Sochi 2014 – caro Enrico Letta NON vada alla cerimonia inaugurale – firma la petizione

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A lanciarla è stato Giona Ghimenti, e io non potevo far altro che prenderla e rilanciarla. In quanto da tempo suo sostenitore.
Ha ufficialmente preso vita la petizione che chiede a gran voce al Presidente del Consiglio Enrico Letta di NON andare alla cerimonia inaugurale di Sochi 2014.
Cliccando qui troverete la raccolta firme, per un appello che l’esponente Pd NON potrà sottovalutare.
Anche perché a NON andare in Russia saranno Barack Obama, Hollande, la Merkel e Cameron. 100.000 firme l’obiettivo massimo. Vogliamo iniziare a far viaggiare il contatore?

Egregio Presidente del Consiglio Enrico Letta,
La drammatica situazione dei diritti civili in Russia è ormai conosciuta da tutti e da più parti osteggiata. Ad una parte della popolazione non solo sono negati diritti civili che in molti altri paesi del mondo sono naturalmente riconosciuti, ma viene persino negata la possibilità di reclamarli. Anzi, mi scusi, negata è la parola sbagliata: viene repressa la possibilità di reclamarli.
I Giochi di Sochi non sono una semplice manifestazione sportiva dove regna la passione per lo sport, la dedizione, l’impegno, il sacrificio, l’abnegazione. Non sono una semplice gara da cui attenderci momenti emozionanti come solo le Olimpiadi (invernali e non) sanno dare, da cui attenderci record e fair play. Non sono solo la coronazione di un mondo che, seppur diviso da mille contrastri, in quest’occasione si riunisce nel nome dello sport e dell’agonismo.
I Giochi di Sochi sono anche la vetrina di un paese che vuole deliberatamente opprimere una semplice richiesta di una parte dei suoi cittadini: il diritto di amare liberamente. Sono la vetrina di ciò che sta accadendo in Russia ai danni della comunità LGBT e alcuni fatti, rimbalzati rumorosamente alla cronaca, lo riprovano.

Solo per citargliene alcuni:
– il divieto agli atleti, da parte del CIO stesso, di manifestare in sostegno alla comunità LGBT in sede di gara, specialmente sul podio.
– le dichiarazioni del Sindaco di Sochi “Gay? Non ne abbiamo in città” (cit.) che cadono sulle spalle della comunità LGBT come un macigno intento a sopprimerne anche la sola esistenza. L’annichilimento di centinaia di persone, di vite, che per l’opinione pubblica vengono azzerate, fatte sparire.
– il comportamento di molti sponsor, fra cui The Coca-Cola Company, che intraprendono interessanti iniziative di marketing dove le parole di riferimento alla comunità LGBT (omosessuale, gay, lesbica, ecc.) vengono deliberatamente censurate, mentre le parole di riferimento al mondo eterosessuale (fra cui la stessa parola “straight”) vengono permesse.

Inutile ricordarle le brutali rappresaglie contro persone omosessuali in Russia, una vera caccia alle streghe che vede fra le sue vittime giovani ragazzi e ragazze, spesso minorenni, adescati da gruppi di omofobi violenti e letteralmente seviziati, torturati e umiliati. Tutto questo davanti agli occhi di un paese che si compiace o, nel migliore dei casi, che tace, volgendo lo sguardo altrove.
In nome del rispetto dei diritti umani, ad oggi brutalmente lesi dalla Russia e dalle sue leggi e, ahimè, messi nell’angolo dell’oscurantismo e della censura dai Giochi di Sochi, la invito a seguire l’esempio di altri leader come Obama, Holland, Merkel e Cameron che hanno declinato con fermezza l’invito alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi.
Non si faccia complice del calpestamento di migliaia di vite.

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