Bohemian Rhapsody, Bryan Fuller attacca la Fox: ‘dove sono finiti l’AIDS e l’omosessualità di Freddie nel trailer?’

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“A nessun altro ha dato fastidio che il trailer mostri Freddie Mercury flirtare con una donna mentre non c’è traccia dell’amore che aveva nei confronti degli uomini?”.

Così Bryan Fuller, sceneggiatore di Hannibal, American Gods e Star Trek: Discovery, è andato all’attacco della FOX nei confronti di Bohemian Rhapsody, biopic sui Queen e su Freddie Mercury.
Gay dichiarato, Fuller se l’è poi presa anche con la sinossi ufficiale della pellicola, in cui viene menzionata una non specificata  ‘malattia mortale‘ che colpì il frontman della band inglese.

“Cara Fox… Sì, era una malattia mortale, ma più specificamente si chiamava AIDS. Causa sesso gay con uomini”.

Un trailer ‘troppo eterosessuale’, per Bryan, a cui però chiederei di aspettare.
Non si può giudicare un film da un trailer di 90 secondi. Poi, eventualmente, lo si stronca.

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  • abiqualcosa

    E’ già grave che NEL TRAILER lo fanno vedere amoreggiare con donne.

  • LaS

    La figura di Mary Austin è fondamentale nella vita di Mercury. Sarà lei ad essere rappresentata nella scena del flirt…

    E poi, bisogna per forza menzionare l’AIDS? Forse nel trailer, essendo ambientato negli anni ottanta, la malattia non aveva ancora un nome…o forse semplicemente chissenefrega…

    Ricordiamoci che è la GRANDEZZA artistica di Freddie e dei Queen a dover venir fuori in questo film…non la tragedia che l’ha portato alla morte…se volete film di quel tenore guardatevi Philadelphia di Jonatam Demme.

  • ilritorno

    perchè? ha avuto relazioni con donne prima di scoprirsi gay… o bisogna essere froci e puri nel vostro universo distopico?

  • abiqualcosa

    Perchè in pochi secondi si sceglie di evidenziare SOLO quell’aspetto della sua sessualità , che come saprai non è centrale nella vita di Freddie. È come se nel trailer di un biopic su K. Hepburn facessero vedere, della sua vita privata , solo lei che scopa con una donna, e mai S. Tracy. Spero di aver risposto alla tua domanda.

  • abiqualcosa

    Mary Austin è importante, ma riguarda molto poco la sfera della sessualità di Freddie. Sessualità che, ricordo, era centrale nel suo modo di esprimersi, e che ha conntribuito a costruire quella grandezza di cui parli. (Riguardatevi il video di Crazy Little Thing Called Love: Freddie non è suor Cristina) . Se fosse morto per un tumore l’avrebbero menzionato, poco ma sicuro. Ergo: è una forma di censura pruriginosa e moralista. Pensare che nominare l’AIDS possa diminuire la sua grandezza, io lo trovo raccapricciante.

  • eXistenZ

    Concordo con Apo: mi riservo di vedere il film prima di sbilanciarmi.
    Ma da quel che ricordo, la pellicola dovrebbe presentarci la storia di Freddie fino al Live Aid del 1985, motivo per cui non sentiremo parlare di malattia e declino fisico.
    E sarà un peccato, perchè ritengo che, affrontato da un regista con i controcoglioni (il Bryan Singer de “I Soliti Sospetti”), il tema sarebbe stato affascinante: lui che canta i suoi ultimi capolavori con la consapevolezza che il tempo sta per finire…

  • LaS

    Non saprei. Voglio prima vedere il film. Di questi trailer ne usciranno diversi. Sono solo i primi.

    So che Bryan May e Roger Taylor hanno parecchio rotto il cazzo per fare questo film come volevano loro. Probabilmente vogliono che emerga il concetto di “Queen – band straordinaria” più che “Freddie artista dannato”. Ricordiamoci che molte delle hit storiche sono farina del sacco di tutti gli altri. John Deacon compreso.

    E comunque l’omosessualità di Mercury non era pubblica durante la vita artistica dei Queen. Ai tempi erano solo velate speculazioni, nei limiti che (per fortuna!) avevano i media di quei tempi. Sono poi aumentate esponenzialmente negli anni della malattia dove essere gay significava essere malato di AIDS. Ed era uno stigma. Quel periodo è una parentesi e una storia triste di Mercury che non deve predominare; la sua sessualità è stata analizzata e giudicata fin troppo post mortem e con troppo giudizio.

    Forse i suoi compagni hanno voluto dare a questo film una prospettiva diversa, facendo vivere l’anima di Freddie al di sopra delle sue preferenze sessuali. Senz’altro verrà trattata nel film la questione, altrimenti sarò d’accordo con voi.

    Concludo però dicendo che nel 2018, non credo che ci siano affatto problemi a parlare di AIDS e di omosessualità in un trailer… è stata senz’altro una scelta ragionata con un significato.

  • ilritorno

    il trailer ha lo scopo di acchiappare pubblico che vada in sala. il trailer migliore lo fece Zalone per l’ultimo film.

  • Alessio

    Polemica di una pretestuosità imbarazzante, considerato poi il fatto che nel trailer si vedono chiaramente approcci omoerotici, e che oggi TUTTI sanno che Mercury era gay, quindi un trailer che volesse venderci un’altra cosa sarebbe semplicemente ridicolo.

  • abiqualcosa

    Ti premetto che io sono un fan dei Queen della prima ora (da Queen II) ma credo proprio che May e Taylor (Deacon meno, lui sta defilato e incassa le royalties) siano due emeriti stronzi. Ricordiamoci che Sasha Baron Cohen, PERFETTO per il ruolo, è scappato a gambe levate dicendo che volevano far passare Freddie per Padre Pio. In quel gruppo sono sempre stati piuttosto perbenisti, Freddie in primis: come dici tu lo ha nascosto fino alla fine. Si ok, erano altri tempi. Ma oggi un Tiziano Ferro con il coming out non diminuisce di una virgola i suoi introiti, le sue fan continuano a urlare ai concerti, insomma e rilassatevi che cazzo. Qualche battaglia l’abbiamo pur vinta in questi 20 anni, eh.

  • Gelido

    ma secondo voi qualcuno nell’universo non sa che Freddie Mercury era gay e che è morto di Aids???? è necessario un trailer per ricordarcelo???

  • LaS

    Premetto che bisognerà guardare il film.

    Credo che la chiave di lettura di questa scelta sia un’altra.

    I suoi compagni stanno difendendo la sua memoria! Se io fossi stato in Freddie Mercury giustamente, avrei desiderato ardentemente tenere lontano dal grande schermo quel capitolo doloroso della mia vita.

    Sarebbe stato più sensazionalista? Certo! D’intrattenimento per il pubblico? Certo! Ma sarebbe stato voyaristico e crudele. Qui si parla di arte, rock, musica, passione. Non è il biopic di Britney Spears. .

    Io credo che sia assolutamente questo che ha portato May e Roger a contenere certe scelte. Riguardo l’appellativo di “emerito stronzo”. Conoscendo bene l’ego di un po’ tutti i soggetti sopra menzionati calza molto di più a quella prima donna di Sasha Baron Cohen…che, probabilmente, sognava di fare un film sugli eccessi, la droga e le perversioni degli anni Ottanta.

    Mi sembra di assistere alla polemica dei “Ma perché non si vedono cazzi?” di Call Me By Your Name di Guadagnino..

  • GabriGab

    Ragazzi stiamo parlando della FOX, qualcuno si stupisce?

  • abiqualcosa

    No, è completamente diverso da guadagnino. Se fai un biopic non puoi oscurare una parte fondamentale della vita del protagonista: quella si chiama agiografia, ed è una brutta cosa. Puoi parlarne con delicatezza, rispetto, leggerezza (come fa appunto guadagnino col sesso: quei due si fanno i pompini nel film eh, e fa vedere l’atto.) ma DEVI parlarne. Altrimenti, non fai un biopic con nomi e cognomi. fai un “liberamente tratto da…”.