Category Archives: Censura

La censura racconta storie SBAGLIATE…

… e questa SPLENDIDA campagna, appena premiata per la sua lotta quotidiana a favore della libertà di informazione, ne è la chiara dimostrazione.

 

Chiude Nonciclopedia per colpa di Vasco Rossi

#VascoMerda sta inondando Twitter.
Il rocker italico dei miei coglioni ha infatti ‘costretto’ Nonciclopedia a chiudere. Facendogli causa. La motivazione? Un pezzo a suo dire ‘diffamatorio’. Ora, tutti saprete COSA E’ Nonciclopedia. E’ satira allo stato puro. Sberleffo, spesso geniale, su cui ridere e con cui ridere. Ma il Vasco nazionale dei nostri coglioni non c’è voluto stare. Quindi tra un inutile stato e l’altro su Facebook ha chiesto al suo legale di agire. E il legale ha agito.
Ora, detto che al sottoscritto Vasco Rossi fa lo stesso effetto di 88 gocce Antonetto dopo na serata passata a sfonnasse alla Sagra dei Facioli, c’è da dire che tutto questo potrà diventare l’ABITUDINE quando la Camera dei Deputati farà passare la vergognosa legge Bavaglio. Chiunque potrà sentirsi ’diffamato’ dalla rete, blog compresi, chiedendo provvedimenti. Questa è l’Italia di oggi, in cui un rocker misteriosamente celebre e vergognosamente idolatrato si trasforma in CENSORE, perché ‘offeso’ da una pagina di pura satira.
Signori e signore, siamo arrivati alla frutta.
Ah, dimenticavo.
Twitter docet. #VascoMerda

Contro la legge bavaglio e il comma ammazza-blog: un post a rete unificata

L’idea è nata su twitter, parlando con Claudia Vago (@Tigella) e Salvatore Mammone (@mammonss): invitare i blogger, chi frequenta e “abita” la rete a condividere, postare (anche su facebook e su twitter), diffondere lo stesso post come segnale di protesta contro il comma 29, cosiddetto ammazza-blog.
Il post che i ragazzacci di Valigia Blu hanno scelto è di Bruno Saetta e spiega bene cosa non va in questa norma. Qui vengono raccolte tutte le adesioni, inserite l’url del vostro post.
Perché hanno scelto proprio questo post? Perché si vuole sottolineare che la nostra non è ‘indignazione automatica’, come per esempio Massimo Mantellini ha sottolineato, ma una protesta informata. Sulla questione della scelta di definire quella norma ‘ammazzablog’ consigliamo la lettura di questo articolo sempre di Bruno Saetta.

ECCO IL TESTO DA DIFFONDERE:

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

 

Berlusconi ci riprova: torna l’Ammazza blog

L’incubo del potere. Internet, da censurare, oscurare, far tacere. Silvio Berlusconi ci riprova, come sottolinea LaRepubblica. Con il ddl intercettazioni pronto a tornare a Montecitorio, il PDL ha deciso di rispolverare la norma AMMAZZA BLOG, che tanto clamore fece l’anno scorso. Un vero e proprio bavaglio che costringerebbe i gestori di “siti informatici” a rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c’è possibilità di replica, chi non rettifica paga fino a 12mila euro di multa. Ai fini della pubblicazione della rettifica, non importa se il ricorso sia fondato: è sufficiente la richiesta perché il blog, sito, giornale online o quale che sia il soggetto “pubblicante” sia obbligato a rettificare. Il testo, purtroppo, è scandalosamente chiaro: “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazionio le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Un’autentica FOLLIA, che solo questo Governo FASCISTA poteva partorire. Con una maggioranza schifosamente solida, e una ‘fiducia’ più che probabile, il DDL potrebbe anche passare, portando la libertà di stampa italiana ad un passo dal baratro. Al di là delle diffamazioni e degli insulti, ogni contenuto sul web diventerebbe potenzialmente censurabile, con l’invio di una semplice mail. Una trovata INEDITA in Italia. Un caso UNICO, che ci trasformerebbe nella FOGNA dell’occidente. Prima che sia troppo tardi, MOBILITIAMOCI, per dire basta a questa BANDA di delinquenti.

Salva la libertà di parola: niente CENSURA TOTALE da parte dell’Agcom

Le proteste hanno forse funzionato. Perché la delibera che assegna un ruolo determinante all’Agcom nella tutela del diritto d’autore è stata SI’ partorita, ma NON nei modi inizialmente pensati. L’Agcom NON potrà infatti chiudere siti e blog a proprio piacimento, e dal giorno alla notte, perché colpevoli di aver violato le norme sul diritto d’autore. In presenza di una segnalazione ritenuta fondata, infatti, il gestore del sito potrà applicare il meccanismo di notice and take down, rimuovendo egli stesso il contenuto coperto da copyright entro quattro giorni. Nel caso in cui questa procedura non fosse ritenuta adeguata, è possibile ricorrere al Garante che aprirà una fase di contraddittorio della durata di dieci giorni per poi eventualmente impartire un ordine di rimozione selettiva o di ripristino dei contenuti oggetto della contesa. Inoltre, nel caso in cui una delle due parti coinvolte decida di ricorrere al giudice, l’azione del Garante viene bloccata. Si apre ora una fase di consultazione della durata di 60 giorni, nel corso dei quali il testo sarà oggetto di ulteriore verifica, controllo ed eventuali revisioni. La libertà di espressione in rete, in sostanza, continua a VIVERE anche in Italia. Per ora...

La notte della Rete: il web si mobilita contro il BAVAGLIO ad internet – seguila su Spetteguless


Da domani l’AgCom potrà oscurare e chiudere QUALSIASI sito internet facendo leva sul diritto d’autore. Il sottoscritto vi posta un video preso da Youtube? Chiuso. Vi posta una foto senza averne i ‘diritti’? Chiuso. Vi pubblica uno sketch televisivo? Chiuso. Domani questa ATROCITA’ potrà diventare incredibilmente realtà, con la rete letteralmente CENSURATA, oscurata, immobilizzata, nascondendosi dietro il paravento dei diritti d’autore. Un’ignobile porcata, che questa sera ha dato vita alla NOTTE DELLA RETE, che si sta svolgendo a Roma da oggi pomeriggio. Tanti gli interventi, per una mobilitazione da seguire QUI, su Spetteguless, sperando che l’AgCom ci ripensi. Perché in caso contrario NON solo Spetteguless, ma tanti, tantissimi altri blog/siti, verranno fatti sparire, facendoci avvicinare sempre più al QUARTO mondo dell’informazione LiBERA.

Se questo è un DIRETTORE…

Tristezza, imbarazzo, profonda rabbia. Lo scandalo Bisignani si è abbattuto su Montecitorio. La Casta ha paura, e vuole imbavagliare l’informazione, immediatamente mobilitata in televisione tramite le sue principali ed operose marionette. Questo NON è un Direttore. Questo NON è più un telegiornale. Questa NON è tv pubblica, al servizio dei cittadini. Questa è pura merda.

Tu chiamalo se vuoi, giornalismo… vero giornalismo.

E anche la cagata della presunta maggiore età di Ruby Rubacuori ai tempi dei bunga bunga a Palazzo Grazioli è stata smerdata.
E’ in assoluto il miglior quotidiano d’Italia.
Quello che fa il giornalismo migliore.
Quello che per PRIMO denunciò la chiamata in questura di Silvio Berlusconi. Quello degli scoop costanti. Quello del BOOM di vendita in neanche due anni di vita. 
E’ Il Fatto Quotidiano.
E con lui l’incredibile illegalità che ruoterebbe attorno al nostro Presidente del Consiglio.
Roba da PRIMISSIMO TITOLO su tutti i tg nazionali. Ed invece… nessuno ne parla.
Diffondete, diffondete, diffondete.

Le donne d’Italia scendono in piazza: ecco come te le mostrano Tg1 e Tg5

Oltre un milione di donne in piazza in tutta Italia.
Roma e Milano PARALIZZATE.
Ma anche Torino, Genova, Bologna, Cagliari. 
Le donne d’Italia sono scese in piazza per dire BASTA allo svilimento della loro DIGNITA’ e BASTA alla pornocrazia di Silvio Berlusconi.
E come ne avranno parlato i principali tg nazionali?
Tg1 e Tg 5 sono andati a braccetto.
Questa la scaletta del Tg minzoliniano:


1. Emergenza sbarchi, Maroni: Europa intervenga.
2. Egitto, esercito scioglie il parlamento.
3. Donne in piazza. La proposta di Fini.
4. Appello della madre delle gemelline.
5. Più in forma con interventi light.
6. San Valentino il menù degi innamorati.
7. Belen al Tg1: ho la pelle d’ oca.
Questa la scaletta del Tg di Mimun

1. L’ accusa di Maroni: l’Ue ci lascia soli.
2. L’Egitto sotto legge marziale.
3. Fini sì ad elezioni. Bocchino divide Fli.
4. Più per le donne o contro il governo?
5. “Le hanno viste vive in Corsica”.
6. La corsa del rame.
7. A San Valentino SMS? No, grazie.
8. Lazio e Udinese colpi di Champions.
Sul Tg1 il servizio è arrivato dopo DODICI MINUTI.
Al Tg5 i minuti sono saliti addirittura a SEDICI.
Nel primo caso 90 secondi appena, seguiti dalle immancabili REAZIONI POLITICHE, con 5 interventi 5 di esponenti del centrodestra, ovviamente CONTRARI alla manifestazione.
Benvenuti a REGIME TV.

S&M di Rihanna VIETATO ai minori di 18 anni????

Ok, sarà che noi tra mignotte in parlamento e intere palazzine di escort siamo svezzati e abituati a ben altro, ma ciò che ieri YouTube ha deciso nei confronti di S&M, nuovo video di Rihanna, ha del ridicolo.
Secondo il TUBO quella poracciata di video  propone contenuti inappropriati, tanto da VIETARLO AI MINORI  DI 18 ANNI!
Ebbene sì. 
Da oggi se vorrete vedere S&M dovrete intanto avecce da buttà 4 minuti della vostra vita, ma solo dopo aver prima certificare la vostra età.
E tutto questo per cosa? Per una BANANA spompinata.
A Rihà, ho capito che t’attacchi a tutto per un po’ de pubblicità, ma addirittura mette in mezzo YouTube. Ennamo, neanche Christina era arrivata a tanto…