Franco Marini NON è il mio Presidente della Repubblica – salvate il Soldato Bersani

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Poche ore ancora e scopriremo le carte in tavola.
Vedremo se Pier Luigi Bersani ha sapientemente bluffato, o ha seriamente deciso di suicidarsi, regalando il Quirinale al volere di Silvio Berlusconi.
Franco Marini, ex DC ed ex Presidente del Senato, avrà l’appoggio del Pd, Pdl e Scelta Civica per diventare il nuovo Presidente della Repubblica.
Peccato che dinanzi al suo nome il partito si sia spaccato in due e il centrosinistra distrutto, con Sel in fuga e gli elettori sgomenti.
Franco Marini rischia così di volare al Quirinale grazie ai voti di Bossi, della Santanché, di Maroni, della Biancofiore, ma senza quelli di Vendola, dei renziani, dei 5 Stelle e di molti esponenti del Pd, giustamente indignati di fronte ad una decisione che sa di stantio, di vecchio, di politica passata.
Il ‘metodo’ Boldrini-Grasso, ampiamente annunciato anche per il Quirinale, sarebbe andato a farsi fottere. Il nome votato dai quattro gatti dei 5 Stelle, Rodotà (in realtà da settimane in corsa ma ‘fatto suo’ da quel volpone di Grillo), era ed è un nome straordinario, di alto spessore, di sinistra, spendibile e totalmente meritevole di condivisione. Dopo settimane di stallo, la scelta di Rodotà potrebbe scalfire i no perenni dei 5 Stelle, dando così la concreta possibilità ad un Governo Pd-Sel di prendere vita. Abbandonare questa opzione per gettarsi tra le braccia di Silvio Berlusconi, e ad un suo ipotetico appoggio ad un Governo Bersani, significherebbe suicidarsi.
Perché questo sta facendo il Partito Democratico. Nel pieno di una campagna elettorale che di fatto è già iniziata, Bersani sbaglierebbe tutto, con la mossa Marini, gettando l’intero Partito nel panico e il Centro Sinistra tutto nelle forche caudine dei grillini e dei berlusconiani, già pronti a divorare il ricco pasto.
La speranza, come detto, è che la notte abbia portato consiglio, e che soprattutto Bersani abbia realmente bluffato, per sorprendere tutto e tutti tra poche ore, quando prenderà vita il primo scrutinio. Marini potrebbe NON farcela, perché i franchi tiratori sono dietro l’angolo e perché i numeri sono sul filo del rasoio.
Si era tanto parlato di ‘cambiamento’, di scelta sorprendente, e Marini non può rientrare in questi termini, con la sua lunga storia politica alle spalle.
Stefano Rodotà ed Emma Bonino sarebbero i miei Presidenti ideali, ma sarei pronto e ben felice di accettare nomi ancor più inediti e competenti, vista la complessa e traballante situazione.
Perché con Franco Marini al Quirinale, grazie alla ‘condivisione’ suicida con il Pdl e l’ormai inutile Terzo Polo, il Pd e il centrosinistra tutto sarebbe già morto, ancor prima di tornare al voto. Continuiamo pure a farci del male.

P.S. queste le parole di Franco Marini sull’argomento ‘nozze gay’, datate 2012:
«Non esiste una proposta del Pd sui matrimoni gay». «Parlo di una proposta dell’intero partito e, aggiungo, sono sicuro che non esisterà mai. Del resto nemmeno Bersani ha parlato di questo. Ciò detto non mi piace che se c’è un dirigente, come Fioroni, che si dichiara contrario ai matrimoni gay o all’eutanasia venga indicato come una sorta di nemico in casa. Esistono temi, come quelli eticamente sensibili, che nel Pd vanno trattati con misura e rispetto, come è sempre accaduto. In quanto alle nostre priorità mi pare difficilmente contestabile che in cima oggi non possano che essere collocate la ripresa economica, la difesa del lavoro ed il sostegno alle famiglie».

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