Accanimento a Torre del Lago: dopo il Mamamia chiuso anche il Frau

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Ci risiamo.
Ancora una volta.
Torre del Lago continua a dire NO alla movida gay che ha contribuito in questi ultimi anni a dargli un SENSO.
Dopo le chiusure di Stupida e Mamamia, è stato chiuso anche il FRAU MARLENE.
Il dirigente del Siuap del Comune di Viareggio ha predisposto la chiusura del locale, da poco acquistato da Alessio De Giorgi, ovvero colui che ha preso Torre del Lago, sputo apparentemente inutile nel cuore della Versilia, trasformando un banale MARCIAPIEDE nella Capitale estiva della movida gay italiana, per la gioia di commercianti e abitanti del posto. Invece di fargli una STATUA d’ORO, e regalargli le chiavi della città, i GENI della giunta di centrodestra sono ANNI che gli rompono i coglioni per farlo sloggiare.
Follie all’italiana, potremmo chiamarle. Vero e proprio autolesionismo incomprensibile e tendenzialmente omofobo.
Aperto da neanche una settimana, il Frau è stato infatti chiuso fino a data da definire. Si tratta di un diniego a subentro dal vecchio gestore al nuovo. Spesi 40,000 euro solo in LAVORI di ristrutturazione, De Giorgi è stato così nuovamente beffato, tanto da far gridare all’ACCANIMENTO. Il motivo della chiusura?
Il Comune ha contestato il fatto che nel locale sono stati effettuati alcuni lavori di ristrutturazione (dalla vecchia gestione) che non sarebbero stati regolarizzati, perché in quel caso occorreva una ispezione ed una autorizzazione del Comune per consentire l’apertura del locale. Nell’Italia dei tavolini selvaggi, delle mazzette ai poliziotti, dei suk perenni a cielo aperto, dei lavoratori in nero, delle cucine mai in regola, dell’abusivismo selvaggio e del condono edilizio diventato norma di legge, succede anche che se c’è un frocio di mezzo in quel di Torre del Lago si mettono a contargli pure i peli del culo. “Lei ne ha troppi, o si depila o dobbiamo accompagnarla al confine“. Oggi le comiche? No, nient’affatto. Oggi il BOICOTTAGGIO.
Avevamo proposto di tenere chiusa la parte del locale dove sono state fatte le modifiche in attesa dell’autorizzazione, visto che stasera è la vigilia di due giorni di festa e abbiamo clienti che arrivano anche da fuori, ma non ci è stato consentito. Se non ci saranno ripensamenti dell’ultima ora, stasera abbiamo intenzione di andare a marciare davanti al Comune con tutta la clientela, perché così significa affondare chi investe denaro per portare gente nella zona. Sembra che ci sia proprio un accanimento nei locali della marina di Torre del Lago”.
Queste le parole di De Giorgi, fondatore di Gay.it, a cui tutti chiediamo solo e soltanto una cosa. Ovvero di resistere. Perché la Torre del Lago che da ANNI marchia le estati di migliaia di omosessuali, tra danze sotto le stelle e campeggi a pochi euro, non può morire. Non in questo modo.

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