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Le mie recensioni ( si lo so…spesso da querela!!!)

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Apocalypto

Giulio Cesare, sala1, poca gente in sala, la maggior parte vecchietti, uno di questi porello non riusciva a leggere i veloci sottotitoli in italiano e stava ogni 2secondi a chiedere alla moglie “che ha detto?”…per la mia gioia!


Dopo il sanguinolento The Passion arriva na “spremuta de sangue” con Apocalyto, nuova pellicola firmata Mel Gibson!
Partendo dal presupposto che questo film NON può esser giudicato dal punto di vista storico (perchè gli errori a tal proposito son talmente grossolani che sarebbe ridicolo farlo!) dal punto di vista PRETTAMENTE visivo non posso non definirlo un film SPETTACOLARE!
Mel Gibson, xenofobo,ubriacone,razzista e tutto quello che vi pare a voi, ha confermato di avere delle DOTI come regista di tutto rispetto!
Con dei dialoghi ridotti all’osso, in lingua maya con sottotitoli in italiano, Mel riesce a realizzare un film di 2ore senza lasciare UN ATTIMO DI TREGUA allo spettatore, che precipita nell’APOCALISSE firmata Gibson senza non potersi emozionare, in qualsiasi modo!
In 120 minuti di pellicola assistiamo a riti sacrificali, sgozzamenti, animali sventrati, serpenti e api assassine, giaguari cannibali, sabbie mobili, cascate, eclissi, PARTI IN ACQUA, decapitazioni, torture di ogni tipo e un insegimento di UN ORA all’interno di una foresta!
ADRENALINA allo stato puro!
Mel non si risparmia NULLA, mostrandoci TUTTO il mostrabile, spesso andando anche oltre! Film estremamente violento, Apocalypto cerca di far rivivere l’antica civiltà dei Maya, autodistruttasi dall’interno causa continue,sanguinose ed infinite battaglie. Utilizzando SOLO attori NON professionisti Gibson ha giocato con il RISCHIO, autoproducendosi ll film, lasciandolo con i sottotitoli OVUNQUE, andando in contro a CENSURE ovvie in ogni parte del mondo, realizzando un film potente come un pugno nello stomaco, capace di VOLARE in 2ore di pellicola, come pochi altri film d’azione ultimamente erano riusciti a fare!

Voto 7
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Rocky Balboa

Adriano sala3, sala mezza vuota, o piena, dipende dal punto di vista, traformatasi nel corso del film in una sorta di COLOSSEO, con applausi,ovazioni e urla PRO Rocky! ME so tajato dal ridere!

A volte ritornano!

30 anni dopo la nascita di una leggenda, 16 anni dopo la sua morte cinematografica, causa il pessimo Rocky 5, torna in vita colui che dal 1976 incarna i valori d’America, Rocky Balboa!
A 6o anni suonati Sylvester Stallone si è rimesso profondamente in gioco, riprendendo i guantoni per riportare sullo schermo quel personaggio che lo ha reso celebre. Rocky è un vedovo ristoratore, ex pugile campione dei pesi massimi, con un figlio che non riesce a reggere il peso di quel congome così importante, un vuoto lasciato dalla scomparsa dell’adorata Adriana e soprattutto la voglia di tornare a ritoccare con mano quello che è la sua vita: il ring!
Causa una simulazione al computer Balboa decide di tornare ad allenarsi, per un unico storico match, contro il campione in carica Mason Dixon.
Girato in solo 4 settimane, e si vede, con un budget di “soli” 24 milioni di $, Rocky Balboa è un prodotto nostalgico, che torna a toccare quelle corde intraprese con successo 30 anni fa, fatte di forza di volontà, amicizia, lealtà e amore per la famiglia, insomma i tipici valori del “sogno americano”.
Stallone riprende tutti i temi della saga, dal celebre tema musicale a Philadelphia, città del campione, dai flashback che riportano direttamente alle pellicole originali al classico allenamento pre gara.
Tecnicamente il film è grezzo, rozzo, quasi volesse realmente riprendere il filo conduttore del 1° capitolo. Stallone è meno espressivo di un tempo, il personaggio meglio riuscito è quello di Paulie, il cognato di Sly, interpretato dall’onnipresente Burt Young, la parte meno riuscita dell’intera pellicola invece è quella sentimentale, in cui Rocky conosce una donna, forse capace di render più lieve la mancanza di Adriana (in queste fasi dialoghi spesso RIDICOLI!).
Dopo un’ora buona, necessaria per far partire la storia, arriva la 1° vera emozione: Rocky torna ad allenarsi, il celebre tema musicale inonda la sala, e riviviamo sequenze diventate leggenda, con la conclusiva storica corsa sulla scalinata di Philadelphia!
Da qui in poi è un crescendo continuo (cinema trasformato in stadio!) Rocky Balboa arriva all’improbabile match, con il campione ufficiale dei pesi massimi, come spacciato, vittima sacrificale di un circo, quello del pugilato, fatto solo di soldi e spettacolo.Ovviamente Balboa venderà cara la pelle, con un poco credibile, ma toccante, match, girato in maniera televisiva, fino all’apoteosi finale (Dietro di me una signora 60enne impellicciata e ingioiellata se nè uscita con un “DAJE ROCKY!”…ho riso pe 10 minuti!)
Era giusto far tornare Rocky Balboa dal passato, per concedergli un finale adeguato alla sua figura, diventata leggenda del cinema!

Voto 6,5
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Il labirinto del Fauno


Per poco non mi perdevo questo piccolo capolavoro!
Guillermo Del Toro, rifiutato Harry Potter, e buttatosi nell’avventura Hellboy, ci regala questo gioiello visionario, che alterna il fantasy al film storico, attraverso due film in uno, quello della piccola protagonista Ofelia, e quello del perfido Comandante franchista senza scrupoli e pronto a tutto pur di limitare la guerra civile, oramai vinta 5 anni prima, siamo nel 44, ma ancora in atto da parte di frange sovversive.
La piccola Ofelia, rimasta orfana di padre, è costretta a trasferirsi con la madre, in cinta e malata, dal suo nuovo papà, il perfido comandante Vidal. Come in ogni favola che si rispetti, perchè questa è prima di tutto una FAVOLA, Vidal è il cattivo di turno, mentre Ofelia è la piccola principessa di un mondo sotterraneo che, entrata in un mondo fantastico e parallelo al suo, deve portare a termine 3 prove, dettate da un fantastico Fauno, per riuscire a farlo suo.
Colorato da toni cupi e gotici, violento quanto basta, popolato da creature fantastiche, il film, che sembrerebbe uscito dalla mente di Tim Burton, miscela sapientamente le immagini crude, senza scrupoli, fatte di guerra e sangue del mondo reale a quelle fantastiche, immaginifiche della piccola Ofelia, interpretata da un bimbetta che dire brava è dire poco!
Senza l’utilizzo di particolari effetti speciali, ma di tanto make up, Del Toro ci riporta ai vecchi fantasy degli anni 80, tipo Legend o La storia Infinita, ormai dimenticati grazie alle enormi, ma costosissime, opportunità date dal computer.
Stupenda la fotografia, studiata in ogni minimo particolare la regia, veramente ben fatta la sceneggiatura, questo film riesce ad emozionare come pochi altri film son riusciti a fare negli ultimi anni. Indubbiamente il miglior fantasy (dopo il Signore degli Anelli) degli ultimi 10 anni, e a mio avviso uno dei 5 migliori film dell’anno.

Voto:8,5

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