Category Archives: GayVillage

Christian Paoloni è Mr. Gay Lazio 2012

Sabato sera il Gay Village di Roma ha incoronato il vincitore di Mr. Gay Lazio 2012, ovvero il rappresentante ‘laziale’ che andrà poi a concorrere per il titolo nazionale.
Trionfatore a sorpresa (eufemismo), il biondo Christian Paoloni, riuscito a battere in volata Matteo Maida, sconfitto il sabato ma da pochi minuti rifattosi con gli interessi.
Perché Matteo E’ ufficialmente Mr. Sirenetto 2012, concorsone web che prende e ribalta Mr. Gay Lazio, a giudicare dagli scatti in arrivo dal sabato notte targato Village.
Con tanto di Sandra Milo ‘ospite’ d’eccezione e immancabile fascia tricolore al vincitore, a cui faccio i miei più sinceri complimenti, anche se Spetteguless, detto tra noi, si tiene il SUO Sirenetto, secondo in quel caso, ma PRIMISSIMO sul blog. Ennamo.

Venerdì 20 luglio MUTYA BUENA al Gay Village di Roma

Due sabati fa sono finalmente stato al Gay Village 2012.
Strutturalmente perfetto, con tanto di prato sintetico che mi ha letteralmente mandato ai pazzi, il Village è ormai diventato un evento nazionale.
In 11 anni si è evoluto, passando dall’essere un punto di ritrovo dei gay capitolini (e non), in punto di ritrovo di TUTTA Roma (e non).
Ma è l’integrazione, bellezza, risponderanno i ‘fedeli’. Vero, verissimo, ma c’è integrazione e integrazione.
Perché nel momento in cui viene a ballare a CASA MIA, insultandomi e deridendomi perché FROCIO, mi fai semplicemente girare le palle.
Ma non si può fare troppa selezione, a meno che non ti presenti alla cassa talmente ciucco da far impallidire Pete Doherty, perché ormai EVENTO LEADER di Roma Estate, rispondono gli organizzatori. Ari-vero, ari-verissimo, ma da che mondo e mondo ci son PRO e CONTRO nel fare il cosiddetto BOTTO, ed uno dei CONTRO del Gay Village di questi ultimi anni è stato la ETERO-COATTIZZAZIONE.
Perché qui NESSUNO ce l’ha con il mondo etero, ci mancherebbe, bensì con l’Universo coatto/omofobo che prima viene a divertirsi al GAY Village per poi insultare qualsiasi FROCIO che ha la sventura di presentarsi ai suoi occhi. Solo per fare un esempio, pochi giorni fa due GRUPPI di coatti se le sono date di santa ragione, con tanto di coltelli e feriti, dentro e fuori lo stesso Village.
E allora cosa fare per poter gestire al meglio una situazione simile? Bella domanda. Forse farsi coraggio e UFFICIALIZZARE una volta per tutte la voluta e cercata integrazione, eliminando quel GAY dal nome che ormai stride sempre più. Che sia solo e soltanto VILLAGE, in quanto EVENTO cittadino e sotto un’unica bandiera, scacciando così dubbi e polemiche di tipo ‘selettivo’. Perché questo pippone sul Gay Village? Perché fino ad oggi non avevo ancora messo bocca sull’edizione 2012, dal punto di vista organizzativo (ripeto) praticamente perfetta, e con ospiti di ‘grido’ in arrivo. Venerdì 20 luglio, ad esempio, sbarcherà a Roma MUTYA BUENA, che non è una nuova merendina Kinder ma la LEADER storica delle Sugababes, negli ultimi 5 anni andate incontro a tanti cambiamenti dall’aver annunciato almeno 12 formazioni diverse. Mollate le SUKA, Mutya ha partorito UN album da solista, e sarà proprio questo ad essere presentato al pubblico del Village, oltre a qualche hit storica dell’indimenticato gruppo, che gli etero-coatti, questo è poco ma sicuro, NON CONOSCONO.

Gay Village 2012: ecco la sigla + lo spot con Francesco Facchinetti GAY

Apparentemente semplice e meno caciarona rispetto al passato, fino all’arrivo del finale, sorprendente e perfettamente legato alla campagna ‘calciofila’ della stagione 2012.
La nuova sigla del GAY VILLAGE, cantata da Barbara Tucker, approda finalmente in rete, accompagnata dal tanto chiacchierato (e sinceramente INUTILE) spot in cui FRANCESCO FACCHINETTI bacia un uomo. Perché ‘TATO GAY E’ BELLO’. Cazzo vor dì? Non lo so, ma mediaticamente funziona.

Gay Village 2012 al via con Francesco Facchinetti (aspettando Franca Valeri ed Amanda Lear)

E alla fine arrivò il gran giorno.
Oggi, 21 giugno, riprenderà vita il Gay Village di Roma, arrivato alla sua undicesima stagione. Fino al 15 settembre, al Parco del Ninfeo dell’Eur si ballerà, tutti i weekend, all’ombra delle stelle.
A 48 ore dal Pride romano, come ogni anno, il Village riapre i battenti, con un testimonial d’eccezione, ovvero Francesco Facchinetti, che per l’occasione ha girato un video con annesso BACIO GAY diretto da Rita Rusic e Gaia Gorrini. Questa sera al fianco del ‘signor Marcuzzi’, incredibile ma vero, troverà posto anche il PADRE, per un appoggio al mondo omosex per una volta senza SE e senza MA.
Quarantasei i giorni di programmazione, dal giovedì al sabato, con ingresso gratuito dalle 20 alle 21, cinema, documentari, teatro, libri, anteprime, concerti live, discoteca, star internazionali e incontri legati al sociale con partner istituzionali e non solo.
Tra le CHICCHE di stagione la rassegna “Web Heroes”, con Charlie Hides per la prima volta in Italia, il prossimo 30 giugno, e la Sora Cesira in CONCERTO, il prossimo 13 settembre.

Inaugura il 29 giugno l’ormai storica rassegna teatrale del Gay Village con lo spettacolo “Meglio un uomo oggi che un marito domani”, di Barbara Foria, avvocatessa dell’universo femminile contro il disastro dei rapporti di coppia, mentre il 6 luglio sarà il genio di Ennio Marchetto, in compagnia di Sosthen Hennekam, a strabiliare il pubblico con il suo “A qualcuno piace carta”, girandola di costumi colorati, realizzati in materiale cartaceo, che il grande performer indosserà dando vita a icone e star internazionali. Ospite d’onore il 12 luglio l’intramontabile Franca Valeri che si racconterà a Pino Strabioli ripercorrendo la sua lunga e brillante carriera di attrice. Guadagna il palcoscenico, il 19 luglio, il Laboratorio Teatrale di Dì Gay Project con lo spettacolo “(Fa)vo… la(to), l’odissea della favola volante”, che con la regia di Chiara Cucinotta deride pregiudizi e paura del diverso. Seguirà il 20 luglio “Ti vuoi mettere con me? L’amore al tempo delle mele” con Michela Andreozzi: storie ed emozioni di adolescenti ambientate fra canzoni, diari scolastici, merendine e griffe made Anni Ottanta. Tra parole e musica il commovente spettacolo “Omaggio a Pier Vittorio Tondelli” di Vladimir Luxuria che il 21 luglio leggerà alcuni estratti dagli indimenticabili Altri Libertini, Pao Pao, Camere Separate e Rimini. Il 27 luglio è la volta di Valentina Persia che con uno spettacolo di teatro/cabaret dal titolo “Se 40 mi dà tanto” ripercorrerà i suoi primi quarant’anni. E dopo i quaranta vengono le “Caldane” (2 agosto), di Dodi Conti, con Anna Meacci, un omaggio allo spauracchio della menopausa. Il 3 agosto Urbano Barberini, diretto da Daniele Falleri, interpreterà “Sulle spine”, un cult noir psicologico a tinte comiche. Il 30 agosto la prima compagnia pop-camp italiana Lucidosottile di Cagliari metterà in scena “Speradiserabeltemposi… rosso” con Michela Sale Muzio e Tiziana Troja, che tra danza teatro e video riflettono ironicamente sul futuro della danza nelle arti contemporanee. Seguiranno danza, canto e parole nello spettacolo sul sesso e le vagine dall’eloquente titolo “Labbra” portato in scena dalla Compagnia Altroquando di Genova (31 agosto). Il 7 settembre Marco Melloni presenterà il suo reading musicale “Voci nel deserto”, con estratti da grandi autori del ‘900, secondo la consueta formula del recupero di frammenti di memoria, questa volta a tematica gay, la cui attualità non smette mai di stupire. Chiude infine il 14 settembre Serafino Iorli, indicato da alcuni critici come il “Brachetti romano”, che con Donatella Mei metterà in scena “Bu Bu Settete”, parodia di undici personaggi femminili legati dal filo blu della malinconia.
Sarà curata anche quest’anno da Giona A. Nazzaro la sezione cinema del Gay Village, che il 23, 24 e 25 agosto presenterà la terza edizione del Gender Docufilm Festival-Specie in via d’espansione, la fortunata rassegna che ha attirato centinaia di spettatori con le sue controverse e toccanti anteprime nazionali ed europee. Grande attualità per il tema trattato: IL CORPO POLITICO. Ma la novità di questa stagione è rappresentata da dodici film d’autore divisi in quattro minirassegne che faranno la felicità di tutti i cinefili: “Omaggio a Werner Schroeter” (cineasta chiave del nuovo cinema tedesco degli anni Settanta e Leone d’oro alla carriera per il suo ultimo Nuite de chienne, del quale verranno proiettati : La morte di Maria Malibran, Nel regno di Napoli e Deux) ; “Visioni & Oltre”, con due meritatissimi omaggi al surrealista e visionario Kenneth Anger (autore dei capolavori Inauguration of the Pleasure Dome, Scorpio Rising, Invocation of My Demon Brother e LuciferRising) e Moebius (Jean Giraud) del quale verranno proiettati il cartone animato Arzak Rhapsody e Santa Sangre, il lungometraggio-cult girato con Jodorowsky; dal sapore acidulo-drammatico è invece la rassegna “Famiglie & altro”, che mostra il nucleo famigliare come uno dei principali focolai di tensioni politiche attuali; e infine “Amor, Amore, Amori”.
Imperdibile, infine, AMANDA LEAR in concerto, il prossimo 15 settembre.
Prezzi d’ingresso? 8 euro il giovedì, 15 il venerdì, 18 il sabato.
E’ tutto.

Padova Pride Village 2012: promo e sigla

Promo e sigla insieme, in pochi minuti, per un Padova Pride Village che torna a battere, a partire dal prossimo 6 luglio e fino al 2 settembre 2012.
Aspettando il lancio ufficiale della campagna pubblicitaria del Gay Village capitolino, ecco arrivare la ‘sorella del nord’, qui rappresentata da Ape Regina, Leonardo, Mizzy Collant, Minerva Lowenthal, Loredana Forleo, Giusva, La Bratz, Dolores Van Cartiè, Miss Linda, La Cry, e con la partecipazione straordinaria del vdj resident Gianluca Pacini.
Dopo anni di promesse, da romano trapiantato a Milano, quest’estate un salto proverò a farlo. Perché a me, sto Padova Pride Village, incuriosisce.

Il Gay Village incoronato ‘Best Event Awards 2011′

Da oltre 7 mesi vivo a Milano, nella fredda, nebbiosa ed affascinante Milano, che mi ha ormai conquistato. La vita gaya di Roma è distante circa 600 km, con tutte le conseguenze ‘logiche’ del caso. Perché ne so poco o nulla. Fino all’agenzia stampa che mi è arrivata poche ore fa via mail. Il GAY VILLAGE ha vinto il premio ‘Best Event Awards 2011′. E di che cazzo stiamo parlando, vi starete chiedendo? Del riconoscimento nato nel 2004 per assegnare un certificato di qualita’ ai migliori eventi dell’anno. E attenzione, non solo eventi GAY, ma eventi in generale. E qui casca l’asino, perché per tutta l’estate il Parco del Ninfeo è stato preso d’assalto da migliaia di etero, corsi in massa in quella che un tempo era la ‘nostra patria’, perché oggettivamente fica. Della serie ‘e che è colpa nostra se il mejo evento di Roma è frocio?‘. E così è stato boom. In tutti i sensi, tra ingressi e polemiche, tra chi ha chiesto a gran voce un ritorno al passato e chi ha apprezzato quest’apertura al mondo etero/coatto, con tanto di riconoscimento ufficiale partorito proprio ieri, qui a Milano. Tra le oltre 200 aziende concorrenti, estremamente competitive in termini di posizionamento di mercato e soprattutto di risorse investite, Gay Village si e’ aggiudicato il primo premio nella classe ‘Eventi pubblici italiani’, ad insindacabile giudizio di una giuria formata dai dirigenti delle piu’ importanti aziende italiane nel campo delle banche, dell’energia, dei trasporti, della comunicazione, dell’automotive, dell’editoria e del fashion. Della serie ‘mica pizza e fichi‘. 10 anni dopo la sua nascita, il Gay Village è stato così ufficialmente SDOGANATO, diventando evento nazionale, paradossalmente proprio perché ‘trasversale’ ed unificante, per la gioia degli etero, finalmente dotati di una manifestazione con i controcojoni, e i vari scazzi dei gay, infastiditi dalla loro presenza.
Eppure nella Capitale la vita ‘gaya’ sta vivendo momenti ‘burrascosi’. O almeno così mi dicono. Se qui a Duomolandia la mia partecipazione alla vita frocia discotecara è pari allo 0,001%, a Roma da quanto ne so ne stanno succedendo di tutti i colori, tra serate che si accusano, stracci che volano, ripicche, rumors diffamanti e chi più ne ha più ne metta. Finito il Frocio Village, i weekend romani si sono affollati di serate, con tutte le scontate conseguenze del caso. Perché tutto è diventato lecito, nella speranza di riuscire a ‘buttare merda’ sull’avversario, tanto da costringermi a chiedere ai companeros discotecari capitolini… ma se po’ sapè che cazzo sta a succede? Illuminatemi.

SOPHIE ELLIS BEXTOR sabato sera in concerto al Gay Village: nell’attesa, cover di Rebellion

Sophie Ellis Bextor viene per la prima volta in Italia e io non ci sono? Esatto, porcaccia la troia. Perché sabato sera la MITICA Sophie sbarcherà a Roma, al Gay Village, per il suo primo concerto tricolore. 18 euro il prezzo del ticket, che prevede ingresso al villaggio per live e serata, con annessa consumazione. E io dove sarò? A Milano, perché altri 182 euro di treno (grazie Trenitalia) per un’andata e un ritorno in 48 ore preferisco risparmiarmeli. Facendo finta che NO, non me rode affatto il culo, la popparola più sottovalutata del mondo prova comunque a tranquillizzarmi coverizzando  Rebellion degli Arcade Fire, a dimostrazione che SI’, in quella voce c’è del talento. Checché ne dicano i malefici detrattori, che con la Bextor non c’hanno mai capito un cazzo.

Padova diventerà «gay friendly»

 

Tra le tante news omofobe di stampo italico ce n’è una che va decisamente sottolineata. Perché Padova, nel cuore del Veneto leghista, sarà la prima città tricolore a chiedere il riconoscimento ‘gay friendly’. Dopo il BOOM del Padova Village, che in questi ultimi anni è cresciuto in maniera considerevole, Etta Andreella, rappresentante del Consorzio di promozione turistica della città, ha annunciato la clamorosa iniziativa.
«Siamo la prima città in Italia a chiedere questo riconoscimento. Adesso lavoreremo con gli alberghi e i locali per portare avanti questa iniziativa». Perché il turimo gay TIRA, e porta soldi. Nel resto d’Europa l’hanno capito praticamente TUTTI, tranne l’italiotta bigotta e appecorata ai voleri del Cupolone. Ancora più esplicito l’assessore all’ambiente della città Alessandro Zan:
«E’ una grande opportunità economica, che in un momento di crisi può aiutare l’economia padovana». D’altronde in due mesi in 100,000 hanno pagato il ticket d’ingresso per il Padova Village, che ha chiuso i battenti con Patty Pravo, con migliaia di omosessuali in arrivo da tutto il nord Italia. Della serie “ogni tanto una fottuta buona notizia di stampo omosex si riesce a scovare“. Grande Padova.

Gay Village 2011: sempre più VILLAGE e sempre meno GAY

Sempre più VILLAGE, e sempre MENO GAY.
Primo weekend nella Capitale per il sottoscritto, ad un mese dal Gay Pride, e prima comparsata al Gay Village 2011. Dieci anni fa la prima storica edizione, a Testaccio, per una manifestazione che in un decennio ha fatto passi da gigante. Andando in quale direzione? Dipende dai punti di vista. Perché organizzativamente parlando credo che questo Gay Village 2011 sia il MIGLIORE della sua storia. In quanto a ‘strutture’ forse superiore anche alle prime indimenticabili stagioni testaccine. Il costo è lievitato, è evidente, tanto da far schizzare in alto i ticket d’ingresso. 18 euro al sabato, con consumazione. Un botto. Ma a Muccassassina e al Gorgeous quanto paghi se vuoi anche una consumazione, oltre al ticket d’ingresso, rispondono giustamente gli organizzatori. Praticamente la stessa cifra. E’ vero, è verissimo, ma il Village si era sempre contraddistinto proprio per l’idea del ‘villaggio’, da visitare più volte a settimana, e con prezzi conseguentemente più bassi. Quest’anno se uno ci andasse giovedì, venerdì e sabato spenderebbe quasi 50 euro solo di ingressi. Come dimenticare i 20 euro d’abbonamento SETTIMANALE delle primissime stagioni? Sette ingressi consecutivi a 20 euro. Altri tempi, altri prezzi, altre spese, altro Gay Village. Perché se a livello organizzativo credo si sia quasi raggiunta la perfezione, con un ingresso da urlo, due sale notevolissime, impianti audio impeccabili, collinetta Wimbledon dove buttarsi a riposare e ampissimo spazio ristoro, ciò che stride è il contorno. Anzi, il cuore del Gay Village. Ovvero chi lo abita. Perché mai come ieri sera ho visto CAMIONATE di coatti. Eterosessuali puri e duri, spesso beceri, dalla faccia tutt’altro che gay friendly e in molti casi chiari nell’esternare il proprio dissenso nei confronti del ‘frocio’ di turno. Ma come, tu vieni in CASA MIA ad insultarmi, a squadrarmi dalla testa ai piedi e a deridermi se abbraccio il mio uomo? Succede anche questo nella Roma di questi ultimi anni, dove il Gay Village è diventata la manifestazione di PUNTA di un’intera città. Il mondo etero/coatto NON ha un luogo simile, dove poter ballare, a cielo aperto, tanto da riversarsi in massa in ‘casa nostra’. E qual è il problema? Nessuno, non esiste. O meglio, non esisterebbe, se poi non si verificassero incresciosi episodi che vedono protagonisti i BORI di turno, tutt’altro che amichevoli nei confronti di quei gay che hanno contribuito in DIECI ANNI a trasformare il Village in quello che è oggi. Un evento. Un evento estivo con i controcazzi, che si è ‘ROMAESTATIZZATO’, rifacendosi il trucco, allargandosi sempre più, ritoccando i difetti degli anni passati e arrivando a rasentare la QUASI perfezione organizzativa, dovendo però SPALANCARE le porte alla CHIUNQUE. Non si può fare selezione, non possiamo farla. Ribattono gli organizzatori, quasi costretti a dover giustificare un andazzo che negli ultimi anni a Roma appare sempre più evidente, lampante, e a tratti fastidioso. A dare il via Muccassassina, con etero/beceri fatti entrare sempre più con meno problemi all’interno del Qube, ogni venerdì sera, e ora il Village, da un paio di anni ‘aperto’ al mondo ma quest’anno letteralmente ESPLOSO nello spalancare l’ingresso (siamo ormai 50 e 50, se non 40/60 nei confronti degli eterosessuali), finendo automaticamente per ‘influire’ anche sulla selezione musicale della serata. Perché per due ore ieri sera in commerciale si è sentito davvero di TUTTO, tranne che ‘commerciale’ da locale frocio. Ma mica vorrai davvero sentire per tutta la serata Madonna, Gaga,  Britney, Beyonce, Jennifer Lopez, Shakira, Kylie, Ke$ha, Katy Perry, e tutte ste poracce popparole? E invece SI, è ESATTO! Si chiama commerciale, ed è un locale gay. Se volevo sentì due ore de coattate me ne annavo a Ostia.  Particolari, piccoli particolari che vanno però ad incorniciare una serata sotto diversi punti di vista impeccabile. Perché l’evoluzione della struttura è lapalissiana, anche se non TUTTI si evolvono all’interno della manifestazione. Perché tra le 12412 drag queen romane ce n’è una che da ANNI fa la padrona di casa al Gay Village, lasciandomi sbigottito ed incredulo. Perché affidare un Village come questo ad una drag come La Pepa è da suicidio. E’ come se ci trovassimo dinanzi ad un Papa con un cazzo di 25 centimetri. Uno spreco epocale. E attenzione, perché il sottoscritto non ha NULLA contro La Pepa, che anzi so essere persona ‘deliziosa’. Ma fija mia basta, basta, basta. ENERGIAAAA, ahahahahha, ENERGIA, ahahahha. Sono ANNI che sentiamo solo e soltanto la stessa solfa. Cosa DA’ La Pepa alla serata Gay Village? Nulla. E dinanzi ad un panorama drag capitolino che cresce, sfornando personaggini sempre più simpatici e interessanti, direi che sarebbe pure arrivata l’ora di cambiare, magari affiancandole qualcun’altra drag, senza per forza di cose andare a sostituirla. Con chi? Non lo so, ma provare a cercare altro. Anche perché RADIO DRAG parla di un possibile e imminente ritorno sulle scene della Regina delle Regine, ovvero Cinzia Boccolotti. Voci e nient’altro che voci, per ora. Ma se venissero confermate, sapremmo già chi PROVARE a prendere per il Village 2012. Perché un altro anno di ENERGIA, ahahahaha, ENERGIA, ahahahah, proprio non se regge. 

Voto (Gay)Village 2011: 7

E’ Roma VIOLENTA: AGGUATO omofobo fuori il Gay Village

Un morto a Rione Monti. Pestato a sangue in strada perché faceva troppo rumore. Un agguato omofobo fuori il Gay Village, con tanto di assalto ai froci (fonte LaRepubblica). In poco meno di 24 ore Roma torna sulle pagine dei quotidiani per una deriva sempre più violenta e pericolosa. Salito in Campidoglio 3 anni fa sull’onda emotiva dello stupro di Tor di Quinto, e grazie alla scellerata candidatura di Rutelli da parte di Veltroni come suo diretto sfidante, Gianni Alemanno fino ad oggi ha fritto l’aria. Nient’altro. Dopo le ormai ‘abitudinarie’ violenze scattano sempre le classiche dichiarazioni di sostegno alle vittime. Ma questo non basta, non più, dinanzi ad una palesa inadeguatezza nell’amministrare una grande città come Roma. Perché la ROMA VIOLENTA è tornata a farsi sentire. E non solo con il tragico episodio di Monti, ma anche fuori il Gay Village. Perché due anni dopo Svastichella le bestie sono tornate alle porte della manifestazione romana. Una decina di persone, armate di bastone, ieri notte avrebbero creato il panico. Un ragazzo, volontario del circolo Mario Mieli, sarebbe stato circondato e inseguito fuori il ‘locale’, al grido “andate via FROCI DI MERDA“. Oggi nella Capitale è Festa, perché San Pietro e Paolo, ma ci sarebbe solo che da BOCCIARE senza se e senza ma un’amministrazione che ha passato l’ultimo anno a spalare MERDA nei confronti del Presidente di Provincia, Nicola Zingaretti, indicato da TUTTI come il prossimo sfidante per la principale poltrona del Campidoglio, senza fare praticamente altro. Gianni Alemanno prometteva PULIZIA, STRADE NUOVE e SICUREZZA. In 3 anni ha trasformato la città in un mondezzaio, con strade sempre più dissestate, stupri all’ordine della settimana, piazze lasciate in mano ai delinquenti e attacchi omofobi continui.. Questa è la Roma targata PDL, la Roma che oggi festeggia i suoi patroni, quando in realtà non ci sarebbe proprio nulla da festeggiare, se non dinanzi a delle immediate dimissioni da Sindaco, che purtroppo non arriveranno mai.

Gay Village 2011: arriva Sophie Ellis Bextor

10 anni di Gay Village.
E’ un’edizione ‘importante’ quella che verrà inaugurata tra due giorni al Parco del Ninfeo, all’Eur. Perché 10 anni sono passati dal primo storico Gay Village. 10 anni di battaglie, di location, di polemiche politiche, di serate, ospiti, dj e chi più ne ha più ne metta. Madrina di questa decima edizione la resuscitata Eva Grimaldi (ma da dove cazzo l’hanno ripescata a questa? E soprattutto, madrina frocia perché … ok, non se po’ dì perché ce scatta la querela ma OK), per una prima serata che sarà GRATUITA per tutti quelli che porteranno alla cassa la tessera elettorale TIMBRATA (per il Referendum). Ingresso gratuito confermato anche quest’anno per i tanti che entreranno entro le 21.00, ovviamente nei giorni a seguire, con una serie di novità all’interno del programma: danza classica e contemporanea (per la prima volta al Gay Village), cinema (seconda edizione del Gender Docufilm Festival), teatro (rassegna The New New York con i migliori artisti della scena americana – anteprime assolute tra cui spiccano i due allestimenti “Prove di guerra tra Antonio e Cleopatra” e “Lui che ama mio marito” – il ritorno di Paola Minaccioni e Cinzia Leone), musica e discoteca, con una quarantina di Dj tra resident e ospiti (Bob Sinclar in arrivo il 30 giugno per una data unica… con Raffaella Carrà?!?).

Il 23 giugno, come detto, si inaugura (ingresso 10 €) con il dj e produttore tedesco Tocadisco, mentre sarà Vladimir Luxuria a dare inizio il 24 giugno al cartellone artistico con il suo “Happy Birthday Luxuria”, per festeggiare il suo quarantesimo compleanno e ripercorrere le avventure di una vita.
Tra le “Icone della dance floor” OSPITI in concerto ci saranno Debora Cox (29 luglio), Samantha Fox (2 settembre), e soprattutto lei, la mia AMATISSIMA Sophie Ellis Bextor (9 settembre), ovvero la popparola più sottovalutata della storia.
Grosse novità anche in ambito teatrale: con la rassegna “The New New York”, il 5 e il 6 agosto sono in arrivo a Roma i più importanti nomi della scena underground newyorkese. Si parla di performer del calibro di Penny Arcade (ha iniziato la sua carriera insieme a Andy Warhol, è una dei testimonial preferiti da Vogue, unanimemente riconosciuta come la più grande star dell’arte trasgressiva dal 1960 a oggi), Tigger (il primo e indiscusso Re del Boylesque e dello spogliarello in versione parodica e drag queen), Sherry Vine (la migliore imitatrice di Madonna, Britney Spears e Lady Gaga), Phebe Legere (cantante, artista a tutto tondo, collaboratore di Brian Eno e Regina del Queen Island), Acid Betty (esageratissima e maestosa drag, diva del trucco interstellare) e Joey Arias (storica e sofistica primadonna dell’avanspettacolo off-Broadway). DORCE IN FONDO, la chicca, che il sottoscritto da ANNI si augurava, ovvero lo SBARCO festaiolo a Capocotta, al Settimo Cielo, con il Gay Village Beach! Sulla CARTA un’edizione con i controcojoni (e ribadisco, SULLA CARTA), che il qui presente per la prima volta NON si farà, vivendo ormai a Milano. Quindi a parte qualche toccatina e fuga, e tutta la seconda metà di agosto, buon Gay Village… A VOI!