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Anche le famiglie GAY nell’inchiesta de l’Espresso

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Famiglie fantasma. Coppie invisibili. Lui e lei. Lui e lui. Lei e lei. Convivono, tirano su insieme i figli e pagano le tasse come tutti. Ma per lo Stato non esistono. Sono le nuove famiglie dell’Italia che cambia. Gente che non si sposa perché  è vietato, come nel caso degli omosessuali, ma vive come una coppia qualunque. Niente eredità al partner, nemmeno dopo decenni di vita insieme. In ospeda- le non entri, passano solo parenti e coniu-gi. Se vuoi il mutuo agevolato, ti rispondono picche: per lo Stato sei single“. Inchiesta ricca, interessante e da comprare quella pubblicata da l’Espresso, in edicola con un numero che si occupa di conviventi, gay e divorziati, al grido “anche noi siamo famiglia“. Numeri, discriminazioni, verità taciute, tra il boom delle coppie di fatto e il crollo dei matrimoni, mentre il Governo Monti ovviamente tace, e l’Onorevole Paola Concia lotta in Parlamento per avere l’assistenza sanitaria per la moglie/convivente Ricarda. Gli altri parlamentari ‘eterosessuali’ ce l’hanno, in quanto CASTA, ma la Concia no, in quanto lesbica, e conseguentemente INESISTENTE per lo Stato Italiano. O tutti o nessuno, grida Anna Paola, sguazzando nel mare dei privilegi politici italioti, in cui quello stronzo del cittadino qualunque deve pagare l’assistenza sanitaria non solo al parlamentare, ma anche a moglie, fidanzate e figli. Che siano etero o gay cambia poco. E’ un’ingiustizia. Ma all’interno dell’ingiustizia la Concia fa bene a rimarcare l’ennesima disparità di trattamento, persino interna alla CASTA. Per un Paese che rimane immobile dinanzi alle richieste dell’UE e agli inviti della CASSAZIONE, tanto da affidarsi ancora una volta a quella stampa apparsa troppo spesso silente, ma a quanto pare tornata ad interessarsi a noi. E ai nostri diritti mancati.

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