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Evan Peters a 90° e ignudo nella seconda puntata di American Horror Story 2

Nudo sotto la ‘doccia’ nella prima puntata.
Cor culo de fori e a novanta gradi nell’ultima andata in onda pochi giorni fa.
Ma lo vogliamo dire che la seconda stagione targata American Horror Story per Evan Peters promette decisamente bene?
De sto passo final season versione gang bang con Adam Levine guest star. Dopo il saltino, ovviamente, l’appecoramento inedito dell’ultimo episodio. Al grido ‘a Jessica, faje male’.

Jay Ryan di Beauty and the Beast mostra le chiappe in Go Girls

Una serie tv talmente brutta da farmi rivalutare A UN PASSO DAL CIELO (…).
Beauty and the Beast fa CAGARE.
Abituati da anni a serie tv made in Usa di qualità ECCELSA, la porcata CW fa sinceramente rabbrividire. Protagonista maschile, e teoricamente BESTIA, abbiamo Jay Ryan, 31enne neozelandese, qui mattatore e fino allo scorso anno nel cast di Go Girls. Comedy/drama in arrivo dalla Nuova Zelanda, Go Girls non ha praticamente mai varcato i confini nazionali, fino ad oggi. Perché proprio da una delle sue vecchie puntate, ecco arrivare il CULO dell’allora sconosciuto Ryan. Per voi dopo il saltino, al grido ‘buon lunedì blog‘.

American Horror Story Asylum: esordio PERFETTO

Il lancio era stato perfetto.
Anche troppo.
L’attesa era elevata, tanto da potersi trasformare in un boomerang. Ma non è stato così.
Perché la prima puntata di American Horror Story Asylum ha MASSACRATO la prima puntata di Amerycan Horror Story (3.85 milioni di spettatori, rating a 2.2 nella fascia tra i 18 e i 49 anni con un aumento del 40% rispetto al primo episodio di 12 mesi fa).
Regia asfissiante, montaggio frenetico, e un fiume di carne gettata sul fuoco.
Alieni, omosessuali, ninfomani, razzismo, omofobia, scienza vs. religione, freak di ogni sorta, medicina criminale, ipocrisia clericale, blasfemia sessuale, sottotraccia politica e una Jessica Lange SONTUOSA.
Ryan Murphy si è davvero superato.
Grazie al boom della prima stagione, sono aumentati i soldi a disposizione ma soprattutto la libertà creativa. E’ evidente.
L’idea del manicomio potrà solo che regalare perle horror. Se a questo ci aggiungiamo la svolta ‘aliena’, il materiale a disposizione diventa esplosivo.
Tutto sta nel non distrarsi, perché c’è tanto (troppo?) da dover recepire: dialoghi fulminanti, salti temporali continui, sceneggiatura ad incastri, momenti onirici e visioni disturbanti. Il tutto in un ambiente che trasuda male, mistero, e paura, reso credibile da una serie di attori oggettivamente inattaccabili (escluso l’inutile Levine, che infatti attore non e’). L’impressione, è che questa seconda stagione possa incredibilmente superare la prima, già di suo straordinaria. E se così fosse, bisognerebbe davvero gridare al miracolo. Walking Dead + American Horror Story Asylum = quando la tv annienta il mondo del cinema.

Nuovi poster IGNUDI per Arrow

Ho deciso di dargli fiducia.
Per un’altra puntata.
Il motivo? Alcuni conoscenti che mi hanno fatto sentire PAZZO, decantandone le presunte doti.
Tanto da farmi annunciare che ARROW, per te Spetteguless NON finisce qui.
Grazie anche a lui, Stephen Amell, ovviamente nuovamente ignudo per le inedite locandine lanciate nelle ultime 24 ore.
In cui TUTTO si vede, tranne la faretra.


Evan Peters subito nudo in American Horror Story Asylum – foto

Pronti via, daje de culo.
Ryan Murphy ha subito lasciato il segno.
Prima puntata di American Horror Story Asylum e primo nudo, grazie ad Evan Peters, spogliato, lavato e pronto a regalarci le sue chiappozze per questo esordio tanto atteso.
E se il sottoscritto deve ANCORA vedere la puntata in questione, ecco arrivare un lungo spot per la numero 2, ovviamente Halloween oriented. Ed ora buon culo a tutti, dopo il saltino.

Bette Midler in GLEE 4?

Ancora guest star, per far risollevare gli ascolti di una stagione fino ad oggi deludente? Probabilmente sì.
Ryan Muprhy ha stupito tuttivia Twitter, annunciando una PROBABILE e CLAMOROSA novità.
Che si chiama Bette Midler, e fa rima con LEGGENDA.
La Midler, oggi 66enne, avrebbe accettato tra il serio e il faceto la parte della NONNA di Rachel, andando così a rinfoltire la schiera di DIVI che in questa stagione stanno prendendo parte alla creatura di Murphy. Prima Whoopy Goldberg, già vista lo scorso anno, poi Kate Hudson, Sarah Jessica Parker, ed ora l’IPOTESI Midler, che segnerebbe una clamorosa reunion.
Perché esattamente 20 anni fa Bette e una giovanissima Sarah Jessica fecero furore in GIOIELLO di film chiamato Hocus Pocus.
Allora erano STREGHE, insieme a Kathy Najimy.
Che a questo punto RICHIAMEREI immediatamente sul set, per un ricongiungimento A TRE che diventerebbe davvero imperdibile. 

L’Osservatorio dei Diritti dei Minori contro Modern Family e The New Norman: sono IMMORALI

L’Osservatorio dei Diritti dei Minori si presenta al mondo come un Comitato Scientifico, nato a Milano nell’anno 2000 – registrato con Atto Notarile il 18 giugno 2001 – per volontà di un gruppo di tecnici [sociologi, psicologi, neuropsichiatri infantili, operatori degli Uffici Minori della Polizia di Stato, scienziati dell'educazione, legali esperti in diritto minorile, vigilatrici d'infanzia ed altre figure specialistiche] con l’obiettivo di studiare le problematiche relative alla tutela dei diritti dei Minori attraverso:
– l’indagine della realtà psicosociale e legale della sfera minorile;
– la sensibilizzazione dei mezzi d’informazione e delle Istituzioni;
– la promozione di iniziative volte alla risoluzione delle esigenze emerse ed al miglioramento della qualità di vita dei bambini e degli adolescenti.
Nel 2011 l’Osservatorio dei Diritti dei Minori è stato addirittura premiato dal COMUNE DI MILANO con l’ambito AMBROGINO D’ORO 2011 [Attestato di Benemerenza Civica].
Ora, a fondare tale INUTILITA’ Antonio Marziale, ad oggi ancora Presidente.
Intervistato dal settimanale Panorama, che si sarà pure rifatto il look grafico ma sempre FECCIA resta, il buon Marziale ha voluto metter bocca su alcune serie tv statunitensi, a tematica omosessuale, partorendo cotanta merda:
Ribadisco che non si può assolutamente far passare, attraverso la fiction, sia pure comica e divertente, un messaggio fuorviante, una forzatura morale come le adozioni da parte di coppie gay o addirittura la procreazione con partner surrogati. Fiction come The Foster di Jennifer Lopez o Modern family sono inaccettabili per i nostri costumi legati alla tradizione“. “Non credo che Modern Family sia una serie appropriata per i bambini: in essa vengono presentati ruoli omosessuali e non è bene che i bambini conoscano l’esistenza di questo aspetto della società moderna”.
Tradizione?!?!? I costumi legati alla nostra tradizione, che fa rima con puttane,  politici corrotti, bunga bunga e preti pedofili? In teoria sì, ma non andate a dirlo all’Osservatorio dei Diritti dei Minori e al suo direttorissimo, di fatto anche consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia. Ed è qui che casca l’asino. Omofobi ignoranti e conclamati, issati nelle stanze decisionali del potere. Non se ne esce.
W l’Italia.

Veneriamo The Walking Dead: partenza con il botto per la terza stagione

10.9 milioni di spettatori alla prima replica delle ore 21 (rating 7.4 tra i 18-49 anni) +
3.5 milioni di spettatori per la replica delle ore 22 +
850mila per quella della mezzanotte =
15.2 milioni di spettatori.
RECORD dei RECORD per un canale via CAVO.
Meglio del finale dei SOPRANO.
Miglior debutto per una serie tv in questa stagione autunnale.
Battuti colossi come Modern Family, The Big Bang Theory, Revolution e The Voice.
Walking Dead season 3 è ripartito 48 ore fa negli Usa, e ieri sera su Fox Italia, con una puntata che definire PERFETTA è dire poco.
La prima puntata della prima stagione venne vista da 5.35 milioni di americani. L’ultima da 5.97 milioni.
La prima puntata della seconda stagione toccò i 7.26 milioni. L’ultima gli 8.99. Sembrava impossibile fare di meglio. E invece Walking Dead 3 c’è riuscito.
Unico o quasi caso di serie tv che anno dopo anno CRESCE, tanto in termini qualitativi quanto negli ascolti. Aspettando i premi, che prima o poi dovranno per forza di cose arrivare.
Nella premiere di ieri si è visto di tutto.
Tensione, emozioni, violenza, rabbia, silenzi, colpi di scena, nuovi personaggi, e un mare di sangue, con zombie sempre più strabilianti uccisi in ogni modo possibile ed immaginabile.
16 gli episodi complessivi per questa terza stagione. 8 per la prima parte, e gli altri 8 nella seconda.
L’idea del carcere (by comic originale) è fottutamente geniale, perché davvero di tutto potrà succedere, come si è già ampiamente visto nella puntata di ieri.
Gente che muore, gente che arriva.
In The Walking Dead nessuno è salvo per ‘contratto’.
Ed è per questo che va AMATO.
Aspettando American Horror Story 2.

Ryan Kwanten nudo in Not Suitable for Children

Vista per il momento solo in Australia, la commedia romantica Not Suitable for Children verrà ricordata nei secoli e nei secoli solo e soltanto per il culo del suo protagonista. Ovvero Ryan Kwanten, gnoccolone australiano di 36 anni, diventato celebre grazie al Jason Stackhouse di True Blood.
E se qui su Spetteguless l’avevamo già ampiamente ammirato senza veli  (qui il promemoria), Ryan torna giustamente a mostrare il suo lato migliore.
Che fa rima con culo.

Stephen Amell mostra subito il fisichetto in ARROW

Allarme SERIE TV.
La stagione americana è partita con il freno a mano tirato, anche se teoricamente condita da TANTE novità.
Il pompatissimo Revolution per il momento si fa vedere, ma NON è che stia esaltando troppo. La carne c’è, l’idea di fondo è intrigante, ma ancora manca la ‘surprise’ che stupisca a tal punto da tenerti incollato alla tv. Peggio me sento con 666 Park Avenue, in crescita con la seconda puntata ma complessivamente DA REGAZZINI.
La sit-com Ben and Kate puzza di già visto, e soprattutto ruota attorno ad un cast che a me personalmente fa cagare, mentre la CW si è sparata in settimana due colpi particolarmente attesi.
ARROW e BEAUTY AND THE BEAST.
Se il primo ha fatto il boom di ascolti (4 milioni di telespettatori per la CW sono un miracolo), il secondo si è fermato sotto i 3.
Ma è la qualità, in entrambi i casi (quasi) INESISTENTE, a preoccupare.
La Bella e la Bestia rivisitata in chiave moderna è ORRIBILE, con tanto di gnocco che è TUTTO tranne che ‘bestia’, mentre nella serie fumettara dall’arciere bonazzo, è per l’appunto SOLO il bonazzo a farsi vedere, tanto da denudarsi quasi immediatamente. Della serie ‘a voi i miei addominali’, perché per il resto c’è poco da stare allegri (la qualità dei cinefumetti è diventata talmente alta da non poter riproporre una roba simile in tv, non siamo nel 2001 di Smalville).
Ma a salvare la baracca, vivaiddio, stanno per tornare LORO, ovvero vecchie conoscenze come Walking Dead e American Horror Story. La prima in onda QUESTA sera negli States, la seconda mercoledì 17. E con i primi 5 minuti da vedere tutti insieme appassionatamente! Tra un addominale di Amell e l’altro.

Matt Bomer guest star in THE NEW NORMAL

L’annuncio a sorpresa, via Twitter.
Matt Bomer (proprio oggi compie 35 anni, auguri GNOCCO) farà da guest star in THE NEW NORMAL.
Il ruolo? Sarà l’ex fidanzato BONAZZO di Bryan, ovvero Andrew Rannelis, che torna improvvisamente nella sua vita.
Per Bomer e Ryan Murhpy, che ha ufficializzato la comparsata, sarà quindi un RITROVARSI, dopo la partecipazione di Matt in GLEE, durante la passata stagione, come fratello di Blaine.
La NBC nel frattempo ha ordinato una stagione completa per The New Normal, in realtà in CALO negli ascolti.
Quasi 7 milioni di spettatori per le prime due puntate, scesi a 6 con la terza, a 5 con la quarta e a quattro e mezzo con la quinta, fino a risalire con l’ultima, andata in onda due giorni fa, con 4 milioni e 860.000 americani incollati davanti alla tv.
Una serie (sit-com), va detto, che paga la breve durata di ogni episodio (poco più di 20 minuti), e le tante, troppe cose che Murphy e gli sceneggiatori PRETENDONO di infilare ogni volta.
Il rischio che si corre è di buttare troppa carne al fuoco, finendo così per cucinare malamente l’intero (ottimo) pasto.
Tralasciando il politico, evitabile e soporifero episodio numero 4, THE NEW NORMAL è un po’ troppo spesso inciampato, alternando momenti ALTI, anche di scrittura, ad altri decisamente più poveri, perché troppo spesso trattati con eccessiva rapidità. A quel bonazzo di MATT BOMER, e all’inevitabile e scontata gelosia di Justin Bartha, il compito di gettare un po’ di pepe sull’intera serie, che visti gli ascolti rischia di finire QUI, alla sua prima stagione.
E sarebbe un peccato.