformata in MOSTRO censorio e fascista.
Solo in Italia.

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