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Glamda Summer Edition 2012 – vedi il trailer in anteprima

Non solo Gay Village, che a breve dovrebbe presentare la campagna pubblicitaria 2012, ma anche Glamda Summer Edition.
Gli amici di Amigdala e GlamNight torneranno a far tremare le notti gaye (e non) di Roma a partire dal prossimo 15 giugno.
Per l’occasione, Spetteguless ha il piacere di presentare in anteprima (e in esclusiva) il trailer di lancio della nuova ed imminente stagione estiva, da trovare tra le fratte del Roma Vintage in Via di Porta San Sebastiano 2 (Parco San Sebastiano, Terme di Caracalla). Se vi sbrigherete a scegliere l’abito da party, entrando entro le ore 23, non pagherete una mazza, mentre dopo quell’ora dovrete scucire 5 euri. Comunque bruscolini, vista l’offerta proposta.
Il gran party di apertura di venerdì 15 giugno si aprirà infatti alle ore 22, nella Main Room, con ben tre live prodotti dalla nuova etichetta discografica romana e indipendente dedicata alla musica House ed Electro-pop: GlamNight Records! Nata un anno fa, Glamda ha il piacere di festeggiare l’evento lanciando il party di Glamnight Records con i live di alcuni degli artisti che ne fanno parte: Lady maru&Cascao, Discofunken, Plumsuckers.
A seguire, i resident djs Flavia Lazzarini e Phonola introdurranno il live set degli special guests: MAKE THE GIRL DANCE.
7 giorni dopo, doppio appuntamento della madonna con i live di Oh Land e Azari & III, mentre a fine mese, il 29, scoccherà l’ora del live concert di Jupiter. Se il sottoscritto potrà probabilmente zompettare per Caracalla solo e soltanto verso luglio, chi è a Roma ne approfitti per farci un salto anche in questi primi 3 venerdì di programmazione. Presentata in grande stile, quest’oggi, dal trailer ufficiale.

Il Gay Village incoronato ‘Best Event Awards 2011′

Da oltre 7 mesi vivo a Milano, nella fredda, nebbiosa ed affascinante Milano, che mi ha ormai conquistato. La vita gaya di Roma è distante circa 600 km, con tutte le conseguenze ‘logiche’ del caso. Perché ne so poco o nulla. Fino all’agenzia stampa che mi è arrivata poche ore fa via mail. Il GAY VILLAGE ha vinto il premio ‘Best Event Awards 2011′. E di che cazzo stiamo parlando, vi starete chiedendo? Del riconoscimento nato nel 2004 per assegnare un certificato di qualita’ ai migliori eventi dell’anno. E attenzione, non solo eventi GAY, ma eventi in generale. E qui casca l’asino, perché per tutta l’estate il Parco del Ninfeo è stato preso d’assalto da migliaia di etero, corsi in massa in quella che un tempo era la ‘nostra patria’, perché oggettivamente fica. Della serie ‘e che è colpa nostra se il mejo evento di Roma è frocio?‘. E così è stato boom. In tutti i sensi, tra ingressi e polemiche, tra chi ha chiesto a gran voce un ritorno al passato e chi ha apprezzato quest’apertura al mondo etero/coatto, con tanto di riconoscimento ufficiale partorito proprio ieri, qui a Milano. Tra le oltre 200 aziende concorrenti, estremamente competitive in termini di posizionamento di mercato e soprattutto di risorse investite, Gay Village si e’ aggiudicato il primo premio nella classe ‘Eventi pubblici italiani’, ad insindacabile giudizio di una giuria formata dai dirigenti delle piu’ importanti aziende italiane nel campo delle banche, dell’energia, dei trasporti, della comunicazione, dell’automotive, dell’editoria e del fashion. Della serie ‘mica pizza e fichi‘. 10 anni dopo la sua nascita, il Gay Village è stato così ufficialmente SDOGANATO, diventando evento nazionale, paradossalmente proprio perché ‘trasversale’ ed unificante, per la gioia degli etero, finalmente dotati di una manifestazione con i controcojoni, e i vari scazzi dei gay, infastiditi dalla loro presenza.
Eppure nella Capitale la vita ‘gaya’ sta vivendo momenti ‘burrascosi’. O almeno così mi dicono. Se qui a Duomolandia la mia partecipazione alla vita frocia discotecara è pari allo 0,001%, a Roma da quanto ne so ne stanno succedendo di tutti i colori, tra serate che si accusano, stracci che volano, ripicche, rumors diffamanti e chi più ne ha più ne metta. Finito il Frocio Village, i weekend romani si sono affollati di serate, con tutte le scontate conseguenze del caso. Perché tutto è diventato lecito, nella speranza di riuscire a ‘buttare merda’ sull’avversario, tanto da costringermi a chiedere ai companeros discotecari capitolini… ma se po’ sapè che cazzo sta a succede? Illuminatemi.

Mr. Gay Europa 2012 si terrà a Roma

Semifinale di Mr. Gay Italia ieri sera al Gay Village capitolino (sulla cui selezione commerciale della serata stendo un velo pietoso. Imbarazzante…), con annuncio a sorpresa. Perché sarà proprio Roma ad ospitare la finalissima 2012 di Mr. Gay Europa, che lo scorso anno vide trionfare proprio l’Italia, con il ‘romano acquisito’ Giulio Spatola. Per ora tutto tace su date e luogo dell’evento, anche se è facile ipotizzare uno SPAZIO900, luogo a dir poco perfetto per una manifestazione simile, che porterà a Roma i ragazzi più BELLI d’Europa. Ovvero tutti i vincitori finocchi nazionali, paese per paese. QUESTA SERA, nel frattempo, finalissima di Mr. Gay Italia a Torre del Lago. Con dei concorrenti più gnocchi del mio Mr. Sirenetto? Se lallero, ao’, io non ce credo.

P.S. imperdibile lo spottino in testa al post… ma chi cazzo l’ha doppiato, He-Man?!?

Gay Village 2011: sempre più VILLAGE e sempre meno GAY

Sempre più VILLAGE, e sempre MENO GAY.
Primo weekend nella Capitale per il sottoscritto, ad un mese dal Gay Pride, e prima comparsata al Gay Village 2011. Dieci anni fa la prima storica edizione, a Testaccio, per una manifestazione che in un decennio ha fatto passi da gigante. Andando in quale direzione? Dipende dai punti di vista. Perché organizzativamente parlando credo che questo Gay Village 2011 sia il MIGLIORE della sua storia. In quanto a ‘strutture’ forse superiore anche alle prime indimenticabili stagioni testaccine. Il costo è lievitato, è evidente, tanto da far schizzare in alto i ticket d’ingresso. 18 euro al sabato, con consumazione. Un botto. Ma a Muccassassina e al Gorgeous quanto paghi se vuoi anche una consumazione, oltre al ticket d’ingresso, rispondono giustamente gli organizzatori. Praticamente la stessa cifra. E’ vero, è verissimo, ma il Village si era sempre contraddistinto proprio per l’idea del ‘villaggio’, da visitare più volte a settimana, e con prezzi conseguentemente più bassi. Quest’anno se uno ci andasse giovedì, venerdì e sabato spenderebbe quasi 50 euro solo di ingressi. Come dimenticare i 20 euro d’abbonamento SETTIMANALE delle primissime stagioni? Sette ingressi consecutivi a 20 euro. Altri tempi, altri prezzi, altre spese, altro Gay Village. Perché se a livello organizzativo credo si sia quasi raggiunta la perfezione, con un ingresso da urlo, due sale notevolissime, impianti audio impeccabili, collinetta Wimbledon dove buttarsi a riposare e ampissimo spazio ristoro, ciò che stride è il contorno. Anzi, il cuore del Gay Village. Ovvero chi lo abita. Perché mai come ieri sera ho visto CAMIONATE di coatti. Eterosessuali puri e duri, spesso beceri, dalla faccia tutt’altro che gay friendly e in molti casi chiari nell’esternare il proprio dissenso nei confronti del ‘frocio’ di turno. Ma come, tu vieni in CASA MIA ad insultarmi, a squadrarmi dalla testa ai piedi e a deridermi se abbraccio il mio uomo? Succede anche questo nella Roma di questi ultimi anni, dove il Gay Village è diventata la manifestazione di PUNTA di un’intera città. Il mondo etero/coatto NON ha un luogo simile, dove poter ballare, a cielo aperto, tanto da riversarsi in massa in ‘casa nostra’. E qual è il problema? Nessuno, non esiste. O meglio, non esisterebbe, se poi non si verificassero incresciosi episodi che vedono protagonisti i BORI di turno, tutt’altro che amichevoli nei confronti di quei gay che hanno contribuito in DIECI ANNI a trasformare il Village in quello che è oggi. Un evento. Un evento estivo con i controcazzi, che si è ‘ROMAESTATIZZATO’, rifacendosi il trucco, allargandosi sempre più, ritoccando i difetti degli anni passati e arrivando a rasentare la QUASI perfezione organizzativa, dovendo però SPALANCARE le porte alla CHIUNQUE. Non si può fare selezione, non possiamo farla. Ribattono gli organizzatori, quasi costretti a dover giustificare un andazzo che negli ultimi anni a Roma appare sempre più evidente, lampante, e a tratti fastidioso. A dare il via Muccassassina, con etero/beceri fatti entrare sempre più con meno problemi all’interno del Qube, ogni venerdì sera, e ora il Village, da un paio di anni ‘aperto’ al mondo ma quest’anno letteralmente ESPLOSO nello spalancare l’ingresso (siamo ormai 50 e 50, se non 40/60 nei confronti degli eterosessuali), finendo automaticamente per ‘influire’ anche sulla selezione musicale della serata. Perché per due ore ieri sera in commerciale si è sentito davvero di TUTTO, tranne che ‘commerciale’ da locale frocio. Ma mica vorrai davvero sentire per tutta la serata Madonna, Gaga,  Britney, Beyonce, Jennifer Lopez, Shakira, Kylie, Ke$ha, Katy Perry, e tutte ste poracce popparole? E invece SI, è ESATTO! Si chiama commerciale, ed è un locale gay. Se volevo sentì due ore de coattate me ne annavo a Ostia.  Particolari, piccoli particolari che vanno però ad incorniciare una serata sotto diversi punti di vista impeccabile. Perché l’evoluzione della struttura è lapalissiana, anche se non TUTTI si evolvono all’interno della manifestazione. Perché tra le 12412 drag queen romane ce n’è una che da ANNI fa la padrona di casa al Gay Village, lasciandomi sbigottito ed incredulo. Perché affidare un Village come questo ad una drag come La Pepa è da suicidio. E’ come se ci trovassimo dinanzi ad un Papa con un cazzo di 25 centimetri. Uno spreco epocale. E attenzione, perché il sottoscritto non ha NULLA contro La Pepa, che anzi so essere persona ‘deliziosa’. Ma fija mia basta, basta, basta. ENERGIAAAA, ahahahahha, ENERGIA, ahahahha. Sono ANNI che sentiamo solo e soltanto la stessa solfa. Cosa DA’ La Pepa alla serata Gay Village? Nulla. E dinanzi ad un panorama drag capitolino che cresce, sfornando personaggini sempre più simpatici e interessanti, direi che sarebbe pure arrivata l’ora di cambiare, magari affiancandole qualcun’altra drag, senza per forza di cose andare a sostituirla. Con chi? Non lo so, ma provare a cercare altro. Anche perché RADIO DRAG parla di un possibile e imminente ritorno sulle scene della Regina delle Regine, ovvero Cinzia Boccolotti. Voci e nient’altro che voci, per ora. Ma se venissero confermate, sapremmo già chi PROVARE a prendere per il Village 2012. Perché un altro anno di ENERGIA, ahahahaha, ENERGIA, ahahahah, proprio non se regge. 

Voto (Gay)Village 2011: 7

Circuit Festival 2011: ecco lo spot ufficiale

Il sottoscritto ha già DATO, nelle ultime due estati, quindi direi che zompo e anche con gioia, perché finalmente felicemente fidanzato. Per tutti gli altri invece BUON CIRCUIT, perché se volete divertirvi, ballare, rimorchiare e gustarvi una splendida città come Barcellona, a dir poco gay friendly, proprio questo è l’evento che fa per voi. Anche perché direi che lo spot ufficiale parli da solo. Basta infatti prendere quei 5 gnocchi e moltiplicateli per mille. Fatto? Ok, buoni complessi a tutti voi.

Mr. Sirenetto 2011: per ora 33 partecipanti – ultime ore per poter concorrere!

Ci siamo. Quasi.
Perché Mr. Sirenetto 2011 sta per prendere vita.
Era lunedì quando vi ho annunciato la nascita del concorso più GNOCCO dell’estate, made in Spetteguless. In 3 giorni sono arrivate 33 richieste di partecipazione. Poche? Ma anche no. Perché in rete non è mai così facile metterci la faccia. E qui non ci vorrà solo quella, ma anche il FISICO. Perché questo sarà Mr. Sirenetto 2011. CHIUNQUE può parteciparvi. Basta andare sulla pagina ufficiale FB di Spetteguless (qui) e scrivere IO CE STO. Queste sono le ULTIME ORE a disposizione per poter prendere parte a questa prima STORICA edizione. Unici requisiti? ALMENO una foto in costume, e/o comunque al mare, e/o comunque in mutande, e/o comunque in slip, e/o comunque che esponga viso+fisico, perché c’è un SIRENETTO estivo da eleggere. Belli o brutti, sono ovviamente accettati TUTTI. Anche perché la bellezza è innegabilmente soggettiva. L’importante è che stiate bene con voi stessi, che siate pronti a raccogliere consensi, applausi, complimenti ma anche critiche. Perché si sa, il mondo è pieno di sfigati rosiconi. E poi? E poi sarà il POPOLO SOVRANO ad eleggere il vincitore finale. Che vincerà cosa? Come già detto, la GLORIA (e sbaraboom!). Economica e maestosa, cazzo volete de più. Qui si GIOCA. E’ fondamentale ricordarlo. Quindi prendete il tutto in maniera molto FREE. Campo da gioco/combattimento la pagina ufficiale Spetteguless su FB, dove gli sfidanti saranno chiamati a raccogliere voti, in forma di MI PIACE, mai stato così ‘adatto’. Ma per il regolamento completo ci sarà tempo. Quindi attenzione perché questa è l’ULTIMA chiamata alle armi, prima del via definitivo. Volete partecipare al concorso più GNOCCO dell’estate? Perfetto. Andate QUI, scrivete IO CE STO, e preparatevi alla sfida. Ormai prossima…

Lady Gaga all’EuroPride 2011: roba da X-FILES

E’ ufficiale. No, ancora no. Quasi. Siamo vicini alla certezza. Ora arriva. In giornata sarà comunicato. Si è mossa addirittura l’ambasciata americana. Manca poco. E’ fatta. Forse c’è di mezzo la CIA. Chiamati Scully e Mulder. Trattative in direttura di arrivo. Scalpita anche Papa Benedetto. Agitazione in Vaticano.
Da circa 24 ore la rete è letteralmente impazzita.
Perché ormai non si parla di altro.
Ovvero di Lady Gaga al Roma EuroPride 2011.
Anche il sito de LaRepubblica se n’è ufficialmente occupato pochi minuti fa. Saremmo ormai alle trattative finali. Lady Gaga sbarcherebbe a Roma grazie alla Universal e SENZA INTASCARSI UNA LIRA, canterebbe un paio di canzoni (ovviamente certa Born This Way) e soprattutto prenderebbe parola per sostenere i diritti glbtq, che in questo Paese purtroppo arrancano. Un’apparizione EVENTO mediaticamente spettacolare.
Perché con l’incredibile e sinceramente impensabile sbarco di Gaga al Circo Massimo l’EuroPride capitolino otterrebbe una cassa di risonanza mostruosa, impensabile, planetaria. Paradossalmente dannosa? Direi proprio di NO, perché se la partecipazione della Germanotta potrebbe effettivamente finire per OSCURARE il Pride, il suo atteso ed accorato intervento finirebbe per riaccendere i riflettori sul senso stesso della sfilata. Se fino ad oggi gli organizzatori pronosticavano un afflusso di 500/800,000 persone, con l’arrivo di Lady Gaga quelle cifre potrebbero addirittura passare al moltiplicatore. Perché stiamo comunque parlando dell’icona pop AL MOMENTO più potente del mondo. Oltre 30 milioni di fan su facebook, più di 10 su Twitter. L’annuncio era atteso PER OGGI. Così era trapelato ieri sera. Oggi viene dato per certo per DOMANI. Si limano gli ultimi particolari, scaletta, orari. Intervento dal palco in PRIMA SERATA, ore 21, ovvero circa 30/45 minuti dopo l’arrivo al Circo Massimo, probabilmente già ZEPPO di ‘little monsters’. E qui sta forse l’unico intoppo, perché in tanti, troppi, potrebbero ‘saltare’ la sfilata per accaparrarsi i posti migliori sotto il palco. Della serie ‘sticazzi del Pride, W Gaga, noi siamo qui per lei e qui l’aspettiamo’. Ed è qui che si incappa nell’errore. Perché la Germanotta sta venendo a Roma proprio per SOSTENERE questo Europride e le sue DOVEROSE rivendicazioni. Il suo arrivo nella Capitale sarà sì FONDAMENTALE ma SOLO e SOLTANTO per dare un risalto ancor più internazionale all’evento dal punto di vista mediatico, per portare il Pride romano ai quattro angoli del Pianeta, per mostrare a miliardi di persone il vergognoso e giurassico STATO comatoso in cui riversano i diritti glbtq nel nostro Paese. Perché il Gay Pride è ALTRO, NON è Lady Gaga. Ed è NECESSARIO parteciparvi, sfilare, INONDARE Roma, le sue vie, il centro storico, coinvolgere una città intera e marciare UNITI verso il Circo Massimo (e non fermarsi qui dalla notte precedente), dove ad attenderci ci sarà lei, SANTONA dei gay di tutto il mondo, ormai ad un PASSO dal defintivo sì, che possiamo dare praticamente per scontato. In arrivo domani? E chi lo sa, ormai è Gaga Tormentone. 

Queering Roma al via: madrina Lucia Ocone

Pochi giorni dopo il Festival  Mix di Milano anche Roma inaugura il suo Festival del Cinema Gay, arrivato alla seconda edizione: Queering Roma. Dopo gli incredibili problemi dello scorso anno, con permessi prima concessi e poi ritirati, il Festival ha finalmente trovato casa. Sarà infatti il mitico Cinema Aquila del Pigneto ad ospitare la rassegna, che partirà OGGI, 3 giugno, per concludersi dopodomani, il 5. 34 i film provenienti da tutto il mondo, per un Festival del cinema LesboGayBisexTransQueer organizzato dall’associazione Armilla, grazie al sostegno della Regione Lazio e della Provincia di Roma e con il patrocinio di Roma Capitale. Tra i fili conduttori della manifestazione, la necessità e la meraviglia della trasformazione, in particolare nel percorso esistenziale delle persone transgender. I film in programma si propongono di smascherare gli stereotipi dominanti e i pregiudizi, mettendo in luce le ipocrite forme di discriminazione e mostrando al contempo i difficili percorsi intrapresi da gay, lesbiche e transessuali per l’affermazione dei propri diritti.
Madrina del Festival LUCIA OCONE, che IERI SERA ha dato il VIA alla manifestazione direttamente da ANGELINA, a Testaccio, per il più classico degli aperitivi froci fighetti della Capitale.
Ultimo appunto: Queering Roma è stato inserito nel calendario degli eventi del Roma Europride 2011, con tanto di supporto del Comitato organizzatore. E qui, rimanendo in tema, mi tocca spendere due parole due sul tanto strombazzato Euro Pride Park di Piazza Vittorio.
Ieri sera a MEZZANOTTE era già chiuso. O meglio, non facevano più entrare. Quando l’ingresso DOVREBBE essere FREE e il parco aperto TUTTO il giorno. Chiudere a mezzanotte in un giorno di festa nel pieno dell’estate capitolina, in cui le strade GRONDANO turisti fino all’alba, è un’autentca follia. Della serie “vorrei ma non posso”. O più semplicemente non sono in grado.. Perché se dovevate fare una PECIONATA meglio non far nulla, ed evitare figure di merda.

Trionfo di Bacco e Arianna di Annibale Carracci per il Roma EuroPride 2011

O mio Dio.
Siamo riusciti a non involgarire il Roma EuroPride 2011.
Sono sinceramente stupito.
E piacevolmente colpito.
Forza ragazzi con questa benedetta macchina organizzativa, che mancano MENO di 90 giorni. Madrina dell’evento? Non è ufficiale, ma SI DICE…
Paola Cortellesi.

150 anni di presunta UNITA’ ed essere gay in Italia

Il 17 marzo 1861 il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II non re degli italiani ma «re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione».
Oggi, 150 anni dopo, siamo qui a festeggiare l’Unità della nazione.
150 di Italia ‘Unita’.
Sulla carta.
Perché la triste realtà vede un’Italia più che mai  DIVISA, egoista, ignorante, razzista, maschilista, omofoba.
Unità dovrebbe significare anche eguaglianza, pari diritti, dignità sociale.
Viviamo invece in un magnifico paese che fa distinzione tra cittadini di Serie A e di Serie B.
Sesso, colore della pelle, estrazione sociale, orientamento sessuale, elementi che quasi ridicolizzano il concetto di ‘Italia Unita’.
Perché ancora oggi, 17 marzo del 2011, ci sono italiani che non possono sposarsi, che non sono neanche legalmente riconosciuti come ‘coppia’, che non possono essere accompagnati in ospedale dall’uomo o dalla donna che da una vita vivono al loro fianco, che non possono decidere come e quando morire, se staccare o non staccare la celebre ‘spina’, uomini che non possono adottare, che non possono far parte dell’Esercito, uomini che non hanno diritti, a differenza di altri, ma solo e soltanto doveri.
150 anni e sentirsi ancora diversi, 150 anni e sentirsi quasi ‘ospiti’ nel proprio Paese, 150 anni ed essere quasi costretti ad abbandonarlo, questo straordinario Paese, che come ti ha visto nascere ti vede ora andare via, in Terre dove invece sei ben accolto, anche se ‘straniero’.
La speranza, nel festeggiare questo storico anniversario intriso di bellezza e cultura, è di non ritrovarci ancora qui, in quanto italiani, tra 150 anni, a sottolineare nuovamente le stesse e paradossali diseguaglianze.
Nell’attesa, incrociamo le dita,  e buona ‘Unità d’Italia’ a tutti… (con un’imperdibile Roberta Bonanno Trash e una VERGOGNOSA classe politica, che IGNORA il perché oggi sia Festa Nazionale).

EuroVision 2011: tornano i BLUE con I CAN

Noi manderemo quell’orsacchiotto di Gualazzi, vincitore di Sanremo Giovani, mentre gli inglesi nientepopo’dimenoche… i BLUE!
Ebbene sì. 
Duncan James, Lee Ryan, Simon Webbe e quello sfigato di Antony Costa tornano a canticchiare l’uno al fianco dell’altro (6 anni dopo lo scioglimento del gruppo) per l’EuroFestival 2011.
I Can la canzone portata in gara, per una manifestazione che gli inglesi non vincono addirittura dal lontanissimo 1981.
Riusciranno a spuntarla grazie ai Blue?