Legge contro l’Omofobia: RESPINTA

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UPDATE: AFFOSSATA!

293 favorevoli

250 contrari

21 astenuti

La Camera approva le pregiudizialità di costituzionalità presentate da UDC, LEGA e PDL, a causa della ‘DISCRIMINAZIONE’ a cui andrebbero incontro gli eterosessuali. Roba da BARZELLETTA, ovvero roba da Parlamento italiano, lo stesso che diede per veritiera la tesi che il povero Premier fosse REALMENTE convinto della parentela di Ruby con Mubarak. Più che Camera dei Deputati La Sai l’Ultima?, rivista e corretta, in forma istituzionale.

La proposta di LEGGE contro l’Omofobia si ritiene quindi RESPINTA, ancora una volta, la seconda. Con l’INUTILE Ministro delle Pari Opportunità incapace di smuovere UN CAZZO DI MISERO VOTO all’interno della sua stessa maggioranza, minacciando tutto il minacciabile per poi rimanere ANCORATA alla sua comoda e ricca poltrona. Questa è l’Italia. Questa è la VERGOGNOSA, SPUDORATA, INDECENTE, OMOFOBA, SCHIFOSA e CATTOCRIMINALE classe politica che ci governa, e che per l’ennesima volta, quest’oggi, ha finito per umiliarci. W l’Italia. 



Quasi non ci credo, ma si vota. Dopo DECINE di rinvii, a breve alla Camera dei Deputati si voteranno le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Lega, Pdl e UDC sull’ormai LEGGENDARIA Legge contro l’Omofobia. Trovandomi tra pochi minuti al buio di una sala, mi sarà difficile, se non impossibile, seguire il dibattito e soprattutto il RISULTATO della votazione, aggiornandolo in diretta qui su Spetteguless. Incrociando le dita, affinché i 630 deputati della Camera ci CONSIDERINO una volta per tutte, facendo così automaticamente pace con il CERVELLO, dopo il saltino troverete la lettera scritta da Anna Paola Concia, rigirata a tutti i suoi colleghi e firmata da tutti i principali esponenti del Partito Democratico, con DIRETTA VIDEO DA SEGUIRE QUI!

Lettera aperta alle colleghe e ai colleghi deputati

Oggi l’Aula della Camera, per la seconda volta, dopo la prima bocciatura, una serie di norme, da tempo dibattute, relative alla necessità di introdurre nel nostro Paese una specifica aggravante nei casi in cui vengano praticate forme violente di discriminazione nei confronti di persone che, o perché omosessuali o transessuali, o perché in condizioni di disabilità, o perché particolarmente indifese a motivo della loro età, vengono fatte oggetto di comportamenti che violano i più elementari principi di rispetto della dignità di ciascuno.

L’intento che ci spinge a promuovere questo appello risiede anzitutto nella convinzione della necessità di approvare una legge di alto valore civile che si prefigga – come ha anche recentemente sottolineato il Presidente Giorgio Napolitano – la finalità di
“contrastare in tutte le sedi il persistere di discriminazioni e comportamenti ostili”.

Una conquista di civiltà largamente acquisita a livello europeo e internazionale, che rappresenta per il nostro Paese un obiettivo non più procrastinabile.

Del resto, così come la nostra Costituzione, lo stesso trattato di Lisbona all’art. 10 ribadisce come “nella definizione e
nell’attuazione delle sue politiche e azioni l’Unione mira combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza e origine etnica, la religione o le convinzioni personale, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”.

Non siamo in presenza, dunque, di una petizione ideologica, di una rivendicazione di parte, né tantomeno dell’intento di porre limiti alla libertà di pensiero o di espressione che costituisce un valore fondamentale e irrinunciabile di una società democratica e pluralista , bensì di un impegno che deve investire la responsabilità di ciascuno, a prescindere dall’appartenenza politica o dagli attuali schieramenti parlamentari.

Quindi non una legge degli omosessuali o dei transessuali, ma una legge che possa appartenere a tutti in quanto trae la propria
ispirazione da valori e principi comuni e propri degli ordinamenti democratici moderni.

Come democratici sentiamo non solo di doverci riconoscere in quel sentimento di umana solidarietà e di civile convivenza che trae alimento tanto dall’ispirazione cristiana quanto da quella laica, ma di assumerci in prima persona l’obiettivo di contrastare efficacemente reati che si verificano con frequenza preoccupante, dando luogo a episodi inaccettabili di intolleranza e di violenza, di mortificazione e offesa della dignità di ogni donna e di ogni uomo.

Il raggiungimento di un testo condiviso, frutto di uno sforzo che tutti dobbiamo compiere, guardando alla realtà dei fatti, costituirà
altresì un significativo contributo a restituire credibilità alla politica e dignità alla sua missione.

Tra i firmatari:

Pier Luigi Bersani
Paolo Corsini
Pierluigi Castagnetti
Rosy Bindi
Barbara Pollastrini
Gianni Cuperlo
Sesa Amici
Massimo D ‘Alema
Walter Veltroni
Giuseppe Fioroni
Giulio Santagata
Michele Meta
Rosa Calipari
Marina Sereni
Sandro Gozi
Giovanni Bachelet
Livia Turco
Donata Lenzi
Emilia De Biasi
Enrico Letta
Alessia Mosca
Andrea Orlando
Francesco Boccia
Rosa Calipari
Antonello Soro
Giovanna Melandri
Susanna Cenni

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