Category Archives: The New Normal

L’Osservatorio dei Diritti dei Minori contro Modern Family e The New Norman: sono IMMORALI

L’Osservatorio dei Diritti dei Minori si presenta al mondo come un Comitato Scientifico, nato a Milano nell’anno 2000 – registrato con Atto Notarile il 18 giugno 2001 – per volontà di un gruppo di tecnici [sociologi, psicologi, neuropsichiatri infantili, operatori degli Uffici Minori della Polizia di Stato, scienziati dell'educazione, legali esperti in diritto minorile, vigilatrici d'infanzia ed altre figure specialistiche] con l’obiettivo di studiare le problematiche relative alla tutela dei diritti dei Minori attraverso:
– l’indagine della realtà psicosociale e legale della sfera minorile;
– la sensibilizzazione dei mezzi d’informazione e delle Istituzioni;
– la promozione di iniziative volte alla risoluzione delle esigenze emerse ed al miglioramento della qualità di vita dei bambini e degli adolescenti.
Nel 2011 l’Osservatorio dei Diritti dei Minori è stato addirittura premiato dal COMUNE DI MILANO con l’ambito AMBROGINO D’ORO 2011 [Attestato di Benemerenza Civica].
Ora, a fondare tale INUTILITA’ Antonio Marziale, ad oggi ancora Presidente.
Intervistato dal settimanale Panorama, che si sarà pure rifatto il look grafico ma sempre FECCIA resta, il buon Marziale ha voluto metter bocca su alcune serie tv statunitensi, a tematica omosessuale, partorendo cotanta merda:
Ribadisco che non si può assolutamente far passare, attraverso la fiction, sia pure comica e divertente, un messaggio fuorviante, una forzatura morale come le adozioni da parte di coppie gay o addirittura la procreazione con partner surrogati. Fiction come The Foster di Jennifer Lopez o Modern family sono inaccettabili per i nostri costumi legati alla tradizione“. “Non credo che Modern Family sia una serie appropriata per i bambini: in essa vengono presentati ruoli omosessuali e non è bene che i bambini conoscano l’esistenza di questo aspetto della società moderna”.
Tradizione?!?!? I costumi legati alla nostra tradizione, che fa rima con puttane,  politici corrotti, bunga bunga e preti pedofili? In teoria sì, ma non andate a dirlo all’Osservatorio dei Diritti dei Minori e al suo direttorissimo, di fatto anche consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia. Ed è qui che casca l’asino. Omofobi ignoranti e conclamati, issati nelle stanze decisionali del potere. Non se ne esce.
W l’Italia.

Matt Bomer guest star in THE NEW NORMAL

L’annuncio a sorpresa, via Twitter.
Matt Bomer (proprio oggi compie 35 anni, auguri GNOCCO) farà da guest star in THE NEW NORMAL.
Il ruolo? Sarà l’ex fidanzato BONAZZO di Bryan, ovvero Andrew Rannelis, che torna improvvisamente nella sua vita.
Per Bomer e Ryan Murhpy, che ha ufficializzato la comparsata, sarà quindi un RITROVARSI, dopo la partecipazione di Matt in GLEE, durante la passata stagione, come fratello di Blaine.
La NBC nel frattempo ha ordinato una stagione completa per The New Normal, in realtà in CALO negli ascolti.
Quasi 7 milioni di spettatori per le prime due puntate, scesi a 6 con la terza, a 5 con la quarta e a quattro e mezzo con la quinta, fino a risalire con l’ultima, andata in onda due giorni fa, con 4 milioni e 860.000 americani incollati davanti alla tv.
Una serie (sit-com), va detto, che paga la breve durata di ogni episodio (poco più di 20 minuti), e le tante, troppe cose che Murphy e gli sceneggiatori PRETENDONO di infilare ogni volta.
Il rischio che si corre è di buttare troppa carne al fuoco, finendo così per cucinare malamente l’intero (ottimo) pasto.
Tralasciando il politico, evitabile e soporifero episodio numero 4, THE NEW NORMAL è un po’ troppo spesso inciampato, alternando momenti ALTI, anche di scrittura, ad altri decisamente più poveri, perché troppo spesso trattati con eccessiva rapidità. A quel bonazzo di MATT BOMER, e all’inevitabile e scontata gelosia di Justin Bartha, il compito di gettare un po’ di pepe sull’intera serie, che visti gli ascolti rischia di finire QUI, alla sua prima stagione.
E sarebbe un peccato.

Trasmesso il pilot di The New Normal: al via la serie tv gay di Ryan Murphy

C’è l’omosessuale alla ‘Jack’ di Will & Grace, modaiolo, spendaccione, macchiettistico, superficiale e apparentemente ‘stupido’, che capisce di voler diventare padre mentre fa ‘shopping’.
Al suo fianco troviamo il gay ‘irriconoscibile’, maschile, tifoso di football, ginecologo/matematico, che non si scompone mai. Una roccia inattaccabile, fino a quando il lato emotivo ‘crolla’, svelando un io finalmente ‘umano’.
Abbiamo poi la nonna bigotta, repubblicana, omofoba e razzista, bionda e ricca (una superba Ellen Barkin). Praticamente la ‘copia’ più snob e delicata della Sue Sylvester di Glee; a questi aggiungeteci la ‘frociarola’ di colore che non te le manda mai dire, replicando sempre e comunque all’attacco altrui, ed infine shakerate il tutto con la ‘ragazza madre’ di turno, tradita dal fidanzato di sempre, con una bambina di 10 anni da crescere, un lavoro da trovare, un presente costellato di sogni naufragati per colpa di una gravidanza precoce, e un presente da riscrivere facendo del ‘bene’.
Ovvero accettando di ‘crescere’ il figlio di una coppia gay all’interno del proprio utero. In cambio di 35.000 dollari.
Attaccato ancor prima di diventare realtà, The New Normal della NBC si è finalmente mostrato in rete attraverso il pilot.
Una prima puntata rapida ed introduttiva, ma assolutamente in grado di dettare le linee guida della nuova serie firmata Ryan Murphy.
Che scoperchia l’ipocrisia della destra americana, nel trattare i lineamenti delle ‘nuove famiglie’.
“L’anormale è il nuovo normale”, sentenzia ad un certo punto Andrew Rannells, rivolgendosi al compagno Justin Bartha.
Perché in un’epoca come questa, in cui tutto muta e tutto è lecito, normalità e pseudo anormalità si fondono in un tutt’uno, facendo sparire con uno schiocco di dita differenze solo sulla carta inconciliabili.
Battute fulminanti, personaggi da subito ben (e facilmente) caratterizzati, attori in parte e un tema, quello dell’omogenitorialità, mai così attuale e discusso come in questo momento, anche se inizialmente ‘apparentemente’ un po’ forzato e tirato per le orecchie (ma c’è anche un intera stagione televisiva da ‘raccontare’).
The New Normal ‘osa’, portando in tv una realtà sempre più evidente tanto in America quanto nel resto del mondo.
Perché si può essere gay e allo stesso tempo ‘ottimi genitori’.
Così come si può essere eterosessuali e ‘pessimi genitori’. Tutto è infatti possibile e nulla è arruolabile in un preciso recinto, sentenzia Ryan, giocando con cliché, false leggende ed attualità, strizzando sempre l’occhio al genere ‘commedia’ ma senza mai dimenticare quel lato ‘emotivo’ che attraverso uno sguardo, una scambio di battute o un semplice sottofondo musicale può tranquillamente sorprendere lo spettatore, finendo così per emozionarlo. L’11 settembre prenderà ufficialmente il via la prima stagione, dopo questo fulminante e ben augurante pilot.
Nell’attesa, nel caso in cui non l’abbiate ancora fatto, correte a vederlo. Perché quel genio di Ryan Murphy ha colpito ancora.
E buon The New Normal a tutti.

Tutti contro The New Normal

Mancano ormai 2 settimane esatte alla premiere americana di The New Normal, nuova serie tv firmata Ryan Murphy, e sta letteralmente succedendo di tutto. Il tema della serie, ovvero l’omogenitorialità, con protagonisti due omosessuali che vogliono diventare genitori, sta scatenando il DELIRIO. KSL-TV, stazione televisiva dello Utah affiliata alla NBC, ha annunciato che NON manderà in onda lo show. Jeff Simpson, amministratore delegato della rete (di proprietà della Chiesa di Gesù Cristo e degli Ultimi Giorni dei Santi), ha persino provato a spiegarne i motivi: “i dialoghi potrebbero essere eccessivamente crudi. Le scene potrebbero essere troppo esplicite o le caratterizzazioni risultare offensive”.
Ma vaffanculo. A bello, stiamo parlando di una COMMEDIA. Mica è Tarantino. Splendida la reazione via Twitter di Ellen Barkin, star di The New Normal:
Perché gli stupri e gli infanticidi di Law&Order vanno bene e una coppia gay innamorata che vuole avere un bambino è inappropriato?”. “Intasare di messaggi @ksl5tv per la loro decisione palesemente omofoba di non trasmettere lo show”.
Applausi a scena aperta per Ellen, anche se NON è finita qui.
One Million Moms, organizzazione bigotta di mamme rompicoglioni, ha infatti tuonato contro lo show di Murphy, accusando l’NBC di “continuare a usare le frequenze pubbliche per promuovere famiglie soggette al decadimento della morale e dei valori, nel tentativo di ridefinire il concetto di matrimonio. Queste cose sono dannose per la nostra società, e questo show è dannoso per la nostra cultura”. Un branco di pazze? Assolutamente sì, ma da tenere d’occhio. Esattamente un anno fa queste stesse PAZZE tuonarono contro The Playboy Club, accusato di sminuire le donne. Il risultato? LA NBC ha DOVUTO cancellare la serie dopo solo 3 puntate per mancanza di inserzionisti. Il timore, in soldoni, è che anche The New Normal possa fare la stessa fine.
Anche perché ci sono le elezioni alle porte, e il TEMA GAY sarà all’ordine del giorno.
Da una parte OBAMA, pro matrimonio, e dall’altra Mitt Romney, pro scuregge nel cervello.

 

Emmy Awards 2012: boom di nomination per American Horror Story – scandalo The Walking Dead

17 nominaition per American Horror Story e quell’indicibile rottura di coglioni di Mad Men (basta!); 16 per Hatfields & McCoys e Downton Abbey; 14 per Modern Family; 11 per il MAGNIFICO Game Of Thrones; 5 per il delizioso GIRLS; 4 per SMASH; solo TRE per Once Upon A Time, Glee e The Walking Dead. Ed è qui che mi faccio girare le palle, sbraitando come un ossesso tra le mura di casa. Perché assegnare 3 nomination MINORI ad un capolavoro come The Walking Dead equivale al NON capirci un emerito cazzo di televisione.
Quindi lo sapete che vi dico? Tenetevi pure quegli stracciacoglioni alla moda (ma non sia mai tecnicamente perfetti) di Mad Men, che gli zombie famelici me li ciuccio io.

Miglior Drama:

Boardwalk Empire (Hbo)
Breaking Bad (Amc)
Downton Abbey (Itv)
Game of Thrones (Hbo)
Homeland (Showtime)
Mad Men (Amc)

Miglior Comedy:

The Big Bang Theory (Cbs)
Curb Your Enthusiasm (Hbo)
Girls (Hbo)
Modern Family (Abc)
30 Rock (Nbc)
Veep (Hbo)

Miglior miniserie o film-tv:

American Horror Story (Fx)
Game Change (Hbo)
Hatfields & McCoys (History Channell)
Hemingway and Gellhorn (Hbo)
Luther (Bbc One)
Sherlock: A Scandal in Belgravia (Bbc One)

Miglior attore di una serie drama:

Hugh Bonneville, per il ruolo di Robert Crawley in “Downton Abbey” (Itv)
Steve Buscemi, per il ruolo di Nucky Thompson in “Boardwalk Empire” (Hbo)
Bryan Cranston, per il ruolo di Walter White in “Breaking Bad” (Amc)
Michael C. Hall, per il ruolo di Dexter Morgan in “Dexter”
Jon Hamm, per il ruolo di Don Draper in “Mad Men” (Amc)
Damian Lewis, per il ruolo di Nicholas Brody “Homeland” (Showtime)

Miglior attrice di una serie drama:

Kathy Bates, per il ruolo di Harriet “Harry” Korn in “Harry’s Law” (Nbc)
Glenn Close, per il ruolo di Patty Hewes in “Damages” (Direct Tv)
Claire Danes, per il ruolo di Carrie Mathison in “Homeland” (Showtime)
Michelle Dockery, per il ruolo di Josephine Crawley in “Downton Abbey” (Itv)
Julianna Margulies, per il ruolo di Alicia Florrick in “The Good Wife” (Cbs)
Elisabeth Moss, per il ruolo di Peggy Olson in “Mad Men” (Amc)

Miglior attore di un serie comedy:

Alec Baldwin, per il ruolo di Jack Donaghy in “30 Rock” (Nbc)
Don Cheadle, per il ruolo di Marty Kaan in “House of Lies” (Showtime)
Louis CK, per il ruolo di sè stesso in “Louie” (Fx)
Jon Cryer, per il ruolo di Alan Harper in “Due uomini e mezzo” (Cbs)
Larry David, per il ruolo di sè stesso in “Curb Your Enthusiasm” (Hbo)
Jim Parsons, per il ruolo di Sheldon Cooper in “The Big Bang Theory” (Cbs)

Miglior attrice di una serie comedy:

Zoey Deschanel, per il ruolo di Jessica “Jess” Day in “New Girl” (Fox)
Lena Dunham, per il ruolo di Hannah Horvath in “Girls” (Hbo)
Edie Falco, per il ruolo di Jackie Peyton in “Nurse Jackie” (Showtime)
Tina Fey, per il ruolo di Liz Lemon in “30 Rock” (Nbc)
Julia Louis-Dreyfus, per il ruolo di Selina Meyer in “Veep” (Hbo)
Melissa McCarthy, per il ruolo di Molly Flynn in “Mike & Molly” (Cbs)
Amy Poehler, per il ruolo di Leslie Knope in “Parks and Recreation” (Nbc)

Miglior attore in una miniserie o film-tv:

Kevin Costner, per il ruolo di William Anderson Hatfield in “Hatfields & McCoys”
Benedict Cumberbatch, per il ruolo di Sherlock Holmes in “Sherlock: A Scandal in Belgravia” (Bbc One)
Idris Elba, per il ruolo di John Luther in “Luther” (Bbc One)
Woody Harrelson, per il ruolo di Steve Schmidt in “Game Change” (Hbo)
Clive Owen, per il ruolo di Ernest Hemingway in “Hemingway and Gellhorn” (Hbo)
Bill Paxton, per il ruolo di Randolph McCoy in “Hatfields & McCoys” (History Channell)

Miglior attrice in una miniserie o film-tv:

Connie Britton, per il ruolo di Vivien Harmon in “American Horror Story” (Fx)
Ashley Judd, per il ruolo di Rebecca Winstone in “Missing”
Nicole Kidman, per il ruolo di Martha Gellhorn in “Hemingway and Gellhorn” (Hbo)
Julianne Moore, per il ruolo di Sarah Palin in “Game Change” (Hbo)
Emma Thompson, per “The Song of Lunch” (Bbc)

Miglior attore non protagonista in un drama:

Aaron Paul, per il ruolo di Jesse Pinkman in “Breaking Bad” (Amc)
Giancarlo Esposito, per il ruolo di Gustavo “Gus” Fring in “Breaking Bad” (Amc)
Brendan Coyle, per il ruolo di John Bates in “Downton Abbey” (Itv)
Jim Carter, per il ruolo di Charles Carson in “Downton Abbey” (Itv)
Peter Dinklage, per il ruolo di Tyrion Lannister in “Game of Thrones” (Hbo)
Jared Harris, per il ruolo di Lane Pryce in “Mad Men” (Amc)

Miglior attrice non protagonista in un drama:

Anna Gunn, per il ruolo di Skyler White in “Breaking Bad” (Amc)
Maggie Smith, per il ruolo di Violet Crawley in “Downton Abbey” (Itv)
Joanne Froggatt, per il ruolo di Anna Bates in “Downton Abbey” (Itv)
Archie Panjabi, per il ruolo di Kalinda Sharma in “The Good Wife” (Cbs)
Christine Baranski, per il ruolo di Diane Lockhart in “The Good Wife” (Cbs)
Christina Hendricks, per il ruolo di Joan Harris in “Mad Men” (Amc)

Miglior attore non protagonista in una comedy:

Ed O’Neill, per il ruolo di Jay Pritchett in “Modern Family” (Abc)
Jesse Tyler Ferguson, per il ruolo di Mitchell Pritchett in “Modern Family” (Abc)
Ty Burrell, per il ruolo di Phil Dunphy in “Modern Family” (Abc)
Eric Stonestreet, per il ruolo di Cameron Tucker in “Modern Family” (Abc)
Max Greenfield, per il ruolo di Schmidt in “New Girl”
Bill Hader, per il “Saturday Night Live” (Nbc)

Miglior attrice non protagonista in una comedy:

Mayim Bialik, per il ruolo di Amy Farrah Fowler in “The Big Bang Theory” (Cbs)
Kathryn Joosten, per il ruolo di Karen McKlusky in “Desperate Housewives” (Abc)
Julie Bowen, per il ruolo di Claire Dunphy in “Modern Family” (Abc)
Sofia Vergara, per il ruolo di Gloria Pritchett in “Modern Family” (Abc)
Merritt Wever, per il ruolo di Zoey Barkow in “Nurse Jackie” (Showtime)
Kristen Wiig, per il “Saturday Night Live” 8Nbc)

Miglior show d’animazione:

American Dad (Fox)
I Pinguini di Madagascar (Nickelodeon)
Futurama (Comedy Central)
Bob’s burgers (Fox)
I Simpson (Fox)

 

The New Normal – primo trailer per la serie gay di Ryan Murphy

Il martedì della NBC è segnato.
Prima The Voice, poi The New Normal, nuova attesissima serie tv ideata da Ryan Murphy, con una coppia di gay in cerca di un utero in affitto come protagonisti.
Oggi, dopo aver visto le prime clip inedite pochi giorni fa, ecco arrivare il trailer di lancio, per una serie che si fa sempre più stuzzicante e promettente. Perché riuscire a portare in televisione temi simili, così attuali e visti con terrore da parte della politica internazionale, è sempre un piacere. Quindi daje Ryan, e soprattutto DAJE Justin Bartha.

Prime clip per The New Normal, serie tv gay firmata Ryan Murphy


Ve ne ho parlato solo pochi giorni fa
, ed ecco oggi arrivare le prime ‘clip’ inedite.
News in casa NBC con The New Normal, serie tv pensata e prodotta da Ryan Murphy. Scritto a quattro mani da Murphy e Ali Adler, The New Normal ruota attorno ad una coppia gay in cerca di una madre surrogata. Ad indossare i panni dei due protagonisti quel bonazzo di Justin Bartha ed Andrew Rannells, con Ellen Barkin splendida FUTURA nonna omofoba e razzista. Prime impressioni? CI PIACE.