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Mara Carfagna spara cazzate: ecco la risposta del mondo glbtq

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Dinanzi alle parole incresciose, discriminanti, vergognose e imbarazzanti di ieri, il mondo glbtq ha ovviamente risposto a Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità de sto cazzo. Come avrà risposto il mondo rainbow alle parole del Ministro, negli ultimi mesi scandalosamente rivalutato dalle stesse associazioni? Andiamo a scoprirlo:


Imma Battaglia: “Sono dispiaciuta. Mi piacerebbe poter contribuire a tenere aperta quella porta del dialogo con il mondo glbtq e la Carfagna e credo che sarebbe un giusto segnale di prosecuzione del dialogo se il ministro volesse parlarne dal palco del Gay Village a Roma. La inviterò nei prossimi giorni, così come mi piacerebbe che ci potesse essere un incontro tra il meeting di Comunione e Liberazione e noi gay. Avremmo diritto a replicare: visto che si parla dei nostri diritti e delle nostre vite, dal meeting mi aspetterei che si decidesse di dare la parola anche alla comunità gay. Per quanto mi riguarda la porta del Gay Village agli esponenti di Cl è aperta.
Commento: Gay Village. Per la Battaglia la soluzione è sempre e solo la stessa. Gay Village. La Carfagna al Gay Village dopo Alemanno? Ad una che dice “non si possono equiparare due cose che sono naturalmente diverse”, non le apro la porta di casa mia, per farmi insultare ancora un’altra volta (come fatto da Alemanno lo scorso anno), ma le rispondo duramente, senza se e senza ma. Battaglia mia, il tuo “sono dispiaciuta” dinanzi a frasi simili vale mille parole. Sono dispiaciuta??????? Ma li mortacci stracci…

Mancuso: “Cara Mara Carfagna, non interrompere il dialogo avviato con la comunità gay. In questi due anni di lavoro alle Pari Opportunità hai fatto un percorso importante, che ti ha portato dall’assoluta esclusione a qualsiasi tipo di dialogo con il movimento lgbt a un ascolto attento, anche non facile, rispetto a questioni come l’omotransfobia e i diritti e doveri per le coppie omosessuali. Non fare come tanti politici italiani che a seconda del luogo dove vanno fanno dichiarazioni gradite all’ospite, in questo caso ai ciellini del Meeting di Rimini. Proprio ieri le chiese metodiste e valdesi italiane hanno deciso di autorizzare la benedizione alle coppie gay. Non si tratta di una scelta mediatica nè dettata da volontà di provocazione. Queste antiche e importanti confessioni cristiane hanno svolto un dibattito durato anni. Gli omosessuali di questo Paese hanno bisogno di costruire dialogo e confronto serio con tutte le istituzioni, affinchè la loro condizione di non cittadinanza non li releghi come persone marginali in balia dell’omofobia violenta, ma soprattutto culturale e politica. Sappiamo che il riconoscimento giuridico dei nostri amori non è previsto nel programma del centro destra, cerca però come ministro di favorire un confronto parlamentare aperto e produttivo che, a partire dalla pendente discussione sul provvedimento contro l’omofobia, fornisca finalmente risposte positive a milioni di cittadini italiani. D’altro canto nella tua maggioranza parlamentare sono diversi ormai gli esponenti politici pronti a confrontarsi su una soluzione ampiamente condivisa”.
Commento: Mancuso ovviamente ‘difende’ la propria apertura alla Carfagna, avvenuta nell’ultimo anno, e crollata ieri con le parole di Rimini. Boccolone.

Paolo Patanè – Arcigay: Il ministro Carfagna gioca con il diritto all’uguaglianza, mentre il governo difende gli interessi di pochi. È curioso che il Governo italiano, per voce del ministro, definisca non prioritaria la regolamentazione giuridica dei diritti e doveri delle coppie omosessuali, mentre nel resto del mondo civile crescono vertiginosamente i Paesi che si sono dotati di svariate forme di riconoscimento e di tutela di tali famiglie. A settembre anche Cuba e Lussemburgo ci supereranno sul piano dei diritti civili: sono infatti all’ordine del giorno diverse forme giuridiche di riconoscimento di persone dello stesso sesso. Siamo consapevoli che, in questo momento ci sono nodi difficili e importanti da affrontare: disoccupazione, crisi economica, assenza di tutele per i licenziati, precarietà. Ma il progresso complessivo di una nazione lo si ottiene con scelte coraggiose sul piano dei diritti sociali e dei diritti civili, due aspetti strettamente connessi in grado di realizzare il benessere e la felicità di tutti i cittadini. Coraggio che questo governo sembra proprio non avere. Le difficoltà economiche e sociali vanno infatti ad aggiungersi alla totale assenza di diritti per omosessuali, lesbiche e transgender e complicano ulteriormente le nostre vite, costringendoci ad una difficile e incivile precarietà esistenziale”.
Commento: Bravo Paolo.

Franco Grillini: “Esprimo il più radicale dissenso dalle affermazioni di chi, come il ministro Carfagna, vuole negare i sacrosanti diritti delle coppie omosessuali. Diritti, va detto per inciso, che sono riconosciuti ormai in tutto il mondo occidentale tranne che in Italia”. “La vera e propria palla al piede del clericofascismo fa dell’Italia un paese in declino e costringe decine di migliaia di cittadini ad emigrare, a trasformarsi in esiliati per i diritti. Un paese che non riconosce i diritti dei cittadini è un paese destinato al declino anche economico e l’Italia non a caso è il fanalino di coda del mondo occidentale”.
Commento: Bravo Franco.

GayLib: “Oggi, rispetto al lavoro compiuto nell’ultimo anno e mezzo con il ministro, abbiamo compiuto una brusca frenata se non addirittura un grave passo indietro sul tema dei nuovi diritti che ci rende davvero un pò più tristi. Mara Carfagna, con le sue dichiarazioni sulle unioni gay fatte oggi al meeting ciellino, ha deluso anche gli omosessuali di destra. La coppia gay Š un dato di fatto. Esiste. Non sta al ministro di turno riconoscerla o meno. Non è, infatti, solo di matrimonio purtroppo che ha parlato il ministro Carfagna, ma di riconoscimento tout court. Ovvero di quel passo avanti socioculturale prima che politico, su cui l’Europa continua a marciare compatta con le ultime eccezioni negative dell’Italia e della Grecia, superate in materia anche dai paesi del Terzo mondo”.
Commento: Bravo Oliari.

Anna Paola Concia: Al momento non pervenuta.
Vladimir Luxuria: Al momento non pervenuta.

In un anno, in sostanza, abbiamo (hanno) BARATTATO la battaglia sul riconoscimento delle coppie di fatto per una CAMPAGNA contro l’omofobia, tra l’altro talmente FORZATA da darci dei DIVERSI (non essere tu il diverso, come dimenticarlo), riabilitando così INSPIEGABILMENTE l’ex showgirl tv. Fanno sorridere, infine, le precisazioni del portavoce della Carfagna: ”Oggi a margine del Meeting, il ministro si e’ limitata ad osservare un fatto ineluttabile: i matrimoni gay non fanno parte del programma di governo del centrodestra e, per questa ragione, a suo parere, non rientrano tra le priorita’ del Parlamento. Il che, tra l’altro, non cambia il suo impegno nella lotta contro l’omofobia, testimoniato dalla prima campagna istituzionale mai realizzata e dal sostegno alla legge in discussione in Parlamento”.

Peccato che la Carfagna non abbia parlato di MATRIMONI GAY, bensì di “riconoscimento delle coppie omossessuali” (prendendone tra l’altro gratuitamente le distanze), ovvero l’ABC in termini di diritti in qualsiasi paese civile e NORMALE.
Ma qui in Italia, di normale, a parte NOI, non c’è davvero nulla.

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