Imma Battaglia ‘ripescata’ – è nel Consiglio Comunale di Roma

Sfanculata prima alle europee e poi alla provincia, Imma Battaglia ce l’ha fatta al Comune. Con poco più di 1000 voti, e grazie all’incandidabilità accertata di Andrea Alzetta, quarto dei 4 eletti di Sel ma fatto fuori da una condanna penale superiore ai 2 anni, la presidentessa del DiGay Project è stata ripescata, in quanto quinta in graduatoria SEL, diventando di fatto consigliera comunale (ma c’è da dire che lei DIFENDE e SOSTIENE Alzetta) L’epopea politica della Battaglia, in questi ultimi 5 anni portavoce di qualsiasi cosa, ha così trovato una sua degna conclusione. Nel 2008, esattamente nel mese di giugno, portò avanti la ‘volata’ di Francesco Rutelli, sconfitto da Gianni Alemanno al ballottaggio. Da quel momento in poi, e per circa 3 anni, Imma si è tramutata nella prima ‘tifosa’ del Sindaco fascista, tanto da negare l’esistenza di un problema omofobia nella Capitale, le eventuali colpe dei Nero Gianni e ‘sposare’ il no ai DIRITTI dei gay da parte del Governo perché in tempo di crisi, diceva lei, c’era giustamente da pensare ad altro. Capita l’antifona elettorale, causa disastrosa amministrazione Alemanno, negli ultimi mesi Imma è tornata a battersi per il mondo omosessuale, tentando prima la scalata alla provincia con Nicola Zingaretti, e subito dopo quella al Comune con Sel. Riuscendo nell’impresa, grazie ad un’altissima fuga dalle urne e al già citato ripescaggio. Fatto quel che è fatto (il mio voto NON l’ha avuto e mai lo avrà), la speranza è che gli interessi personali possano per una volta lasciar spazio a quelli della collettività, leggasi comunità glbtq.
Perché un posto in Consiglio Comunale, con un Sindaco laico, di sinistra e così aperto ai diritti dei gay, è puro oro colato.
Per questo, cara Imma, ti chiedo pubblicamente di far valere quella poltrona. Applicati, incazzati, proponi, battiti, dimenticando questi ultimi 5 anni di follie, comunicative e non, per tornare ad essere quello che sei stata, a suo tempo, prima del boom del World Gay Pride del 2000 e della popolarità che ne conseguì.
Puoi contribuire a cambiare la Capitale d’Italia, cancellando automaticamente un quinquennio disastroso, più volte proprio da te inspiegabilmente difeso, spesso con ostentata arroganza e soprattutto con sempre più scarsa credibilità.
D’altronde l’occasione è storica e forse irripetibile.
5 anni per tramutare Roma in una città accogliente, sicura e a misura di omosessuale. Con Marino al Campidoglio e un centrodestra a PAROLE finalmente pronto a discuterne tutto ciò e possibile, inutile girarci attorno.
Sei dentro le istituzioni, per culo e/o per merito poco importa. E allora approfittane. Fai valere quel cognome, e battiti per chi dici di rappresentare da circa due decenni. Almeno questa volta.