Facciamo (fate) pace con il cervello

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Se il Vaticano spara merda su di noi, noi, giustamente, tutti uniti ci indigniamo e ci incazziamo, sottolineandone la palese ipocrisia al grido “ma li mortacci stracci parlano proprio loro che stanno più in ginocchio che in piedi, e non per pregare”.
Se un settimanale porta avanti un’inchiesta che smaschera parte di quell’ipocrisia (e sul perché proprio QUEL settimanale arrivi a tanto potremmo aprire invece un ulteriore dibattito che SPOSO appieno), mostrando ai suoi lettori come esistano preti gay che regolarmente praticano sesso omosessuale, frequentando chat, saune e discoteche, per poi dire messa con tutta tranquillità, ci lamentiamo comunque perché “ma li mortacci stracci così rappresentano il solito clichè finocchio fatto di sesso promiscuo (che c’è e finiamola di raccontarci la favoletta che non esiste, è comico, fa ridere, è ridicolo), mostrando agli italiani un’immagine falsa e diffamatoria, facendo così passare noi come quelli deviati e devianti”.
Riassumendo: Non ne parlano e ci incazziamo perché non ne parlano.
Ne parlano e ci incazziamo comunque, perché ne hanno parlato mostrando parte del nostro mondo, che c’è ed è reale ma che ci infastidisce tanto da volerlo nascondere e da farci sclerare se viene fatto conoscere in tutta la sua stereotipata, triste e viscida realtà.
Breve storia contemporanea del movimento glbtq italiano, assolutamente borderline.

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