Le mie recensioni ( si lo so…spesso da querela!!!)

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Wallace e Gromit: La maledizione del Coniglio Mannaro

Devo esser sincero, domenica notte son rimasto di stucco quando l’Academy ha premiato Wallace e Gromit, invece che La Sposa cadavere di Burton, come miglior film d’animazione dell’anno. Ed invece dopo aver visto il film, posso capirne i motivi! Wallace e Gromit è un “piccolo gioiello”!Molto più “artigianale” dei personaggi burtoniani, proprio “l’imperfezione”, che lo rende più umano, è la forza del film. I personaggi sono di plastillina, e finalmente si vede, per riuscire a realizzare i 90 minuti di pellicola ci sono voluti 5 anni di lavoro, 3 secondi di girato al giorno, una miriade di personaggi, ed una storia in salsa horror che strizza l’occhiolino ai classici del genere, contando citazioni su citazioni. Uno spasso per gli occhi e per le orecchie, “riprese” tipicamente cinematografiche, una serie di personaggi spassosissimi, ed ovviamente le geniali invenzioni di Wallace e le avventure di Gromit per salvare dagli immancabili guai il suo padrone pasticcione. Da applausi il “duello canino” finale, che da solo vale il prezzo del biglietto! Terzo Oscar in cassaforte per questa affiatata coppia, gli altri due erano arrivati per la categoria “Miglior corto d’animazione”, che rilancia definitivamente il genere “plastillina”, con un probabilissimo seguito e l’imminente capitolo secondo dello spassosissimo “Galline in Fuga”, il cui papà è il solito Nick Park
Da non perdere!

Voto: 7,5
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Notte prima degli esami

E’ davvero una piacevolissima sorpresa, questo film dell’esordiente Fausto Brizzi. Ottimamente sceneggiato ed interpretato, da un cast di giovanissimi, tutti o quasi sconosciuti, a parte la Capotondi, solitamente odiosa ed invece qui in parte, gia “famosa” dai tempi delle vacanze natalizie targate Vanzina. Siamo nella Roma di fine anni 80, il muro di Berlino sta per crollare, non esitono i cellulari ne Internet, e un gruppetto di amici si appresta a vivere i drammatici esami di maturità, tra paure, ansia, ed un professore “carogna”, vero spauracchio per generazioni di studenti, interpretato da un Giorgio Faletti in gran forma. Perfetta la colonna sonora, dai Duran Duran, ai Queen, dalla Rettore ai Cure, da Venditti a Cecchetto, ottima l’ambientazione “anni 80”, con pantaloni a vita alta, acconciature appariscenti e orecchini/lampadari. Ottimo il finale, a sorpresa e per nulla scontato.Un film perfetto per tutti coloro che quegli anni li hanno vissuti in prima persona, anche se non ancora nel periodo “maturità”, con addirittura una strizzata d’occhio a trasmissione di culto come “Colpo Grosso” e “Quelli della notte”. Indubbiamente il miglior film “giovanile” italiano realizzato nell’ultimo decennio, una spanna sopra il pessimo “3 metri sopra il cielo”, e le varie “muccinate”, da “Come te nessuno mai” a “Che ne sarà di noi”. Grazie al passaparola sta volando al botteghino, triplicando i costi di produzione, e per una volta non c’è che da esserne felici!
Cosnigliatissimo!

Voto: 7
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The Costant Gardener

Torna, dopo 2 anni di silenzio, Fernando Meirelles, il regista del pluripremiato City of God, e lo fa nel migliore dei modi. The Constant Gardener, tratto da un romanzo di Le Carrè, è un thriller atipico, sentimentale e politico allo stesso modo. Siamo in Africa, la fogna dell’occidente, non l’Africa che ci viene mostrata nei documentari, ma quella vera, reale, malata, che lentamente vede morire i frutti della propria terra a causa delle più stupide e mortali malattie. L’Africa che viene usata come cavia, per sperimentare quei farmaci che poi noi occidentali potremo comprare nelle nostre care farmacie, tanto a chi gliene può importare nulla di quei morti li. Un film toccante, adrenalitico, d’altronde è sempre un thriller, ben diretto, fotografato e interpretato, dal sempre più bravo Ralph Fiennes e la sorpresa Rachel Weisz, vincitrice di un Golden Globe e di un Oscar. Forse eccessivo l’utilizzo narrativo dei flashback, che a lungo andare rallentano la trama e la splendida storia d’amore tra i due protagonisti.
Nel complesso un ottimo film, capace di far pensare, riflettere, di arrivare dritto allo stomaco dello spettatore, attraverso la rappresentazione di un paese così vicino a noi, e così lontano, un paese martoriato, così visivamente splendido e umanamente toccante.

Voto: 6,5

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