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Neanche Veronica Lario sopporta più Silvio!! Aiutiamola!!

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Questa mattina, come tutte le mattine, mi son svegliato, lavato, vestito, son andato a fare colazione al baretto sotto casa, poi mi son fatto 1oretta di palestra ed infine OVVIO passaggio in edicola a comprare la mia CARA e inseparabile Repubblica.
Esco dall’edicola e mi ritrovo un titolone a nove colonne con su scrittoVeronica Berlusconi:Mio marito mi deve pubbliche scuse!”.
Mi son dovuto fermare in MEZZO al marciapiede e leggermi tutta la fantastica lettera scritta dalla Veronica!
Mrs Berlusconi si è lamentata del fatto che il marito faccia il PROVOLA, il CASCAMORTO, con qualisasi figura femminile ancora in vita, davanti ai microfoni e alla stampa, ledendo la sua dignità di donna.
La Lario sottolinea come il matrimonio con Silvio non sia tutto rose e fiori, anzi, ma come abbia ingoiato parecchi rospi, visto l’alto ruolo istituzionale del maritino. Questa volta però il 70enne Silvio, credo uno dei consumatori più agguerriti di Viagra, ha superato ogni limite, senza chiedere scuse in privato alla mogliettina, che, da buona casalinga disperata, glie l’ha messo in quel posto, rendendo la cosa PUBBLICA, per di più inviando una lettera ad un giornale COMUNISTA, e storicamente ostile a Silvio, come la Repubblica!
Detto che NEMMENO la moglie lo sopporta più (voi ce la vedete che corre in bagno di fronte all’ennesima arringa sui COMUNISTI del maritino, si siede sulla tazza e comincia ad urlare “non ce la faccio piùùùùùù!”…io si!) (tra l’altro, ma secondo voi che CAZZO fa tutto il giorno la Veronica?!? Me lo son SEMPRE chiesto!) io proporrei una raccolta firme pe sta poraccia che se lo ritrova vicino TUTTI i giorni, dalla mattina alla sera, da anni ormai!
Raccolta firme per proporre VERONICA LARIO SANTA SUBITO!!
La prima firma è la mia!
Per chi non l’avesse letta, ecco l’ormai CELEBRE letterina della Lario spedita a Repubblica:

Egregio Direttore, con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”. Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati. RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero,
La saluto cordialmente.

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Paola e Chiara al Loft!

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