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Cara Fornero ti scrivo: non siamo coppie di Serie B

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Per la mia formazione, io sono un po’ tradizionalista. Ma come Ministro delle Pari Opportunità io DEVO, e l’ho fatto in diverse occasioni, affermare che le Pari Opportunità sono a capo delle persone, indipendentemente dalle loro ESPRESSIONI DI PREFERENZA IN MATERIA SESSUALE. Sotto questo profilo, come Ministro, io non posso che dire che la Corte di Cassazione ha affermato un principio di Pari Opportunità vera“.
Così Elsa Fornero ha risposto sabato sera a Che Tempo che Fa ad una doverosa domanda di Fabio Fazio sulla storica sentenza della Cassazione, che solo poche ore prima aveva sentenziato il nostro DIRITTO ad ESSERE e ritenerci famiglia.
Ora, tralasciando l’incidente su quel misero ‘preferenza in materia sessuale’, perché essere gay NON significa ‘aver espresso una preferenza sessuale’, caro Ministro, via Vanity Fair è partito un appello affinché proprio la Fornero metta fine al VUOTO legislativo che ci vede tristi protagonisti.
Questo il testo integrale del messaggio, che al 99% non porterà a NULLA. Ma d’altronde cosa costa inviare una mail (al grido ERZAAA, ERZAAAAAAA)?!?

Spett. ministro Fornero,

ci rivolgiamo a Lei in quanto titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità. L’Italia, assieme alla Grecia, è l’unico Paese dell’Unione Europea a non offrire alle coppie omosessuali alcuna opzione: né matrimonio né patto civile. Si crea così una palese disparità tra le coppie conviventi a seconda dell’orientamento sessuale. Questa disparità porta a gravi ed evidenti discriminazioni che vanno a toccare diritti fondamentali di ogni cittadino: dalla possibilità di assistere il compagno/la compagna ricoverato/a in ospedale alla presenza nell’asse ereditario. Con l’attuale assetto legislativo, le coppie eterosessuali possono decidere di sposarsi e dunque accedere ai diritti di cui sopra; se scelgono diversamente sanno che non ne godranno. Questa possibilità di scelta è invece preclusa a tutte le coppie omosessuali: a loro l’accesso a quei diritti è sempre e comunque negato.

Vanity Fair e i firmatari di questo appello la invitano quindi a farsi carico del problema, e a portarlo all’attenzione del governo di cui fa parte

Alessandro Benetton, imprenditore

Raoul Bova, attore

Don Luigi Ciotti, sacerdote

Paola Concia, deputato

Geppi Cucciari, comica

Milena Gabanelli, giornalista

Marco Materazzi, calciatore

Mina, cantante

La Pina, deejay

Roberto Saviano, scrittore

Francesco Vezzoli, artista

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