Michele Bravi fa coming out: ‘mi sono innamorato di un ragazzo’

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«Non vorrei usare etichette, appartengono alle vecchie generazioni e discendono da un modo di ragionare che considero superato e anche un po’ discriminatorio. Preferisco parlare di relazioni fluide. I miei fan, quando gli ho detto che il nuovo disco avrebbe parlato di una storia d’amore, non mi hanno chiesto se si trattava di un uomo o di una donna, e il linguaggio amoroso oggi sul web usa frasi come “sei la mia persona”. Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo, e penso che nessuno dei miei coetanei si tirerebbe indietro se gli capitasse di provare un’emozione per una persona dello stesso sesso». «È successo che mi sono innamorato. Una storia molto particolare con un ragazzo che fa il regista, molto diverso da me. È durata due anni ma, in termini di quello che succedeva tra noi, forse qualche giorno. All’inizio quando due persone si incontrano sono due contenuti completi, il resto rimane fuori; poi allarghi la visuale e vedi che ci sono dei confini da rispettare. Io sicuramente nell’ultimo anno sono stato molto autoriferito e concentrato sulla musica e questo ha creato problemi. Il primo amore è perfetto, tutto è bellissimo, solo che ti mancano le regole del gioco e quando le impari, spesso è troppo tardi: le pagine degli errori restano lì, non puoi strapparle dal diario, e quando gli errori diventano tanti è difficile che possa esserci un epilogo felice. Se mi guardo indietro oggi mi dico: “Siamo stati proprio stronzi”». «Mi sono accorto che la mia generazione è molto diversa anche nei rapporti sentimentali: viviamo se siamo in un algoritmo e, se non sei continuamente connesso, sei tagliato fuori da tutto. Troppa comunicazione fa sentire soli e l’amore oggi risponde più a un bisogno; c’è molta più ricerca dell’emotività che del sesso fine a se stesso, la scopata del sabato sera interessa sempre meno. Se le persone si confrontano più su un piano emotivo i rapporti diventano complessi e anche fluidi: la sessualità smette di essere una scelta nel momento in cui la scelta diventa l’emozione. Io ho incontrato una persona che mi ha emozionato, che fosse un ragazzo è del tutto irrilevante: in futuro potrebbe succedermi anche con una ragazza».

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Così Michele Bravi, trionfatore ad X-Factor nel 2013 e a breve per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo, ha fatto coming out sulle pagine di Vanity Fair, in edicola domani.
Un coming out in realtà ‘strozzato’, quello di Michele, sessualmente ‘fluido’ e sicuro di potersi innamorare anche di una ragazza, casomai capitasse l’occasione. E se lo dice lui perché non credergli, ma caro Michele sei dannatamente ingenuo quando vai a depotenziare il coming out in quanto ‘giovane’, perché neanche immagini quanti tuoi coetanei, ancora oggi, si nutrano di ostentata omofobia.

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  • madonna quante chiacchiere per dire al mondo che te piace la minchia !

  • Julus

    Ma quante stronzate per non dire chiaramente: sono gay. Nessun giovane si stupisce se un maschio s’innamora di un altro maschio? Provasse ad andare ad un raduno di Forza Nuova. O ad un convegno di Comunione e Liberazione. O una passeggiata insieme alle Sentinelle in Piedi. Ma questo dove vive? a Uppsala?

  • guest

    Non ho capito, avrebbe “depotenziato” il suo coming (lol) out in quanto si è definito fluido?
    Quindi il coming out è potente solo quando uno dice quello che vuoi sentirti dire tu.
    Perché svilire così le sue parole ed il suo PERSONALE coming out?

  • Claus

    omofobia interiorizzata

  • SoundPost

    Apprezzo lui, la sua musica e il suo coraggio di fare ‘sto mezzo coming out; ma riporterò parte dell’articolo per chiarire il tutto ” a breve per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo”.

  • Tony

    Cosa non si fa per vincere Sanremo…

  • Luca

    ma tra sessualmente fluido e bisessuale, che cazzo di differenza c’è?!

  • Pat

    Ma perché questi coming out ‘artistici’ sono sempre così problematici, poetici o ‘alti’? Sempre in bilico tra il caso e l’occasione capitata per vie divine? Come se dire che gli piace il cazzo sia di per sé da meno. Sempre a cercare un significato che trascenda la sessualità nuda e cruda. Tutto questo filosofeggiare, poi altro che ‘scopate del sabato sera’. Va bene tutto, non sempre e non solo di sesso si tratta, ma basta attribuire sempre e solo questi significati ‘delicati ed elevati’. Si può essere fluidi anche solo scopando, una sera con un uomo, una con una donna. Ottimo fare coming out, ma ancora devo vederne uno che in tutta onestà ammetta che lui è così, lo è sempre stato a prescindere e mai si sarebbe aspettato alcunché di diverso, perché questa è la sua natura, punto. Deve sempre essere un trauma assurdo o una persona ‘speciale’ che ‘guarda caso’ è del tuo stesso sesso? Gli altri, quindi, sono solo poveri pervertiti ignoranti che seguono solo gli ormoni e/o le ‘perversioni’? Boh, magari sarà il taglio che vuole dargli un certo giornalismo. Anche meno, dài. Ma comunque, sempre meglio che se ne parli.

  • myname

    vallo a capire…!

  • Manu__

    La quasi totalità delle reazioni ai coming out nostrani è di critica o, peggio, di scherno. Addirittura ho sentito dire che, con le sue parole, Michele avrebbe mancato di rispetto agli anni di lotta per i diritti di noi omosessuali.

    Mi avviliscono più ‘ste cose che i deliri dei vari omofobi. È sconcertante l’arretratezza di noi gay italiani, carichi di un’omofobia interiorizzata che fa spavento. A volte dimentico che, prima di essere gay, siamo comunque italiani. Penso sempre che avendo fatto un percorso interiore per accettarsi, si debba essere almeno disposti ad accettare l’altro. Poi ripiombo nella triste realtà.

  • Fritz Cavallo

    A me questo tizio fa paura. È sempre sui social ed è disperato xké dopo X Factor non ha avuto successo.

  • Aran Banjo

    Maddai.. ma daVero ?? proprio ora che manca solo un mese a Sanremo… accidenti che coragggggio.. .che atto… che pubblicità gratuita…

  • lorsi

    Si, capisco che questo coming out un po’ frenato (rapporti complessi e fluidi??!!) con tante belle (e inutili) parole faccia un po’ sorridere. Poi a ridosso di Sanremo… però… di fatto questo ragazzo di venti anni ci dice che è gay. Colleghi ben più importanti e celebrati non lo hanno mai fatto in decenni di carriera. Quindi bravo Bravi!

  • Gelido

    e se non lo fanno che stronzi che non dicono niente, e se lo fanno è solo per pubblicità, se lo fanno dichiarandosi bisex è “se vabbè…”, se lo fanno mettendo in fila tre parole eleganti “bastava dire mi piace il cazzo”, se lo fanno dicendo “mi piace il cazzo” allora “sai che novità, lo sapevano pure le pietre”… la storiella di san francesco e l’asinello è sempre più attuale e non è perchè siamo “italiani” (ormai viene utilizzato come insulto, bah!) perchè tutto il mondo è paese

  • Malis

    Ma quanti froci spuntano fuori??

  • Marco

    Cosa vorresti dire con la storia di s.francesco e l’asino è attuale? S.Francesco si rivolge all’asino anzichè ai suoi discepoli e cosa c’entra qui?

  • Gelido

    mi sa che ti sbagli… tu forse ti riferisci alla leggenda di san francesco che predica agli animali… la favola di cui parlo è quella di francesco, l’asino e il fraticello che vengono sempre criticati durante il loro cammino

  • No, sinceramente non lo credo. Avrebbe potuto fare come tutti gli altri che si sono messi a sfornare canzoni qualsiasi spinti dalla Sony, invece dopo una canzone (che a me personalmente piace) si e’ fermato fino all’anno scorso.
    Detto questo, sui social ha mostrato un lato di se’ (finto comico e un po’ pedante) che sinceramente mi da’ abbastanza ai nervi. Lo preferirei se si dedicasse al solo canto.

  • Per quanto sia contento che abbia potuto autodeterminarsi di fronte a tutti, ho trovato davvero assurdo il discorso delle etichette!

    La serenità nel sapere che esiste un termine che ti descriva, anche se non in maniera completa, è un modo per esistere. Perchè nominarsi equivale ad esserci. Nominare è identità, non giudizio.

    Non è un’identità completa, ma un pezzettino che va ad aggiungersi alla propria identità e al fatto che altri, chiamandoti in quel modo, identificano parte del tuo essere. Dicono che tu ci sei e ci sei in quanto persona che ha quelle caratteristiche.

    Combattiamo quindi il giudizio, ma non facciamolo estremizzando fino ad eliminare la propria autodeterminazione. É importante ed è qualcosa di terribilmente moderno e “inclusivo”, non discriminatorio o “vecchio” come leggo dalle sue parole!