Born This Way di Lady Gaga: Rolling Stone recenscisce quattro nuove canzoni

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Aspettando questo benedetto video ufficiale, a quanto pare ormai prossimo, ecco arrivare a sorpresa una quadrupla recensione firmata Rolling Stone. Quattro pezzi presenti in Born This Way, secondo album di Lady Gaga (tra l’altro guest star nell’ultima puntata dei Simpson), da maggio in vendita, sono stati infatti recensiti dalla celebre rivista. Questo quanto scritto:

 Un’ora prima che lo show che si è tentuo il 19 Febbraio ad Atlantic City avesse inizio, Lady GaGa ha dato la possibilità ad alcuni giornalisti di ascoltare alcune canzoni che saranno incluse nel nuovo album Born This Way in uscita il prossimo 23 Maggio. Nonostante GaGa e i suoi collaboratori abbiano precisato che le tracce non erano complete, esse sembravano molto pulite, lucide come se fossero le registrazioni finali. Ecco la recensione traccia dopo traccia di quello che abbiamo potuto ascoltare nel backstage:
Judas: è il brano attualmente previsto come secondo singolo, è un classico pezzo pop di Lady GaGa con tre ganci fondamentali: una martellante ripartizione house e una parte vocale che prende in prestito quella cadenza che distingue Rihanna. Il tema dell’innamorarsi del ragazzo sbagliato è stato trattato da GaGa prima in Love Game, poi in Paparazzi e Bad Romance ma questa volta è meno drammatica e oscura. C’è una dolcezza spumeggiante mentre canta: “I’m just a horny fool / baby it’s so cool / I’m still in love with Judas, baby“.
Edge Of Glory: questo potrebbe sembrare folle alla stampa – questo brano è una power ballad con alcuni club beats e la partecipazione del pianto del sassofano di Clarence Clemons della E Street Band, ma in qualche modo quando lo si sente sembra del tutto normale. C’è un elemento insipido in esso ma è assolutamente affascinante ed orecchiabile. Se uno dei nuovi brani di GaGa merita di essere un grande successo, questo è sicuramente uno di questi. L’inserimento di Clemons è un tocco ispirato che amplifica le atmosfere rock da stadio degli anni ’80 ma il suo rendimento è sorprendente ed è sicuramente uno dei brani migliori della sua carriera.
Scheiße: una versione remixata di questo pezzo è stata utilizzata recentemente nella sfilata di Thierry Mugler. La versione dell’album non ha lo stesso sapore Euro House Hardcore del remix, ma il suono ricorda molto la dance dei primi anni ’90 dei C&C Music Factory, Snap e RuPaul. L’apertura delle canzone in cui lei canta:”I don’t speak German, but I can if you like” è aspra ma la canzone di salva dall’essere una novità che ricorda vagamente il brano “Eye Of The Tyger” delle Survivor.
Hair: è un’altra canzone d’ispirazione sullo stampo di Born This Way,ma è un pò più strana poiché mescola il melodramma romantico di We Belong di Pat Benetar con la durezza industrial dell’era Broken dei Nine Inch Nails. Il testo parla dell’abbracciare un’acconciatura come massima espressione della propria identità che culmina con GaGa che canta “I am my hair!” . Un inno per tutti i saloni di parrucchieri di tutto il mondo.

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