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Lorenzo Balducci e il coming out su Il Venerdì de LaRepubblica

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La prima intervista dopo tanto silenzio, figlio dello scandalo Aquila che travolse Angelo Balducci, ‘gentiluomo di camera’ con tanto di marchettari in Vaticano che tanto fece parlare.
A pochi giorni dall’uscita in sala di Good as You, Lorenzo Balducci parla per la prima volta di omosessualità a mezzo stampa. Della propria, velatamente, e di quella del padre, esplosa con fragore sui quotidiani nazionali.
Si parte dall’idea che essere gay è normale. Abbiamo un traguardo: non essere più costretti a cercare legittimazioni. La tv usa i gay come macchiette. Personaggi tiepidi, ai quali viene abbassato il volume. Un gay non è così, ma non è neppure l’opposto di così. Esiste una vasta gamma di colori. Dai politici al Papa, che è il primo responsabile, quanti danni sul tema omosessualità! Dicono che i gay sono ammalati da curare. E influenzano l’opinione pubblica. Per loro i gay si rotolano sui letti. Sempre sesso, mai amore“.

Parole chiare, quelle del Balducci, poi intervenuto a gamba tesa sulle ormai celebri ‘raccomandazioni’ che hanno finito per rovinarlo, più che lanciarlo. Perché Lorenzo è bravo, estremamente bravo, ma con un padre simile e con l’etichetta di ‘raccomandato figlio di‘ ormai ancorata al suo petto sarà difficile, se non impossibile, riuscire ad emergere. Nell’attesa (consigliandovi il recupero del bel Due vite per Caso, dove il Balducci ci regala anche un signor par de chiappe), godiamoci pure questa autentica rarità. Ovvero un coming out all’italiana.


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