Category Archives: GayPride

Domani è un altro giorno di Robb Cole: arriva il brano CONTRO l’omofobia

Pubblico direttamente il comunicato stampa (che è meglio).
A voi il compito di farvi un’opinione a riguardo:

Il brano contro l’omofobia per la giornata internazionale del 17 Maggio
In radio giovedì 17 Maggio con il Patrocinio di Arcigay.

Esce in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia del 17 Maggio “Domani è un altro giorno”, di Robb Cole, brano che contiene una chiara denuncia contro la discriminazione di genere, “sentimento” ancora presente nel nostro paese.
A tutte le radio è stato chiesto di collaborare a questa iniziativa trasmettendo in massa il brano nella giornata, per dare un forte e chiaro messaggio di protesta, “un basta all’omofobia” e la conseguente richiesta di leggi appropriate per combatterla.
Robb Cole cantante, cantautore, ballerino e designer, è un artista che già da anni si è affacciato sul mercato discografico. E’ la Svizzera la sua patria artistica.
Reperibile sulle più importanti piattaforme digitali, tra le quali iTunes, “Domani è un altro giorno”, è una cover del noto brano portato al successo da Viola Valentino. Robb insieme al suo produttore artistico Luca Venturi (lo stesso di Viola) ha pensato di riproporre questo brano in una chiave molto diversa, anzi possiamo dire “stravolgendolo”come già hanno potuto notare i molti fans dell’artista. Nella nuova versione diventa quindi un brano ballabile e rivolto ad un pubblico che ama la “dance” – un modo per portarlo anche in un mercato vivo come quello delle discoteche.
Robb Cole ci porta nel suo dolore raccontando in prima persona le impressioni e i sentimenti di un ragazzo picchiato dal branco, la musica è violenta, ripetitiva..”martellante” come si usa in ambito discoteca.
L’uscita del brano è accompagnata anche da un Videoclip, che vede Robb Cole nei panni di narratore in un parco e tante immagini di manifestazioni… di “Pride”. Un chiaro messaggio di protesta. Manifestare pacificamente è da sempre il modo di portare all’attenzione dei più un messaggio. Anche la musica fa la sua parte!
Robb Cole: -“Sono consapevole che e’ una questione delicata da affrontare, ma l’omofobia è un argomento che non dovrebbe più appartenere al 21 ° secolo, una vergogna per tutti” -
– “Sappiamo tutti che l’amore tra persone dello stesso sesso è sempre esistito ed esisterà sempre” -
Il singolo “Domani è un altro giorno” è il primo singolo estratto dal suo ultimo album, in uscita sempre nel mese di Maggio, a cui hanno collaborato ben otto produttori internazionali. L’album includerà due brani speciali realizzati con Marie Claire D’Ubaldo e Ivana Spagna e sarà distribuito da Edel Italia.
“Domani è un altro giorno” è stato Patrocinato dall’Arcigay, che ha aderito con entusiasmo all’iniziativa e la produzione ha anche stabilito di devolvere una percentuale degli incassi, derivati dalla vendita, alla stessa Arcigay a favore di iniziative di sostegno.

 

Magnifica e storica cover ‘gay’ per il New Yorker

Sono onorato di aver potuto realizzato questa cover. E’ un momento celebrativo per il nostro paese, ed è quello che ho cercato di catturare (non mi piacciono in particolar modo quei colori dell’arcobaleno, ma sono quello che sono, e ho dovuto usarli). Volevo festeggiare il coraggio del Presidente nella sua dichiarazione, una dichiarazione attesa da tempo, ma tanto più apprezzata in questo difficile anno politico. Siamo sul lato giusto della storia“.
Parole e pensieri di Bob Staake, ovvero l’artista che ha creato ‘Spectrum of Light’, cover inedita del New Yorker della prossima settimana.
Una copertina splendida. Che di fatto è già storia.
Grande Bob.

Tutti nudi e gay con Call Me Maybe

Canzone adorabile, protagonisti della rivisitazione a dir poco interessanti, anche se nudi solo dalla cintola in su. Ma mejo de gnente…

Out Magazine sentenzia: ecco i 65 gay più potenti del mondo

In un mondo che stila classifiche un giorno sì e l’altro pure, anche Out Magazine ha voluto partecipare alla fiera della chart, elencando i gay più potenti dell’Universo conosciuto. E non perché in grado di sparare raggi glitter dalle chiappe, ma perché terribilmente influenti, ricchi, politicamente cazzuti e mediaticamente esplosivi.
65 i nomi partoriti, ovviamente TUTTI gay dichiarati, con una Top10 particolarmente scontata ed un primato a dir poco inattaccabile. Ovvero Alfonso Signorini? Beh va beh, anche no.
Perché una volta morto Steve Jobs, la APPLE è UFFICIALMENTE finita tra le mani di Tim Cook, CEO Apple e da tempo omosessuale a mezzo stampa. Tanto da meritarsi il primato RAINBOW. Dopo il saltino, ovviamente, la lista al gran completo.

1. Tim Cook
CEO, Apple, 51

2. Ellen Degeneres
Spokesperson/Talk-Show Host/Producer, 54

3. Peter Thiel
Venture Capitalist/Hedge Fund Manager, 44

4. Ryan Murphy
Writer/Director/Producer, 46

5. Rachel Maddow
TV Host/Political Commentator, 39

6. Anderson Cooper
Journalist/News Anchor/Talk-Show Host, 44

7. Rich Ross
Former Chairman, The Walt Disney Studios, 49

8. Barry Diller
Chairman, IAC, 70

9. Shepard Smith
News Anchor, 48

10. Andy Cohen
TV Personality/Impresario, 44

Homecoming: dite SI’ al matrimonio gay

Tornare a casa da una guerra, e ritrovare mogli, figli, parenti e mariti che ti attendono all’aeroporto.
Anche se siete un uomo, perché tutti possono essere soldati e al tempo stesso mariti.
Spot tv semplice, breve ma d’impatto in arrivo dal Regno Unito, per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del matrimonio omosessuale.
Perché l’amore, gay o etero che sai, resta sempre e comunque solo amore.

I gay russi contro Madonna: boicottiamola

Strana gente i gay. Diciamocelo, siamo spesso inafferrabili e decisamente sorprendenti.
Solo ieri vi riportavo la news della Madonna furiosa con Putin e pronta a battagliare in Russia per sostenere la causa GAY, andando a San Pietroburgo, in concerto, per dire ANCHE la sua sull’argomento. Ebbene, invece che ringraziarla, applaudirla, e sostenerla, i gay russi si sono incazzati, tanto da proporre il boicottaggio nei suoi confronti. Il motivo? Volevano che CANCELLASSE la tappa di San Pietroburgo, in programma il prossimo 9 agosto, invece che trasformarla in una STRAORDINARIA cassa di risonanza a livello globale. Perché se Madonna quel giorno PARLERA’, prendendo parola sull’argomento, TUTTO IL MONDO finalmente saprà COSA il Parlamento russo ha scandalosamente approvato. Se invece non andasse, è ovvio, tutto rimarrebbe nell’ombra. E’ come se gli attivisti del Sudan si fossero incazzati con George Clooney, perché andato a protestare e a farsi arrestare invece che starsene a casa. Roba da COMICHE, per l’appunto. Eppure il leader del movimento russo per l’orgoglio omosessuale Nikolai Alekseev ha annunciato che verranno tenute due proteste durante l’esibizione della cantante: «Quale sarà la forma della contestazione, per ora non abbiamo ancora deciso: sarà comunque un’azione pubblica». «Quello che può dire Madonna non interessa a nessuno. Doveva rinunciare al concerto che per il Municipio di Pietroburgo significa almeno 2 milioni di dollari di incassi: ovvio che sei lei avesse annullato tutto, il danno ci sarebbe stato eccome. E con esso avrebbe anche dimostrato che c’è qualcosa da perderci. Ma non è andata così». E poi dicono che la Vodka non dia alla testa…

La COCA COLA dice sì al Gay Pride di New York

Il colpaccio.
Al prossimo Gay Pride di New York gli organizzatori potranno sbandierare uno sponsor di tutto rispetto, ovvero la COCA COLA, Regina dei marchi.
Heritage of Pride, associazione no-profit che si occupa della parata/sfilata newyorkese, ha infatti ottenuto lo storico accordo, annunciato nella notte. MAI fino ad oggi la Coca Cola si era esposta a tal punto per battagliare sui diritti glbtq, ma con le presidenziali alle porte e il tema dei matrimoni gay sempre più all’ordine del giorno, il passo è finalmente stato fatto. Dal prossimo 16 giugno, e fino al 24 dello stesso mese, per le gaye strade della Grande Mela RUTTO LIBERO ad ogni angolo. Ma che sei matto, e che poi vado al Pride con la panza gonfia? Ma sticazzi. Almeno per quest’anno… Coca Cola per tutti.

Triste revival: ma quanto è ancora attuale il fumetto SUKIA

Rimosso totalmente dalla mia fragile memoria, fino a quando Fabio Canino, via FB, non me l’ha fatto tornare in mente.
Perché per i malati di fumetti ‘sconci’ SUKIA ha fatto storia (il sottoscritto aveva un cugino in famiglia che lo leggeva).
Comic nero-erotico ideato da Nicola del Principe e pubblicato dalla Edifumetto dal 1977 al 1986,  Sukia non è altro che una vampira GNOCCA, perennemente con le chiappe all’aria e dichiaratamente sosia di Ornella Muti, sex symbol dell’epoca. Al fianco della vampira un po’ trucida e zozzona c’era Gary, giovane e fedele servitore omosessuale, libertino e ovviamente effeminato, ma capace di conquistare mostri ed eterosessuali ad ogni numero. Un vero e proprio TORNADO gay per l’epoca, tanto da diventare di CULTO tra i lettori omosex di tutto il mondo, perché in grado di portare avanti battaglie sui diritti glbtq (in un numero appare nudo nella Piazza Rossa di Mosca per protestare contro la condizione dei gay russi), scopando a destra e a manca.
Sfacciatamente e volutamente ‘eccessivo’, Sukia portò in edicola temi che nel 2012 farebbero rizzare le antenne a qualsiasi editore con un minimo di percezione politico-clericale.
Numero in testa al post per credere.
IL VIRUS DELLA FROCIAGGINE.
Praticamente il Giovanardi pensiero fatto fumetto, ma con 30 anni di differenza, se non fosse che in quel caso si ‘estremizzava’ un pensiero per trasformarlo in un comic implicitamente gay-friendly.  Quando si dice la NON evoluzione della specie italica.


Osvaldo Supino NUDO per gli auguri di Natale

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