Belpietro e Libero SHOW contro Pisapia: farà di Milano la MECCA dei gay

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Ieri l’invasione dei telegiornali da dittatura comunista con il Premier spiattellato in ogni Tg della sera, oggi l’ennesima FOLLE bordata di Libero che da giorni sta agitando lo SPAURACCHIO Pisapia. La ‘caduta’ di Milano è vicina, e in casa PDL si trema. Perché perdere Milano significherebbe staccare la spina al Governo. In due giorni Letizia Moratti ha prima smentito il suo stesso programma, dicendo che abolirà l’ecopass per i milanesi, dopo averlo lei stessa voluto e difeso, promettendo infine strisce blu GRATIS per tutti i residenti. Roba che di questo passo, a 24 ore dal ritorno alle urne, prometterà 1000 euro a voto. E se la Moratti spara minchiate propagandistiche, la campagna mediatica del CAPO ha ormai dato vita ad una GUERRA senza esclusione di colpi nei confronti del candidato del Centro Sinistra. Trasformerà la città in una ZINGAROPOLI, costruirà moschee in ogni quartiere, sarà in mano ai centri sociali, sarà il sindaco della droga. Follie senza senso, sparate senza vergogna e affisse in tutta la città attraverso cartelloni da denuncia.

A questa campagna di MERDA mancava solo lo spauracchio degli omosessuali, fomentato oggi da Libero e dal suo direttore, Maurizio Belpietro. Pisapia trasformerà Milano nella MECCA DEI GAY.
Così titola Libero il prima pagina, così scrive Francesco Bechis.
UN GAY PRIDE CONTINUO, PER UNA CITTA’ CHE DOVRA’ DIVENTARE LA META DEL TURISMO OMOSESSUALE.
Meno 7 al voto. E sarà sempre peggio. Con il passare dei giorni alzeranno il tiro. Siamo arrivati al punto di non ritorno. E’ il momento di mandarli a casa, una volta per tutte. Perché non se ne può più, di questa stampa, di questo Premier, di questo Governo, di questi politici. Non se ne può più di questo paese, trasformato in un perenne teatrino elettorale, dove tutto è consentito pur di vincere, compresa militarizzazione dei telegiornali. Basta, basta, basta. Milanesi, napoletani, portate in MASSA la gente al voto. Perché QUESTO berlusconismo DEVE finire. Prima che sia troppo tardi.

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