Per Imma Battaglia la battaglia per i diritti glbtq NON è una priorità

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Se Ivan Scalfarotto parla di ‘cammino per l’uguaglianza dei diritti per le persone passa attraverso il matrimonio per tutti come accade in paesi di cultura latina e cattolica quali la Spagna, il Portogallo, l’Argentina; una legge che consenta alle persone trans di ottenere la rettifica anagrafica a prescindere dall’intervento chirurgico; una legge che riconosca i diritti dei bambini figli di coppie omosessuali’, dall’altra parte c’è lei, Imma Battaglia, Presidente DiGayProject, che così risponde alla proposta del vice presidente del Partito Democratico:

“In questa fase critica per l’Italia il mio senso di responsabilità civile prevale sul senso di appartenenza alla comunità lgbtqi. Rimetto il mio attivismo in favore di una diversa coscienza per superare la crisi. Senza sviluppo economico non esistono diritti civili per nessuno. Abbiamo bisogno di un programma economico chiaro, della riforma della legge elettorale, di una politica credibile che azzeri i privilegi e rinnovi la classe dirigente, della partecipazione delle donne. Accolgo l’apertura manifestata da Scalfarotto, ma ritengo che i gay possano dare il loro vero contributo soprattutto partecipando, come avvenuto in altri Paesi, ai piani di sviluppo economico. I gay possono trainare la ricchezza del Paese, formulare idee e proposte e dare contributi di solidarietà su base volontaria. Adesso dobbiamo fare squadra e pretendere, al posto di slogan e propaganda, programmi concreti di riforma economica, politica, sociale e civile”.

La Battaglia chiede così l’unità del mondo glbtq, MA NON per ottenere quei diritti che da decenni tutti noi aspettiamo, bensì per ‘trainare’ l’Italia fuori dalla palude in cui è finita. Perché dinanzi ad un Governo che pensa a TUTTO tranne che a quella crisi economica che ci sta letteralmente massacrando, vedi barricate in aula per l’imbarazzante legge bavaglio, per Imma dovremmo essere proprio NOI, cittadini di Serie B, privi di diritti, umiliati e sbeffeggiati a giorni alterni, a doverci tirare su le maniche e rimettere in piedi il Paese. In soldoni l’ormai decennale lotta per i diritti glbtq, per Immacolata Battaglia, (pseudo) attivista del movimento glbtq, finisce quindi nel calderone del “varie ed eventuali”. Ne prendiamo atto, tra una bestemmia e l’altra.

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