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Picchiati in discoteca perché gay

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Una notizia tristemente vergognosa.
E tutta italiana nella sua brutale verità.
Nella notte di Luino, in provincia di Varese, in una discoteca ‘etero’ nella frazione di Germignaga, sette ragazzi sono stati brutalmente picchiati dai buttafuori del locale.
Il motivo? Ballavano sul cubo, in buona parte della provincia tricolore luogo ad uso e consumo della GNOCCA. Ed erano gay.
Tra i 7 anche Marco Coppola, presidente provinciale di Arcigay Verbania e componente della segreteria nazionale dell’associazione.
“Identificati” come omosessuali, i sette sono stati costretti a scendere dai cubi dalla ‘security’, per poi essere insultati, malmenati ed allontanati dal locale. O almeno questo racconta la loro incredibile versione.
Immediata, ovviamente, la denuncia alle forze dell’ordine e la corsa al pronto soccorso. Giustamente furioso ed indignato Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay.
Questo episodio segna davvero un limite insopportabile. E’ tragicamente simbolico che uno dei massimi dirigenti nazionali di Arcigay sia stato vittima di questa spregevole aggressione omofoba. A Coppola e agli altri ragazzi va la mia solidarietà, carica di rabbia per la brutalità ingiustificabile, l’odio subito e per una battaglia che si infrange sempre su un muro di scandaloso silenzio ideologico“.
Ora, se Paola Concia rivolgerà un’interrogazione parlamentare, su richiesta dell’Arcigay, e l’associazione si appresta a denunciare quanto accaduto all’Unar, il mondo della politica italiota non riuscirà ovviamente ad andare oltre le solite belle parole di circostanza, che potrebbero diventare credibili solo e soltanto quando alle parole faranno coincidere i fatti. Ovvero nel giorno del mai e nel mese del poi. W noi.

P.S. il prossimo stronzo represso che mi viene a dire ‘ma che bisogno avete di andare a ghettizzarvi nelle discoteche gay quando ci sono quelle etero‘ lo prendo a sprangate sui denti.

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