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ZIngaretti, Alemanno e Polverini chiudono la stagione del Gay Village

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La stagione più lunga della sua storia, ormai decennale, verrà domani sera chiusa (all’aperto, visto che la chiusura ‘ufficiale’ è datata sabato 25 a Spazio900) dai massimi esponenti politici di Roma e del Lazio.
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia e a mio avviso futuro Sindacp, DA SEMPRE vicino alla comunità glbtq, e soprattutto loro, Gianni Alemanno e Renata Polverini, attuale Sindaco e Presidente della Regione, chiuderanno la stagione del Gay Village.
Il primo dei due destroidi già visto (e fischiato) lo scorso anno, la seconda pronta al suo esordio assoluto.
Imma Battaglia, ovviamente, è andata in brodo di giuggiole dinanzi all’evento:
 “E’ segno di un riconoscimento importante da parte della città di Roma e delle sue istituzioni alla comunità gay e gay friendly. Il processo di integrazione e di piena cittadinanza di manifestazioni come il Gay Village all’interno della città e della regione è un fatto che anche le istituzioni vivono con chiarezza, volendo dimostrare con la loro partecipazione diretta il crescere di una cultura che vuole vivere le differenze come uguaglianza. La politica in generale è in forte ritardo sul fronte dei diritti delle persone omosessuali e transessuali, ma sono convinta che sia nel dialogo e nel superamento delle barriere ideologiche, come nella sinergia tra le istituzioni e la società, che si possa costruire un percorso futuro di piena cittadinanza per gay e trans”.
Partecipazione diretta delle istituzioni, cara Imma?
La partecipazione più diretta avuta da Gianni Alemanno in poco più di due anni da Sindaco è stata condita da una SELVA di NO: No alle Coppie di fatto, NO ad una legge contro l’omofobia, NO ai matrimoni gay.
Renata Polverini, dal canto suo, le cose più VICINE alla comunità gay che è riuscita a partorire da quando si è insediata alla Regione sono probabilmente state una grattata di palle e una bestemmia, in omaggio alla più camionista delle lelle romane, e tu mi vieni a parlare di ‘partecipazione diretta delle istituzioni’, quelle stesse istituzioni che non solo non fanno NULLA di concreto, ma neanche spezzano lance a nostro favore, dicendo NO a qualsiasi DIRITTO da noi chiesto a gran voce?
Però è importante DIALOGARCI, giustamente tu ci ricordi, dimenticandoti di sottolineare come per dialogare ci sia bisogno di un’altra parte recettiva e pronta al dibattito e a intaccare le proprie intoccabili visioni, se no di che cazzo di dialogo stiamo parlando? Io parlo, parlo, parlo e propongo e cosa mi ritrovo come risposta? Un pugno di no, detti con il sorriso sulle labbra. Bè cazzo, quando si dice un dialogo proprio costruttivo e NECESSARIO, tanto da sentire il BISOGNO di invitare  questi simpatici politicanti che NON CE SE CAGANO al Gay Village, perché è giusto abbattere ogni barriera ideologica, tra  abbracci, misteriosi ringraziamenti e pacche sulla spalla, in modo da poter scattare un’altra bella foto ricordo da aggiungere alle tante altre, figlie di politicamente inesistenti ma interessati dialoghi, che in tanti anni di cheeeeeeeese NULLA hanno portato alla comunità glbtq, se non strumentalizzazioni e quintalate di evidente e sincero imbarazzo.

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