La Festa dell’Unità diventa Democratic Party, si parte

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E’ partita ieri la nuova edizione romana della Festa dell’Unità, IGNOBILMENTE ribattezzata dal Partito Democratico DEMOCRATIC PARTY.
Anche se ne verrà conservato il logo, la Festa dell’Unità va così in soffitta! Peccato che NESSUNO chiamerà mai questa COSA Democratic Party.. che al Pd se ne facciano una ragione… velo pietoso.
Nello spazio verde di 25mila metri quadri, alle spalle del complesso termale dell’Antica Roma, saranno centinaia i volontari, 30 le associazioni no profit, oltre 50 gli stand commerciali e in tutto 400 i militanti coinvolti nell’organizzazione. Ci saranno, inoltre, quattro aree dedicate al dibattito politico, un pub gestito dai giovani democratici, uno spazio gestito dal gruppo comunale del Pd dell’Aquila in gemellaggio con il gruppo comunale del Pd di Roma, uno spazio gestito dalle donne del Pd di Roma con le donne iraniane. Ad animare la festa, per i prossimi 30 giorni, saranno soprattutto i dibattiti a cui prenderanno parte tutti i big nazionali: dai due candidati alla segreteria, Dario Franceschini e Pierluigi Bersani (date ancora da stabilire), a Massimo D’Alema (2 luglio), Francesco Rutelli (21 luglio), Walter Veltroni (22 luglio), Ignazio Marino (4 luglio), Goffredo Bettini, Giuseppe Fioroni, Anna Finocchiaro e Enrico Letta.
Mescolati, ma non agitati, è il TITOLO di quest’edizione, parafrasando James Bond!

Questa la spiegazione:

Siamo un Paese dove le culture si innestano su altre culture, dove tanti sono i colori della pelle, tanti i suoni delle lingue, tanti gli odori dei cibi. La penisola è per molti la porta della speranza, e aver paura di una società che parla molti linguaggi non è la risposta giusta, come non lo sarebbe far finta che sia possibile tornare indietro: l’Italia è oggi terra di migrazione, e di più ancora lo sarà nel futuro. Si deve governare l’iimmigrazione, si deve garantire sempre sicurezza e legalità, ma chiudere la porta, rintanarsi in casa per paura dell’arrivo dei barbari, beh, questo non serve davvero.

Sinceramente… A ME quest’anno titolo e campagna pubblicitaria non fanno impazzire. Ecco, l’ho dettoe ovviamente, ARIDATECE BICCHIERAZZO DE VINO, PORCHETTA E IL NOME FESTA DELL’UNITA’, GRAZIE!

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